McDonald’s e fast food: la sindacalizzazione in Europa e nel Mondo

Interessante lo studio presentato dalla Federazione dei Sindacati nordici che ha confrontato i salari orari minimi dei lavoratori dei fast food dei Paesi del Nord Europa con quelli USA;  si va dai quasi 18 dollari della Norvegia agli  8,25 degli USA passando per i 9,45 della Germania Interessante il medesimo confronto trasformato in minuti di lavoro necessari […]

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Internazionale, a Bruxelles per i lavoratori delle multinazionali

Si è svolto il 16 e 17 febbraio a Bruxelles il terzo Steering Committee del Progetto Europeo “To.Be.E.Ewc. – Verso un migliore coinvolgimento dei lavoratori nelle imprese multinazionali: ruoli e compiti degli attori coinvolti nei processi di costituzione e funzionamento dei CAE” in cui la Filcams-Cgil Nazionale è partner e promotore. “Scopo dell’incontro – evidenzia Gabriele […]

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Voucher: è allarme illegalità

“L’imponente incremento dell’utilizzo dei voucher, è un campanello di allarme che non può essere sottovalutato” è quanto afferma la Filcams, categoria della Cgil che tutela le lavoratrici e lavoratori del Terziario, Turismo e servizi, settori dove l’incremento dei buoni lavoro è significativo. Lavoro domestico, pubblici esercizi, turismo e ora anche il commercio; il voucher viene […]

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Web

Federdistribuzione, riprende la trattativa per il contratto nazionale

Si è svolto a Roma un incontro tra le organizzazioni sindacali  Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs  e Federdistribuzione. Un primo confronto che ha portato alla decisione di riavviare il negoziato per definire il contratto nazionale di settore. Dopo due anni di trattativa, lo scorso settembre le organizzazioni sindacali avevano proclamato due giornate di mobilitazione […]

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zarafuorit

I consumi delle famiglie italiane nel 2015

Una ricerca della Filcams Cgil, in collaborazione con la Fondazione di Vittorio e l’istituto Tecnè, dimostra come la crisi ha profondamente modificato le abitudini e i consumi. I consumi delle famiglie italiane nel 2015 sono calati del 6,3% rispetto al 2008 e per far fronte alle difficoltà della crisi sono profondamente cambiate le modalità di […]

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Il Piatto Piange, migliaia in piazza per il contratto

Roma, Firenze, Bologna, Milano, Napoli, Brindisi, Venezia, Perugia, Genova, sono tante le città dove il 5 febbraio le lavoratrici e i lavoratori della Ristorazione Collettiva hanno manifestato per rivendicare il diritto ad avere un contratto. Il Piatto Piange Dopo 32 mesi di trattativa senza arrivare ad alcuna soluzione possibile, le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat […]

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Atahotel annuncia la chiusura di 8 Hotels

Atahotel una delle più importanti Catene Alberghiere italiane ha annunciato la chiusura di 8 Hotels di cui 5 a Milano. – Hotel Executive (MI) – Residence De Angeli (MI) – Residence Ripamonti (MI) – Hotel  Quark (MI) – Residence Class (MI) – Villa Pamphili  Roma – Resort Tanka Village Villasimius (CA) – Residence Planibel  La Thuile […]

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TRONY VIA TORINO MILANO: 50 LAVORATORI LICENZIATI?

La Filcams Cgil Milano, unitamente alla rappresentanza interna dei lavoratori (RSU) ritiene inaccettabile le decisioni di Trony Frc Group Srl relative alla gestione della grave crisi e alla dichiarazione di chiusura del punto vendita di via Torino.

L’azienda ha dimostrato totale chiusura rispetto alle proposte portate dalle OO.SS. sul tavolo delle trattative:

• Apertura alla possibilità di assorbimento nella società interessata al subentro nei locali Trony di via Torino
• Ricollocazione di una parte dei lavoratori presso gli altri punti vendita del Gruppo Trony
• Previsione di un piano sociale finalizzato a un’adesione esclusivamente volontaria al licenziamento a fronte di un incentivo economico.

L’azienda ha rigettato senza motivazione le proposte sindacali, dichiarando l’imminente apertura del procedimento di licenziamento collettivo e ribadendo come unica strada percorribile quella della rinuncia di ogni tutela prevista in cambio di una inadeguata incentivazione economica.Trony pretendeva inoltre la possibilità di scegliersi unilateralmente quali lavoratori eventualmente mantenere (superando qualunque criterio di scelta e di equità previsti dalle normative) sui punti vendita nell’ordine di 15 unità da dislocare su un “ipotetico” negozio ad oggi non esistente in provincia di Varese. Tutto ciò finalizzato a vendere la licenza commerciale e cedere i locali di via Torino senza alcun lavoratore a una società interessate di cui oggi non ci è dato conoscere il nome.

Reputiamo questo atteggiamento vergognoso ed inammissibile; operazioni finanziarie e commerciali vengono tentate sopra la testa dei lavoratori, raggirando la responsabilità sociale prevista nell’articolo 41 della Costituzione, senza la volontà di trovare una soluzione equilibrata che tenga conto della condizione drammatica che riguarderà i circa 50 lavoratori coinvolti.

Filcams CGIL Milano

Rsu Filcams Cgil Milano

CGIL e Filcams Milano sulle domeniche aperte

fullsizerender-8Apprendiamo di alcune considerazioni sul tema del lavoro domenicale negli esercizi commerciali effettuate da un personaggio pubblico e da un assessore del Comune di Milano, vogliamo puntualizzare alcune questioni:

Il concetto di “sempre aperto”, così come ipotizzato, e di fatto sempre più realizzato, con il decreto Salva Italia, non ha aiutato il rilancio dei consumi e non ha dato slancio all’occupazione, ma di fatto ha contribuito a peggiorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori che operano e vivono in quelle realtà.

Questa politica commerciale, che noi riteniamo sbagliata, miope e dettata da un affannoso e disarticolato tentativo di realizzare nuovi guadagni ma senza autentici progetti commerciali, ha creato una competizione fra le aziende che in buona parte è stata scaricata su lavoratori attraverso orari impossibili, abuso di voucher e contratti precari, e nessun aumento delle retribuzioni per la stragrande maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici.

Noi riteniamo che l’acquisto in un supermercato o in un negozio, non sia da considerare un servizio essenziale,né tantomeno l’apertura di un esercizio commerciale 365 giorni all”anno 24 ore su 24, possa essere considerato come un presidio sociale per i cittadini milanesi. Anzi, il pericolo autentico, il rischio, è che questi luoghi, negli orari notturni, possano essere viceversa luoghi insicuri per lavoratrici, lavoratori e clienti, specialmente in un’area metropolitana come quella milanese.

Siamo contrari alla totale liberalizzazione delle aperture e degli orari commerciali, è da tempo che, ritiene necessario avviare con le istituzioni e le altre parti sociali una seria discussione sul tema e chiede di approvare una nuova legge che regolamenti il settore, individuando forme di concertazione, per andare incontro alle esigenze delle Lavoratrici e dei Lavoratori, dei cittadini e delle imprese, conciliando autenticamente gli orari della città, e l’equilibrio dei tempi di vita e di lavoro, con particolare attenzione alle madri e ai padri lavoratori.

Per queste ragioni, alcune dichiarazioni apparse in questi giorni ci sono sembrate inopportune e troppo semplicistiche rispetto ai reali problemi delle persone che lavorano in questi settori.

Da tempo chiediamo una vera discussione sugli orari e i tempi dei servizi della città. La nostra disponibilità a discutere di questi argomenti c’è sempre stata, attendiamo di capire come la giunta comunale intende affrontare con il sindacato questi ad altri temi.

Milano, 22 settembre 2016

DUSSMANN MANI DI FORBICE!

dussman-copyDal 1° agosto Dussmann srl subentra nell’appalto della refezione scolastica del Comune di Lainate senza trovare un accordo con le organizzazioni Sindacali FILCAMS CGIL e FISASCAT CISL finalizzato ad assicurare tutele occupazionali e reddituali per le lavoratrici interessate.

Le 48 lavoratrici hanno subito importanti diminuzioni delle ore di lavoro, alcune di loro sono addirittura scese al di sotto del monte ore minimo previsto contrattualmente ( 15 ore settimanali ).

La riduzione è significativa, oltre le 400 ore. Ciò significa meno retribuzione e contributi, oltre a pericolosi carichi di lavoro per la salute e sicurezza dei lavoratori (lo stesso numero di pasti con meno ore).

Ulteriore danno lo subiranno i cittadini ma soprattutto i “piccoli utenti”, essendo loro i destinatari della mensa, bambini dai 6 mesi ai 10 anni

Questa operazione è ingiustificata poiché il capitolato di gara del 2015 risulta equivalente al precedente ed in alcune specifiche addirittura più esteso.

Le organizzazioni sindacali chiedono a Dussmann srl il ripristino delle precedenti condizioni di lavoro e all’Amministrazione Comunale di Lainate di farsi parte attiva nella risoluzione della vertenza.

Le lavoratrici con FILCAMS CGIL e FISASCAT CISL proclamano in data 19 settembre 2016 uno
per l’intero turno di lavoro per rivendicare il diritto ad un lavoro dignitoso nonché ad una retribuzione adeguata.

Presidio 19 settembre ‘16
Lainate, Largo Vittorio Veneto ( piazza del comune ) dalle ore 9:00 alle 12.00

ACCORDO SU DETASSAZIONE PREMI DI PRODUTTIVITA’ A MILANO TRA FILCAMS-FISASCAT-UILTUCS E CONFCOMMERCIO.

Il 29 luglio scorso a Milano, una trattativa impegnativa ha portato alla firma di un accordo per tutte le imprese del terziario: dai grandi uffici ai piccoli negozi. I benefici potenzialmente interessano 800 mila lavoratrici e lavoratori e 145 mila attività. La platea dei lavoratori coinvolti si allarga molto: a partire dai primi livelli dei quadri fino alle attività sotto i 15 dipendenti, dove non ci sono rappresentanze sindacali. Solo per fare un esempio, anche il salumiere, magari isolato, può accedere agli sgravi. Nel contempo, le aziende con la rappresentanza sindacale, già consolidata, hanno già al loro interno la forza di contrattare in modo efficace. Un accordo che conferma il ruolo delle parti sociali, sindacali e datoriali, quali attori principali nel mondo del lavoro, sia dal punto di vista di lavoratrici e lavoratori che delle aziende; in un territorio importante quale è quello milanese.

Marco Beretta della Filcams Cgil sintetizza  così «Tre vantaggi di questa storica intesa. Primo, si incentiva il riconoscimento del merito. L’aliquota viene abbattuta al 10% per i premi fino a 2.000 euro sui risultati ottenuti, che diventano 2.500 euro se gli obiettivi da raggiungere sono decisi insieme ai lavoratori. Secondo, i criteri per misurare le capacità devono essere trasparenti e concordati incoraggiando così la partecipazione di tutti alle decisioni. Terzo, i lavoratori possono scegliere la corresponsione economica del premio oppure i servizi di welfare, che sono esentasse: asili e badante aziendale, voucher in esercizi convenzionati, borse di studio, buoni pasto, giorni di smart working. Tutto è possibile e va contrattato.»

 Luigino Pezzuolo della Fisascat Cisl evidenzia «Finora i benefit erano una scelta unilaterale dell’imprenditore, oggi quei servizi si candidano a diventare elemento di competitività aziendale, grazie agli sgravi». Ogni quattro mesi i sindacati monitoreranno la situazione. «Un risultato cruciale che resuscita il tavolo con Confcommercio fermo da molti anni e valorizza la contrattazione all’interno dell’azienda», dice ancora Giovanni Gazzo della Uiltucs Uil.premio_beretta

 


I diritti al centro

ARESE_logoInizia oggi un nuovo progetto della Filcams Cgil Milano, saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori dei centri commerciali dell’area milanese.

Seguite la nostra nuova pagina I diritti al centro, vi terremo informati sui vostri diritti, su quello che possiamo fare per voi, ascolteremo le vostre domande e cercheremo di darvi le migliori risposte.

Non sarà solo una pagina “virtuale”, a breve metteremo in campo una serie di iniziative
“sul campo”, a breve vi daremo maggiori informazioni!

 

CLASS ACTION DELLE LAVORATRICI DEGLI APPALTI SCOLASTICI NEI CONFRONTI DELL’INPS

pulizie-appalti_436835 Oggi 30 giugno 2016 chiudono, dopo le scuole elementari, anche le scuole materne  Comune di Milano, per tanti significa l’avvicinarsi di un periodo sereno  di ferie e/o vacanze, ma non per tutti.

Per le lavoratrici che hanno garantito da settembre a giugno i servizi di ristorazione, pulizia e ausiliariato nelle scuole milanesi si avvicinano due mesi (tre per quelle elementari) in cui non percepiranno alcuna retribuzione, ne assegni famigliari.

In Italia tutti i lavoratori, anche quelli che svolgono anche solo 13 settimane di lavoro negli ultimi 4 anni , percepiscono   la Naspi, nei periodi in cui non per loro responsabilità sono senza occupazione.

Le lavoratrici che operano negli appalti scolastici, 2000 solo a Milano, sono invece prive di qualsiasi sostegno al reddito per il periodo di sospensione scolastica.

Questo è un problema legato alla normativa che nonostante le numerose richieste del sindacato il governo non ha ancora cambiato.

Ma queste lavoratrici vengono ulteriormente penalizzate dal punto di vista pensionistico.

 

DEVONO LAVORARE 60 ANNI PER MATURARE 40 ANNI DI CONTRIBUTI!

Infatti a loro, lavoratrici part time con sospensione estiva,  l’INPS  non considera per il diritto all’accesso alla pensione 52 settimane all’anno, ma  solo 40 o 44 a secondo se svolgono la loro attività nelle materne o nelle scuole elementari.

Va inoltre rilevato che le stesse settimane che dovrebbero essere accreditate (tolte quelle di sospensione) vengono poi ulteriormente ridotte in base alla contribuzione annuale versata.

Questo determina che una lavoratrice part-time di 15 ore di lavoro settimanale  impegnata nei servizi scolastici nelle elementari per ogni anno di lavoro si veda riconosciute ne le 52 settimane, ne le 40 lavorate ma solo 29.

 

1000 LAVORATRICI  SOTTOSCRIVONO UNA  VERTENZA ALL’INPS

PATROCINATA DALLA FILCAMS CGIL
La Corte Europea con sentenza del 10.6.2010 ha stabilito che la normativa italiana sul part-time verticale ciclico viola il divieto di discriminazione imposto dalla normativa nr 98/81 in quanto esclude i periodi non lavorati dal calcolo dell’anzianità contributiva.

La Corte di Cassazione con sentenza n° 24532/2015 ha ribadito tale principio definendo che “l’anzianità contributiva utile ai fini della determinazione della data di acquisizione del diritto alla pensione sia calcolata per il lavoratore a tempo parziale come se egli avesse occupato un posto a tempo pieno, prendendo in considerazione i periodi non lavorati” La corte ha distinto tra riduzione dell’orario di lavoro derivante da una scelta consapevole del lavoratore oppure quando si tratta di scelte imposte dalle aziende come nel caso dei lavoratori di alcuni comparti come nel caso dei servizi scolastici.

Proprio per eliminare la discriminazioni oggi in atto nei confronti delle lavoratrici degli appalti scolastici la Filcams di Milano ha incaricato i propri legali di promuovere una vertenza nei confronti dell’INPS che ha raccolto solo a Milano oltre 1000 adesioni.                         

 

 

28 Maggio Sciopero grande Distribuzione

Federdistribuzione_II-1Le lavoratrici e i lavoratori della grande distribuzione commerciale ancora senza contratto!

Dopo 28 mesi le lavoratrici e i lavoraori della grande distribuzione commerciale sono ancora senza contratto nazionale.
federdistribuzione ha posto sul tavolo di trattativa condizioni rigide e non negoziabili che hanno por- tato all’interruzione del negoziato:

  • peggioramento del sistema di inquadramenti utilizzando la leva del jobs act
  • la possibilità per le aziende di derogare a tutte le norme del futuro contratto anche senza un accordo
  • aumenti salariali posticipati e minori rispetto a quanto previsto al medesimo livello d’inquadramen- to dal contratto applicato ai dipendenti delle altre aziende del commercio

È emersa palese, inoltre, la volontà di Federdistribuzione di modificare in peggio le norme contrattuali sul mercato del lavoro, l’orario di lavoro e la bilateralità, con particolare riferimento ai sistemi di welfare (assistenza e previdenza integrative), determinando un danno aggiuntivo per i dipendenti delle imprese ad essa associate.

Con queste condizioni la proclamata volontà di federdistribuzione di realizzare un’intesa è priva di fondamento.

È ancora #fuoritutti

Non ci stanchiamo di combattere per i diritti dei lavoratori!

(fonte: Filcams.cgil.it)

UNITI, PER IL CONTRATTO!
6 MAGGIO SCIOPERO MULTISETTORIALE
volantino_6-milano-fronte-coloriConcentramento ore 9.30 P.zza Duca d’Aosta

«Siamo baristi, camerieri, cuochi, operatori del comparto pulizia e sanificazione, attività ausiliarie e facility management, addetti mense, receptionist, impiegati di agenzie di viaggio, lavoratori dei fast food, operatori del comparto termale, farmacisti, professionisti cui spesso vi rivolgete per soddisfare bisogni imprescindibili, per necessità connesse alla salute, per servizi fondamentali nella vostra vita quotidiana …

Operiamo in settori strategici per l’economia del paese, rappresentiamo una componente rilevante del Pil italiano come il turismo e il sistema degli appalti; svolgiamo lavori importanti come ad esempio la refezione e le pulizie nelle scuole,
negli asili e negli ospedali nonché prestazioni attinenti la salute delle persone».

#FuoriServizio

#SiamoDoveSei

 

Attivo CCNL Multiservizi 27 Aprile 2016

 

 

Le immagini dell’attivo unitario delle delegate e  delegati sindacali, lavoratrici e lavoratori  del settore Multiservizi, prime vittime dei cambi di appalto, con un contratto scaduto da anni.
Sono quasi tutte donne, italiane e straniere, ci raccontano lo sfruttamento e il dolore della loro vita lavorativa.
Una rabbia giusta, lucida.

Una richiesta a gran voce di Diritti, Dignità e di un contratto dignitoso.
Donne, Uomini, Lavoratrici e Lavoratori forti.
Vite senza rappresentazione pubblica: sono le “quelle delle pulizie”, le vediamo nelle aziende, nelle scuole, negli ospedali, nei tribunali, ma senza nomi, senza spessore, senza dignità, e costantemente sotto ricatto.
Donne invisibili e bistrattate da tutti.

Il 6 maggio sciopereranno, la Filcams sarà al loro fianco.

Contratto Federdistribuzione: continua a permanere forte distanza tra le parti

In occasione della tornata di trattative svoltasi nelle giornate del 31 marzo e del 1 aprile Federdistribuzione ha presentato i primi testi che dovrebbero costituire parte del futuro Contratfilcams_minito Nazionale di settore, in particolare sui temi del mercato del lavoro e dell’orario.

Nello specifico:

  • apprendistato, il testo (che dovrebbe sostituire quanto previsto nel CCNL Confcommercio e riprendere l’accordo quadro di riordino della materia del 24 marzo 2012) appare per più aspetti carente e incoerente;
  • contratti a termine, il testo riprende le modifiche apportate nel 2015 con il rinnovo del contratto Confcommercio agli artt. 63, 65 e 66 con alcune modifiche peggiorative e implementando in automatico il demando alla contrattazione di secondo livello per l’identificazione delle località turistiche (stagionalità) previsto nel testo Confcommercio. Inoltre Federdistribuzione vorrebbe riprendere la norma in materia di contratto a termine di sostegno all’occupazione (art. 69 bis del testo Confcommercio 2015);
  • part-time, il testo riprende alla lettera le modifiche apportate nel 2015 all’art. 72 (sulle prestazioni domenicali a 8 ore) e all’art. 90 (part-time postmaternità);
  • orario di lavoro, anche in questo caso l’articolazione presentata da Fed
    erdistribuzione ripercorre le modifiche apportate nel 2015 nel Contratto Nazionale Confcommercio con particolare riferimento ai regimi di flessibilità plurisettimanale, con alcune modifiche.

Infine, Federdistribuzione ha presentato un primo testo di un “Protocollo per la gestione di gravi crisi aziendali”, con la richiesta alle Organizzazioni sindacali di precisare quali possibili automatismi potrebbero essere previsti già nel Contratto Nazionale in caso di mancato raggiungimento di un accordo al secondo livello avente ad oggetto deroghe alle disposizioni del contratto nazionale in materia di organizzazione del lavoro, orari, prestazio
ne lavorativa e relativi costi, ovvero differenti modulazioni degli aumenti contrattuali previsti dal futuro Contratto Nazionale.

Le Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e UILTuCS non hanno potuto fare altro che riscontrare il permanere di rilevanti e notevoli distanze tra le Parti in ordine ai temi sopra ricordati. La trattativa è stata pertanto aggiornata alle giornate del 13 aprile e 14 aprile.

(fonte: filcams.cgil.it)

Pensioni: il 2 aprile mobilitazione nazionale Cgil, Cisl e Uil.

“Cambiare le pensioni e dare lavoro ai giovani.” E’ questo lo slogan che accompagnerà la giornata di mobilitazione nazionale promossa da Cgil, Cisl e Uil per il2-aprile-pensionidef-sitodelle prossimo 2 aprile.

In programma numerose iniziative e manifestazioni unitarie che si svolgeranno a livello territoriale in tutto il Paese. I segretari generali  tre confederazioni sindacali, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, saranno presenti rispettivamente a Venezia, in Campo Santa Margherita, a Roma, in Piazza SS. Apostoli, e a Napoli, in Piazza Giacomo Matteotti. I comizi finali saranno preceduti da cortei che attraverseranno le città.

Prosegue così la mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil per la vertenza sulle pensioni dopo gli attivi interregionali dei quadri e delegati del 17 dicembre scorso. Con le iniziative di sabato 2 aprile i sindacati rilanceranno la piattaforma unitaria con la quale si chiede di cambiare le pensioni e dare lavoro ai giovani, tutelare le pensioni in essere, rafforzare la previdenza complementare.

Cgil, Cisl e Uil chiedono inoltre pensioni dignitose per i giovani, per i lavoratori precari e discontinui, accesso flessibile al pensionamento, il riconoscimento del lavoro di cura e la diversità dei lavori.

 

(fonte:CGIL.it)

Appalti, siglato integrativo con Papalini SpA

NoiSiamoQuiUn importante passo avanti nella partita per regolamentare il settore appalti.
Siglato unitariamente un contratto integrativo con Papalini SpA, società che gestisce all’ Hotel Principe di Savoia i servizi di Facchinaggio, pulizie e sanificazione camere.

  • L’intesa, frutto di un percorso condiviso da azienda e sindacati, introduce:
  • un premio di risultato;
  • riconoscimento di 700 € di premio per il 2015;
  • ristribuzione dell’orario  di lavoro su 5 giorni e turno unico;
  • maggiorazione aumentata dal 30% al 40% per il lavoro straordinario prestato durante il riposo compensativo;
  • introduzione di un giorno di permesso retribuito per il giorno antecedente gli esami universitari;
  • raddoppio del congedo di paternità;
  • possibilità di trasformare temporaneamente il contratto da FT a PT per l’assistenza di familiari con gravi patologie.

 

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Hotel Bosco

attivo

 

 

Vigilanza Privata, Il Progetto Della Filcams Per Il Settore

 

IMG_5307Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari, siglato nel 2013, è scaduto il 31 dicembre 2015.

Si è trattato di un Contratto Nazionale firmato separatamente, ma l’impegno da parte della Filcams è di creare nuovamente le condizioni per una gestione unitaria del rinnovo.

La ricomposizione di un quadro unitario è importante innanzitutto per il difficile stato in cui versa il settore e per le gravi problematiche che ne hanno caratterizzato l’andamento negli ultimi anni. Un mercato degli appalti senza regole, che ha incrementato ed incrementa l’elusione di leggi e contratti, con tariffe sempre più basse ed un’insostenibile contrazione dei costi da parte della Pubblica Amministrazione; il rischio di una situazione di illegalità diffusa e la mancanza di assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni preposte; la miopia delle aziende, incapaci di affrontare le difficoltà del comparto in termini di prospettiva e la conseguente ed ingente perdita di occupazione.

Le priorità per la Filcams sono:
– andare al rinnovo del Contratto nazionale unitariamente, superando il CCNL separato;
– fornire, in tempi rapidi, certezze normative e salariali alle lavoratrici ed ai lavoratori del settore;
– impedire la deregolamentazione degli appalti e rivendicare l’applicazione di regole trasparenti;
– promuovere iniziative con le istituzioni, in particolare con il Ministero degli Interni, per contrastare la situazione di illegalità diffusa.

Noi ci siamo! Ci batteremo affinché le priorità della Filcams siano tali anche per le istituzioni, le associazioni datoriali  e le imprese del settore.

Il silenzio non ci appartiene!

fonte Filcams Nazionale

Scarica il Flyer

Metro, contratto integrativo aziendale, siglata ipotesi d’accordo

metrosdÈ stata siglata, dopo una lunga trattativa, l’ipotesi d’accordo per il rinnovo del contratto integrativo aziendale di Metro Cash and Carry, che interessa più di 4mila dipendenti.

Raggiunta in un contesto di riferimento complesso, vista la disdetta del contratto integrativo da parte dell’azienda e l’assenza di un contratto nazionale di riferimento, l’intesa è il frutto di un confronto serrato che ha portato le parti a diminuire le distanze e le rigidità per individuare una conciliazione importante.

La rivisitazione di alcuni istituti contrattuali ha permesso di trovare un maggiore equilibrio tra i lavoratori, e l’inserimento di alcuni punti – un miglioramento del contratto nazionale per la maturazione dei permessi per i nuovi assunti, il  depotenziamento della possibilità, introdotta dal Jobs act, di demansionare;  e il riconoscimento di diritti per le coppie di fatto – vanno a colmare i vuoti della contrattazione nazionale, ridando forza e importanza al lavoro e ai lavoratori.

“Un confronto lungo e a tratti estenuante, che l’assenza di un  quadro di regole nazionale di riferimento e la fase economica difficile, ha reso ancor più complicato,” spiega Alessio Di Labio della Filcams Cgil Nazionale. “L’accordo con Metro ha prodotto una sintesi tra esigenze diverse, tenuto conto del difficile momento che stiamo vivendo e che continua a vedere gran parte delle aziende della grande distribuzione intervenire pesantemente sui costi del lavoro e la contrattazione integrativa”.

Il testo dell’ipotesi d’accordo sarà sottoposto all’approvazione definitiva delle lavoratrici e dei lavoratori Metro, attraverso il referendum.

fonte
Filcams Nazionale

Hotel Boscolo, continua la protesta.

IMG_5307Dopo, l’assemblea che si è tenuta questo lunedì e con il continuo silenzio delle controparti, i 40 dipendenti dell’ Azienda Orchidea (che ha in appalto i servizi di pulizia camere e facchinaggio dell’Hotel 5 stelle situato in pieno centro a Milano) scendono di nuovo in piazza, con un presidio davanti all’ingresso dell’ albergo.

Tutti a casa dal 31 Gennaio.

La subentrante H Point ha dichiarato che non riassumerà i Lavoratori.

C’è grande preoccupazione tra le Organizzazione sindacali per il settore “per l’ennesima volta le grandi catene alberghiere approfittano delle scadenze di appalto per proseguire le loro politiche d penalizzazione delle tutele del lavoro” commenta Luigi Brianzi che sta seguendo la vertenza per la Filcams CGIL di Milano.

“Le scelte di esternalizzazione di alcune fasi di produzione degli alberghi sono diventate troppo spesso una consuetudine penalizzando così la certezza del posto di lavoro”.

La linea di condotta di H Point è ritenuta inequivocabilmente spregiudicata ed indifferente delle sorti delle Lavoratrici ma noi non possiamo scagionare Boscolo che ad oggi si limita ad assistere indifferente.

In questi giorni si sta concludendo il percorso del nuovo Codice degli Appalti Pubblici, dopo il passaggio in parlamento si è in attesa dei decreti governativi che dovrebbero riconoscere le clausole sociali e dare continuità ai rapporti di lavoro indipendentemente dalle Aziende che si susseguono, ed è quello che vorremmo accadesse anche per i Lavoratori del Turismo.

L’appuntamento è dunque per mercoledì 27 Gennaio

Hotel Boscolo in Corso Matteotti 4-6 dalle 8.30 alle 12.00.

Milano, 26 Gennaio 2016

Esselunga, raggiunto accordo sul lavoro domenicale

agentiIl lavoro domenicale si programma non si obbliga.

E’ stato sottoscritto con la direzione Esselunga un accordo nazionale sulla regolamentazione del lavoro domenicale. Dal 2 maggio 2016 al 30 aprile 2017 verrà effettuata una sperimentazione che riguarderà l’organizzazione del lavoro in queste giornate, finalizzata ad armonizzare l’esigenza dell’impresa di garantire adeguati presidi e quella delle lavoratrici e dei lavoratori di conciliare tempi di vita e di lavoro.

Esselunga infatti nei prossimi mesi intende estendere le aperture dalle 9 alle 20, tutte le domeniche, nella maggior parte della rete di vendita, sfruttando appieno la normativa vigente dal 2011 sulla liberalizzazione degli orari commerciali.
La Filcams Cgil da sempre in prima linea sul fronte politico nel chiedere una radicale modifica di questa legge profondamente iniqua, ha perseguito nella contrattazione, qua come su altri tavoli, l’individuazione di soluzioni utili affinché il disagio del lavoro domenicale non ricada sempre sui “soliti noti” anche per effetto di decisioni unilaterali delle imprese. L’accordo Esselunga introduce, in tal senso, interessanti elementi di solidarietà organizzativa tra tutti gli addetti interessati.

“Un accordo sfidante in una delle più importanti aziende italiane con cui storicamente non sempre è facile contrattare” dichiara Cristian Sesena Segretario Nazionale Filcams Cgil che prosegue: “si affida grandi responsabilità alla RSU chiamata a svolgere appieno il suo ruolo negoziale in tutto l’arco dell’anno di sperimentazione. Lo si potrebbe definire un vero e proprio periodo di prova per relazioni industriali che potrebbero stavolta fare un deciso salto di qualità. Speriamo che questa intesa rappresenti anche il primo passo verso il rinnovo del contratto integrativo aziendale scaduto ormai da 9 anni e, caso più unico che raro, nel panorama della grande distribuzione organizzata, ancora vigente”.

Nei negozi sarà attivato un confronto con le organizzazioni sindacali e verrà effettuata una programmazione trimestrale in base ai fabbisogni, raccogliendo le disponibilità volontarie; solo qualora queste non bastassero, si procederà secondo una equa rotazione fra i lavoratori che in prima battuta non avranno manifestato la disponibilità.

Ai lavoratori full time con la domenica ordinaria verranno concesse 3 domeniche libere l’anno, ai part time 2 domeniche libere l’anno. Questi “benefit” potranno raddoppiare per effetto di accordi specifici da siglare nei singoli negozi. Il confronto fra delegati e impresa a livello decentrato è il vero punto qualificante dell’intesa. In questa sede oltre a ragionare dei presidi si potrà anche definire compensazioni quali il w end libero ogni 10 domeniche lavorate per ogni addetto.

Inoltre, il trattamento economico prevede una nuova scala di pagamento che, superando e assorbendo la differenziazione prevista per le domeniche “natalizie”, diventa complessivamente più incentivante.

Nelle prossime settimane si terranno, in tutti i negozi, le assemblee sindacali di illustrazione dell’ipotesi di accordo che verrà sottoposta a referendum nelle giornate del 27 e 28 febbraio 2016.

fonte
Filcams Nazionale

Marco Beretta è il nuovo Segretario Generale della Filcams CGIL Milano

berettaaI Centri Regolatori, Confederale e di Categoria, in accordo tra loro, propongono Marco Beretta alla carica di Segretario Generale della Filcams CGIL di Milano, in sostituzione di Massimo Bonini, eletto Segretario Generale della Camera del Lavoro di Milano.

Marco Beretta è nato nel 1978 ed è iscritto alla CGIL dal 2000.

Inizia come delegato in Carrefour a Carugate (commercio GDO – Grande Distribuzione Organizzata).

Dal 2008 al 2009 ha lavorato presso l’ufficio vertenze di Gorgonzola e di Paderno Dugnano.

Dal 2009 entra a far parte dell’Apparato Politico della Filcams CGIL di Milano, occupandosi di Terziario, Turismo (Mense) e negozi di Moda/Abbigliamento.

Nel 2014, entra a far parte della Segreteria della Filcams CGIL di Milano, occupandosi di politiche contrattuali e internazionali, assumendo la responsabilità nei settori della Moda/Abbigliamento, del Turismo, Terziario, GDO e Politiche Internazionali.

Si è occupato altresì dei rinnovi contrattuali nel settori Turismo e GDO, facendo parte, a nome della segreteria milanese della Filcams, delle delegazioni trattanti.

Questi alcuni stralci della dichiarazione programmatica che ha permesso la sua elezione a Segretario Generale della Filcams CGIL Milano con il 98,9% dei voti a favore.

“La nostra priorità dovrà essere la contrattazione – aziendale, territoriale e sperimentare quella di sto”

Vorrei una Filcams in cui ognuno di noi si senta libero di esprimere il proprio pensiero, nella convinzione che questo sia l’unico strumento per poter crescere tutti”

Svegliatitalia il 23 gennaio tutti in piazza

23Gennaio2016Le associazioni  per i diritti delle persone LGBT hanno indetto persabato 23 gennaio  2016 in molte piazze italiane #Svegliatitalia manifestazioni in occasione dell’inizio, al Senato, dell’iter di approvazione del Disegno di Legge N. 2081 sulla Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze.

La Filcams Nazionale aderisce  alla iniziativa #SVEGLIAITALIA e invita tutte le strutture territoriali alla partecipazione per denunciare l’estremo ritardo del nostro Paese nel dotarsi di una normativa adeguata in linea a quanto previsto negli ordinamenti degli altri stati membri  della UE.

“Da sempre in prima linea sul fronte della lotta alle discriminazioni di genere nonché protagonista di accordi innovativi in materia” spiega Cristian Sesena Segretario Nazionale della Filcams Cgil con delega alle Pari Opportunità, “la nostra categoria ritiene irrimandabile il riconoscimento di eguali diritti alle coppie di fatto, ivi compresa la step child adoption.”

#SiamoDoveSei e con chi vuoi tu

 

La Camera del Lavoro di Milano aderisce e sarà presente alla manifestazione che si terrà a partire dalle ore 14.30 in Piazza della Scala e invita ad esserci tutti coloro che si battono per uno Stato laico, per i diritti di tutte le persone e per una civile convivenza. L’uguaglianza e il riconoscimento di diverse forme di famiglia passa anche attraverso il ddl Cirinnà, un passo avanti che va sostenuto e che non deve essere oggetto di ulteriori mediazioni, in particolare per quanto riguarda l’adozione del figlio del partner.

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Turismo Ristorazione Collettiva, il 5 febbraio è sciopero nazionale

WebA 32 mesi dalla scadenza del Contratto Nazionale del Turismo – parte speciale Ristorazione Collettiva – gli oltre 50mila lavoratori e lavoratrici del settore sono ancora in attesa del contratto ed è per questo che le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato uno sciopero nazionale per il 5 febbraio 2016 per l’intera giornata lavorativa con manifestazioni da svolgersi a livello territoriale.

Occupati principalmente nella refezione in appalto di asili nido, scuole, ospedali, case di riposo, mense aziendali e intraziendali, ecc. le lavoratrici e i lavoratori della ristorazione Collettiva, sono per la maggior parte donne a part time con poche decine di ore alla settimana di lavoro e spesso con diversi mesi all’anno di sospensione lavorativa; e con il loro contributo, assicurano non solo un pasto, ma anche la salute delle persone.

Fin dall’avvio delle trattative il settore della Ristorazione Collettiva ha scontato grandi difficolta per la divisione delle compagini datoriali. Nonostante ciò Le Organizzazioni Sindacali di categoria hanno affrontato il negoziato con tutte le associazioni datoriali che rappresentano le imprese del settore, anche se non firmatarie dei Contratti (Turismo parte speciale Ristorazione Collettiva), dimostrando grande senso di responsabilità al fine di dare la massima copertura contrattuale agli addetti del settore.

E’ il caso di Angem e ACI Servizi ed Utilities, con le quali il confronto nel corso del tempo si è sviluppato per cercare di raggiungere un’intesa, fino all’interruzione della trattativa intervenuta nell’ultimo incontro del 02 dicembre 2015, mentre, con le altre associazioni, già firmatarie del Contratto Nazionale le trattative si sono interrotte da molto tempo.

In tempi diversi, però, le parti datoriali, anche se divise tra loro, hanno avanzato alle Organizzazioni Sindacali le medesime richieste: una riduzione del costo del lavoro, larevisione in peggio della clausola sociale nei cambi di appalto, un abbassamento delle tutele collettive ed individuali, aumenti retributivi irrisori.

Proposte in accettabili per le organizzazioni sindacali perché, come dichiarato in una nota: “intervenire sugli istituti contrattuali nei termini proposti delle associazioni datoriali porterebbe ad un ingiustificato arretramento della condizione delle lavoratrici e dei lavoratori, già fortemente colpiti dalle difficoltà degli ultimi anni.”

Le organizzazioni sindacali, a fronte dell’impossibilità di proseguire nelle trattative e per sostenere la vertenza aperta da ormai 32 mesi, metteranno in campo per il 5 febbraio, tutte le azioni necessarie per l’organizzazione di presidi e iniziative e manifestare a gran voce le ingiustizie e la precarietà degli addetti del settore.

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Filcams Nazionale

La Cgil lancia un nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori

Carta_dei_dirittiUna raccolta di norme destinate a tutto il mondo del lavoro, subordinato e autonomo. E’ la Carta dei Diritti Universali del Lavoro, ovvero un nuovo Statuto delle lavoratrici e dei  lavoratori, che a partire dai prossimi giorni sarà al centro delle assemblee nei luoghi di lavoro e dei pensionati, per la consultazione straordinaria delle iscritte e degli iscritti alla Cgil. L’obiettivo è ambizioso: far diventare la Carta una legge d’iniziativa popolare per ridare dignità a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici.

Obiettivo della Cgil è quello di innovare gli strumenti contrattuali preservando quei diritti fondamentali che devono essere riconosciuti ed estesi a tutti, senza distinzione, indipendentemente dalla tipologia lavorativa o contrattuale, perché inderogabili e universali. Diritti che vanno dal compenso equo e proporzionato alla libertà di espressione, dal diritto alla sicurezza al diritto al riposo, ma anche alle pari opportunità e alla formazione permanente, un aggiornamento costante di saperi e competenze.

Per ricostruire un diritto del lavoro a tutela della parte più debole nel rapporto di lavoro.


Allegati:
 All.1_VOLANTONE_STAMPA_CartaDirittiUniversaliLavoro.pdf

 

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La Festa non si vende, a Natale puoi

filcams auguri nazAperti di domenica, 24 su 24, 7 giorni su 7, Natale, Capodanno, epifania, Primo Maggio, Ferragosto e qualsiasi festività laica o religiosa. Negli ultimi anni ormai il commercio non ha più alcun limite e restrizione, e in autonomia ognuno può decidere se e quanto restare aperto, dopo l’entrata in vigore del Decreto Salva Italia che ha liberalizzato le aperture domenicali e festive nel settore.

La Festa non si vende

In prima linea la grande distribuzione, sostenitrice delle liberalizzazioni; i grandi marchi ormai del commercio giustificano la scelta del sempre aperto come un tentativo per combattere il calo dei consumi e la disoccupazione. Ma il settore in questi anni ha continuato a vivere problemi profondi: chiusure aziendali, disdette di contratti integrativi, ricorso alla cassa integrazione e contratti di solidarietà.

Ma dopo più di quattro anni dall’entrata in vigore del Decreto Salva Italia, una riforma che ha totalmente stravolto il settore, si può affermare con certezza che nulla è cambiato, ne sul fronte dei consumi, ne tanto meno sulle condizioni di lavoro o sul fronte salariale.

Ed è per questo che i territori si mobilitano, contro il sempre aperto.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Toscana hanno indetto lo sciopero e astensione dal lavoro per i lavoratori e le lavoratrici del commercio, della cooperazione e del terziario in occasione del 25 e 26 dicembre 2015 e del primo gennaio 2016; si tratta di uno sciopero di tutela e protezione per chi vuole festeggiare il Natale, Santo Stefano ed il Capodanno con i propri cari senza rischiare il licenziamento. “A Natale puoi” è lo slogan di quest’anno della campagna.

È sciopero anche al centro commerciale Le Gru di Grugliasco contro la decisione della Direzione del Centro Commerciale di ampliare il nastro orario di apertura fino alle ore 24, dal 18 al 23 dicembre in occasione delle feste natalizie.

Anche le lavoratrici e i lavoratori del commercio “vogliono godere delle bellezze di questo paese e non essere sempre dietro una cassa in attesa dei clienti” come ha affermato Susanna Camusso in piazza il 19 dicembre a Milano per lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori della Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti. “È davvero questa la società che vogliamo?”

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Filcams Nazionale

Sciopero del commercio 19 dicembre: un chiaro segnale alle imprese e alle cooperative

IMG_2752Una risposta forte è venuta oggi dalle lavoratrici e dai lavoratori del settore, stanchi dei continui attacchi alla loro dignità e ai loro diritti. Le difficoltà del settore e l’assenza di un contratto di lavoro di riferimento si stanno ripercuotendo fortemente su chi ogni giorno, con professionalità e impegno porta avanti il proprio lavoro.

“ Lo sciopero del commercio 19 dicembre e la partecipazione alla manifestazione di Milano hanno voluto riaffermare il valore, la dignità e il ruolo del contratto nazionale, e allo stesso tempo mettere al centro la condizione di chi lavora in questo settore tra crisi aziendali, continue richieste di flessibilità  e gli effetti negativi della liberalizzazione degli orari e delle aperture” ha commentato Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil a margine della manifestazione.

E solo nel rispetto e nella tutela di questi lavoratori che potrà avvenire la ripresa del negoziato, con un diverso approccio delle controparti per avviare un confronto costruttivo e concreto.

Il punto di rottura tra sindacati e imprese, ruota ancora attorno al binomio salario/diritti: le imprese vorrebbero mettere mano ad alcuni istituti contrattuali, per poi eventualmente dare una risposta anche sotto i profilo del salario: “un binomio” secondo Gabrielli, “che non costituisce un presupposto possibile per la costruzione di un’intesa”.

Inoltre, è obiettivo dei sindacati, quello di evitare il dumping contrattuale e portare ai lavoratori un risultato omogeneo, motivo per il quale anche sui tavoli di Federdistribuzione, distribuzione cooperativa e di Confesercenti, viene preso di riferimento il rinnovo del contratto nazionale di Confcommercio di marzo 2015: “Questo non significa” spiega la segretaria generale della Filcams, “negare le specificità che pure ci sono tra i diversi tavoli, ma le diversità e le peculiarità, non possono essere utilizzate per legittimare arretramenti sotto il profilo normativo e del salario.”

La preoccupazione che ha portato, nei giorni prima dello sciopero, le Aziende e le Associazioni datoriali a mandare messaggi per rassicurare i clienti della possibilità di fare la spesa, testimonia come i valori e le priorità siano profondamente alterati: tra i diritti ancora costituzionalmente garantiti c’è il Diritto allo sciopero e non risulta invece il diritto allo shopping.

Certo, il periodo è quello tra i più importanti per il settore, ma altrettanto importante è il Contratto Nazionale di Lavoro: “La scelta della giornata non è casuale, e i continui attacchi non fanno altro che rafforzare la nostra valutazione” conclude Gabrielli, “le lavoratrici e i lavoratori nella piazza di sabato esprimono il disagio che vivono e la richiesta di un contratto dignitoso. E’ tempo sicuramente di regali ma soprattutto di ascoltare la richiesta legittima che arriva dalla piazza di Milano e passare dalle dichiarazioni d’intenti a consegnare messaggi diversi se realmente si vuole costruire il Contratto Nazionale”.

Sarà ancora un Natale senza contratto, ma dove vuole andare il Governo senza risorse per lavoratori e pensionati?

Susanna Camusso segretario generale della Cgil era oggi in piazza a Milano con i lavoratori del commercio: “la crisi non è finita, ma non si può scaricare la competitività sul lavoro” ha affermato nel suo discorso conclusivo: “Il contratto non è un privilegio, è un fondamentale strumento contro i ricatti e chi lavora deve essere pagato giustamente. Continueremo oltre oggi, perché vogliamo il contratto!”

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Filcams Nazionale

 

I BAMBINI E GLI STUDENTI DI MILANO SONO IMPORTANTI

Il sindacato scrive a Sindaco, Assessori, Consiglieri comunali e Genitori.


Tutti i giorni 1800 lavoratrici in appalto garantiscono i servizi di pulizia, ausiliariato e ristorazione nelle scuole di Milano dai nidi sino alle medie. In queste settimane si sta definendo il bando per la prossima gara di appalto per l’affido dei servizi a partire dal luglio 2016. 

Le norme contenute nel bando non determineranno solo il trattamento delle Lavoratrici, ma la qualità del servizio che sarà garantita alle famiglie, ai bambini e agli studenti a partire dal prossimo anno scolastico.

Per questo da mercoledì 16 sarà distribuita in tutte le scuole milanesi ai genitori, la lettera aperta che trovate in allegato.

Le organizzazioni sindacali hanno verificato in questi anni che spesso alle Lavoratrici in appalto sono negati i diritti previsti dai Contratti Collettivi Nazionali e i loro già bassi salari sono ridotti arbitrariamente.

Nel 2011 l’appalto, di uno dei lotti in cui è divisa la città, è stato affidato a un’Azienda che ha presentato un’offerta di circa il 15% più bassa del valore stimato dell’appalto, le altre aziende, si sono aggiudicati gli altri lotti con un ribasso inferiore al 2% . Forse chi ha affidato l’appalto avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione. La stessa Azienda (Colocoop) è stata poi oggetto di un’interdittiva antimafia nel maggio 2014 a seguito della quale le è stato revocato l’appalto.

Dopo il cambio di appalto veniamo a scoprire che la stessa Azienda ha impiegato per 3 anni dipendenti in subappalto, assunti con contratti non conformi al capitolato, privi di autorizzazione a prestare servizio, con cartellini di riconoscimento irregolari senza che nessuno se ne accorgesse. Nonostante le nostre segnalazioni chi chiamava in servizio tali lavoratori irregolari svolge ancora le proprie funzioni di coordinamento e verifica della correttezza dei comportamenti del personale.

Pensiamo che questi fatti non debbano più accadere in futuro, nell’interesse degli utenti dei servizi in appalto (i bambini della nostra città) e dei Lavoratori.

                                                                 

                                                                                 CONFERENZA STAMPA

MERCOLEDI’ 16 DICEMBRE ALLE ORE 16.00 – SCUOLE DI VIA PISACANE

durante il volantinaggio che sarà effettuato davanti alla scuola elementare

SAREMO DISPOSIZIONE DELLA STAMPA PER ILLUSTRARE LE RAGIONI DELL’INIZIATIVA E LE PROPOSTE DEL SINDACATO. 

 

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Appalti pulizie scuole, in attesa del tavolo di confronto

renzi nazI lavoratori degli appalti pulizie scuole sono ancora in attesa che il Governo convochi il tavolo di confronto per comprendere il loro futuro così come concordato il 30 luglio scorso.

Il governo, dopo la mobilitazione del 23 luglio 2015, si era impegnato nell’Accordo Quadro sottoscritto il 30 luglio 2015 a convocare entro l’anno un tavolo di verifica per esaminare le problematiche sociali e occupazionali delle lavoratrici e dei lavoratori c.d. Ex LSU e Appalti Storici al termine del progetto “ScuoleBelle”  e trovare soluzioni concrete di tutela.

Sono più di 19 mila addetti Ex Lsu e dei così detti Appalti Storici impiegati nei servizi di pulizia e di ripristino del decoro delle scuole che chiedono il rispetto degli accordi presi e con l’hastag #RenziRicorda stanno avviando una campagna mediatica per ricordare che le promesse si mantengono.

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Filcams CGIL Nazionale

Massimo Bonini alla guida della Cgil di Milano

massimo-bonini_1872Viene dalla Filcams, ha 41 anni. L’assemblea della Camera del Lavoro lo ha eletto stamattina con 114 voti a favore, pari all’81% dei votanti. “Non è il momento dei personalismi, sarà vincente il collettivo”

Massimo Bonini, 41 anni, milanese, Diploma Magistrale, è da oggi il nuovo segretario generale della Camera del Lavoro di Milano, in sostituzione di Graziano Gorla, chiamato a Roma a ricoprire un incarico nazionale. L’Assemblea Generale della Camera del Lavoro di Milano lo ha eletto stamattina (10 dicembre)  con 114 voti a favore, corrispondenti all’81% dei votanti che sono stati 140.

Bonini inizia nel 2000 l’attività sindacale come delegato di un’azienda nel settore dei call center. Nel 2003 entra nell’apparato politico della Filcams Cgil Milano con l’incarico di seguire le aziende del terziario nella zona di Lambrate.

Nel 2009 entra a far parte della segreteria milanese e regionale della Filcams e si occupa dei settori della grande distribuzione organizzata, dell’ abbigliamento-moda, del turismo, seguendo le principali aziende del settore come la Rinascente, il gruppo Coin, Zara, Metro Cash&Carry. Nel corso della sua esperienza ha modo di seguire anche i temi di politiche giovanili, alte professionalità e politiche europee.

Nel 2014 diventa Segretario Generale della Filcams, una delle categorie con più lavoratori attivi in Camera del Lavoro, dove si fa interprete di significativi cambiamenti così come sono avvenuti anche in città. Basti pensare all’Esposizione Universale.

“Ha grande curiosità dei processi di cambiamento, non solo per quelli già avvenuti ma anche per quelli che continueranno ad esserci. È la raffigurazione del rinnovamento con modalità di lavoro nuove che anche noi stiamo cercando di attuare“, ha detto il Segretario Generale della Cgil Susanna Camusso nel proporre la sua candidatura a ricoprire questo importante incarico.

Il neo-segretario ha voluto indirizzare un ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato per arrivare a questo risultato: “Non è il momento dei personalismi – ha dichiarato –, I tempi che viviamo, difficili e complessi da interpretare, si affrontano all’opposto di come ci vorrebbero far credere. Sarà vincente il collettivo e le parole d’ordine con le quali ho chiesto il voto: lavoro, sperimentazione, rinnovamento continuo, concretezza, coinvolgimento, valorizzazione delle competenze e continuo ascolto”.

Noi della Filcams CGIL Milano siamo orgogliosi di te.

#noisiamoqui

OGGI IN TUTTA LA LOMBARDIA CHIUSI I PATRONATI PER PROTESTARE CONTRO I TAGLI DELLA LEGGE DI STABILITA’

loghiinca“Oggi circa 4.000 utenti dei patronati in Lombardia hanno trovato le nostre 380 sedi chiuse; per la prima volta abbiamo deciso di chiudere per rappresentare quale sarebbe la situazione senza i nostri servizi. Ci dispiace del disagio che i nostri utenti dovranno affrontare per ritornare in sede domattina, quando saremo aperti per fare fronte alle urgenze trascurate oggi. La disponibilità, il senso di responsabilità, e la capacità di iniziativa dei nostri dirigenti territoriali e del nostro personale sono stati encomiabili anche oggi. Da qualche anno ci troviamo in una paradossale situazione, la pubblica amministrazione e gli enti previdenziali arretrano nel presidio territoriale e nella relazione diretta con i cittadini, allo stesso tempo si tenta di ridimensionare anche i patronati, gli unici soggetti che garantiscono azioni di compensazione sociale.
Con le nostre sedi, il nostro personale qualificato, siamo la più importante rete di sicurezza sociale della Lombardia, siamo il social network solidale. Il Governo e il Parlamento prestino attenzione nel manipolare quest’oggetto sensibilissimo, le persone che assistiamo potrebbero rimanere sole; la Cgil garantisce questo servizio a tutti i cittadini senza distinzione, chi pensasse di condurre un attacco al sindacato mettendo a rischio i nostri servizi sarebbe un irresponsabile.
L’iniziativa di oggi è riuscitissima, in tutti i 14 capoluoghi sedi di Camere del Lavoro abbiamo svolto presidi e attività unitarie di volantinaggio, con la partecipazione del personale del nostro Caaf, preoccupato per le stesse ragioni nostre, dalla riduzione dei contributi dello Stato ai servizi di assistenza fiscale per la cittadinanza.

Abbiamo ottenuto l’attenzione della cittadinanza, dei dirigenti provinciali dell’Inps, dei Prefetti, della stampa; a Milano dopo il presidio e il flash-mob davanti alla sede RAI, i direttori dei patronati sono stati ricevuti dal direttore della sede RAI e intervistati dal TGR Lombardia.
Il Governo riveda la proposta di riduzione di 28 milioni del Fondo già approvata al Senato, ci riconosca nell’attuazione della riforma dei patronati, la possibilità di praticare politiche tariffarie secondo criteri sociali, prenda atto che senza i nostri servizi sarebbe il caos, gli Enti Previdenziali sarebbero travolti dalla domanda di assistenza cui rispondiamo noi, le persone sarebbero più sole davanti agli effetti della crisi dell’economia e dell’occupazione”.

Milano 4 dicembre 2015

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CGIL Lombardia

Commercio il 19 dicembre è ancora sciopero. Tutti a Milano

L’esito dello sciopero del 7 novembre e la grande partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori hanno rafforzato le motivazioni della mobilitazione nel settore del commercio in attesa di un rinnovo del contratto collettivo nazionale. Nonostante questo non è arrivato alcun segnale di apertura al confronto, nessun cambio di passo che possa dare adito alla riapertura dei negoziati.

Trattative interrotte sui diversi tavoli contrattuali, Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti a causa delle richieste inaccettabili e le rigide posizioni delle controparti che non hanno minimamente preso in considerazioni le proposte delle organizzazioni sindacali.

Ad aggravare la situazione, in particolare nella Grande Distribuzione, le continue disdette della contrattazione integrativa aziendale che determinano un forte peggioramento di diritti ed ulteriore perdita salariale e le procedure di licenziamento collettivo, i contratti di solidarietà, il ricorso alla cassa integrazione, ormai all’ordine del giorno, che deteriorano, sempre di più, le condizioni di lavoro in punti vendita aperti 365 giorni all’anno, talvolta 24 ore al giorno.

Pertanto, Filcams Cgil, Fisascat Cil e Uiltucs Uil confermano lo sciopero previsto per il giorno 19 dicembre 2015 dei dipendenti della Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti invitano tutte le lavoratrici ed i lavoratori del commercio a partecipare alla manifestazione nazionale che si terrà a Milano.

L’astensione del lavoro è proclamata per il turno completo di lavoro giornaliero. Per le unità produttive che nella giornata di sabato non svolgono attività, l’astensione è prevista per venerdì 18 dicembre.

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Filcams Nazionale

Tassa sul licenziamento, appello congiunto di imprese e organizzazioni sindacali

pulizie_bigAGCI Servizi, Federlavoro e Servizi Confcooperative, LegaCoop Servizi, ANIP-Confindustria, Unionservizi Confapi, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTrasporti Uil, ovvero imprese e organizzazioni sindacali del Settore Imprese di Pulizie e servizi integrati/Multiservizi – chiedono con urgenza una modifica alle norme relative alla tassa sul licenziamento introdotta dalla Legge Fornero (Legge 92/2012).

Sindacati e associazioni datoriali risollecitano la richiesta, già avanzata al Governo più volte nei mesi scorsi, di modificare l’Articolo 2 (Comma 34) della Legge Fornero confermando per le aziende l’esonero dal pagamento del contributo, anche successivamente al 31 dicembre 2015, in caso di “cambio d’appalto” con piena ed effettiva applicazione della clausola sociale prevista per i lavoratori inquadrati con il Contratto di lavoro per i dipendenti di imprese esercenti servizi di pulizie e servizi integrati/Multiservizi.

Tale clausola sociale (prevista dall’articolo 4 del CCNL), quando applicata, tutela infatti il lavoratore proprio in caso di cambio di appalto, in quanto se un’azienda perde l’appalto il lavoratore viene assorbito, per contratto, dall’azienda subentrante. Chi vince la gara ha, cioè, l’obbligo di assumere i dipendenti dell’impresa uscente, senza quindi creare disoccupazione.

La Legge Fornero ha introdotto la tassa sul licenziamento a garanzia della disoccupazione senza immaginare gli effetti in un settore dove esiste la clausola sociale.

“E’ evidente che si tratta, in questo caso” afferma sindacati e imprese, “di un contributo ingiusto e contraddittorio che indebolirebbe,  più che rafforzare, l’obbligo di inserire clausole sociali a tutela dei lavoratori,  finendo per tassare chi applica quelle stesse clausole. E’ una contraddizione che non può passare sotto silenzio ed un’ingiustizia per le imprese, costrette a sostenere un costo improprio, e per i lavoratori che, immediatamente rioccupati, non traggono alcun vantaggio dal contributo non percependo mai la Naspi.”

Lungi dall’avere un qualsiasi valore sociale ma diventa, nel caso dei lavoratori che passano alle dipendenze della nuova impresa aggiudicataria per effetto della clausola sociale nel cambio di appalto, solo una “gabella” per fare cassa. Auspichiamo che da parte del Governo si tratti solo di  una “svista” e che intervenga al più presto per modificare la legge esonerando definitivamente il settore dal contributo sul licenziamento.

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Filcams Nazionale

Naspi, approvato emendamento in materia

CamerieraAlbergo_bigÈ stato approvato il 26 novembre, alla camera in Commissione Lavoro un emendamento  alla legge di stabilità in materia di Naspi che, se  approvato in via definitiva, garantirà un anno di ulteriore proroga delle condizioni attuali  di tutela per i lavoratori stagionali del turismo e delle terme.

“Si tratta di un intervento che garantirebbe solo una boccata di ossigeno per questi lavoratori, lontano dalla nostra richiesta di definire una soluzione strutturale” afferma Cristian Sesena segretario nazionale Filcams Cgil che prosegue: ”A questo punto diventa essenziale, qualora la strada della proroga si concretizzi, la contestuale apertura di un tavolo governo sindacati imprese per ragionare delle criticità del settore turismo a partire proprio  dalle problematiche legate al lavoro, ammortizzatori sociali e Naspi , ma anche vouchers e  precarietà . Un settore strategico come quello dell’accoglienza merita infatti un deciso investimento da parte di tutti gli attori interessati, in termini di risorse ma anche di idee e progettualità.”

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Filcams Nazionale

Rappresentanza: siglato accordo tra Cgil, Cisl e Uil e Confcommercio

È stato siglato tra Confcommercio e CGIL, CISL, Uil l’accordo sulla rappresentanza, un risultato importante che ha visto nel corso di questi mesi un forte impegno della categoria e della Confederazione per la sua realizzazione.

“Un obiettivo raggiunto  per consegnare certezza nella contrattazione e un sistema di partecipazione e democrazia per le lavoratrici e i lavoratori oltre che per le imprese. Soprattutto, il raggiungimento dell’accordo è l’affermazione di come le parti sociali sono in grado di costruire e condividere le regole per operare nel settore” è quanto afferma Maria Grazia Gabrielli, segreteria generale Filcams Cgil .

“Questo primo risultato ci mette nelle condizioni di avviare il percorso di applicazione concreta dell’accordo stesso che, auspichiamo in tempi rapidi, dovrà vedere il suo completamento con un’intesa relativa alla nuova regolamentazione per le elezioni delle RSU a cui stiamo già lavorando.”

L’ accordo Confcommercio, insieme a quello precedentemente sottoscritto con il sistema cooperativo e prima ancora con quello di Confindustria, copre una parte rilevante dei settori seguiti dalla Filcams; consegna alla categoria la responsabilità di segnare una discontinuità e un cambiamento nella modalità operative, per affermare un nuovo sistema della rappresentanza.

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Filcams Nazionale

Venerdì 27 novembre 2015 ore 10.00 presidio davanti a Federdistribuzione

Dopo due anni di negoziato per la definizione di un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, le trattative si sono rotte a causa delle rigidità e dell’atteggiamento dilatorio mantenuti da Federdistribuzione.

La posizione intransigente di Federdistribuzione la quale avanza una serie di richieste improntate a togliere salario e diritti alle Lavoratrici e ai Lavoratori ha costretto i Sindacati di categoria a prendere una dura posizione, per questo sono state indette a livello Nazionale due giornate di sciopero, delle quali una si è svolta lo scorso 7 novembre e la prossima sarà effettuata il 19 dicembre 2015.

Ad ”accompagnare” queste iniziative, per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica, Filcams-Cgil, Fisascat Cisl, UilTucs Uil organizzano per il giorno 27 novembre p.v. un presidio presso la sede di Federdistribuzione in via Albricci 8 Milano a partire dalle ore 10.00 dove a “nostro modo” faremo capire all’ Associazione Datoriale cosa pensiamo del comportamento che sta adottando nei confronti di questa trattativa e daremo a Federdistribuzione ciò che vuole…forse.

La situazione non è più tollerabile non si può aspettare oltre, il Contratto Nazionale deve essere rinnovato in tempi brevi per dare risposte normative ed economiche alle decine di miglia di Lavoratrici e Lavoratori che attendono da 2 anni.

Milano, 25 novembre

#noisiamoqui

Carrefour: rotte le trattative, i lavoratori stato di agitazione

Dopo diversi mesi di difficile confronto, si sono rotte le trattative per la rinegoziazione del Contratto Integrativo Aziendale Carrefour (CIA) a causa delle rigidità e delle pretese inaccettabili dell’azienda, che non ha risparmiato, fra l’altro, parole ed atteggiamenti gravi ed offensivi nei confronti dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali.

Un negoziato nel corso del quale Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS Uil si erano rese disponibili, per l’ennesima volta, ad assumersi la responsabilità di gestire una complicata ridefinizione del CIA in considerazione della situazione di difficoltà in cui versa l’azienda da diversi anni e ad indicare il perimetro entro cui muoversi per individuare gli strumenti necessari ad una possibile intesa.

Nonostante tale assunzione di responsabilità, le priorità poste dal Sindacato nel corso della trattativa sono state sistematicamente ignorate, a partire dalla richiesta di un impegno da parte dell’azienda a salvaguardare i livelli occupazionali, a mantenere l’attuale perimetro aziendale e a garantire la gestione diretta dei punti vendita.

“Dopo aver mutato più volte e confusamente la propria posizione,” spiegano i sindacati, “Carrefour non solo non ha fornito alcuna rassicurazione rispetto alle problematiche poste ma, proprio mentre si svolgeva la trattativa , procedeva alla cessione di numerosi punti vendita con ripercussioni per centinaia di lavoratrici e di lavoratori.”

Anche le richieste dell’impresa circa la ridefinizione della contrattazione integrativa aziendale risultano inaccettabili sia per il numero spropositato di punti vendita per i quali l’azienda ne esige una sospensione (indistintamente Iper, Market ed Express) sia per gli istituti da disapplicare: salario fisso (IFA), integrazione malattia, maggiorazioni straordinarie domenicali e festive e mensa. “Accedere a questa loro proposta” affermano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS Uil “significava di fatto sospendere il CIA per la quasi totalità dei dipendenti: richiesta pretestuosa e provocatoria.”

Preoccupano inoltre l’approssimazione e l’irresponsabilità con le quali l’azienda, che riveste un ruolo di primo piano nella definizione delle politiche contrattuali di Federdistribuzione, ha gestito la trattativa, in una situazione nella quale ai lavoratori del settore non vengono erogati aumenti salariali dall’ottobre del 2013.

I sindacati lanciano l’allarme: “I dipendenti Carrefour non solo non hanno un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro ma rischiano concretamente di perdere anche il Contratto Integrativo Aziendale conquistato e difeso con tanti anni di lotta.”

Per quanto accaduto, le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UILTuCS Uil dichiarano lo stato di agitazione dei lavoratori del gruppo Carrefour, riservandosi di comunicare in seguito ulteriori iniziative.

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Filcams Nazionale

L.Stabilità: campagna CGIL CAAF contro tagli

SenzaCaf-CaafCgil-locandinaLa Legge di Stabilità del Governo, che è ora all’esame del Senato, prevede attualmente un taglio ai finanziamenti dei compensi ministeriali ai CAF di 40 milioni nel 2016, 70 milioni per il 2017 e per il 2018 e 100 milioni dal 2019.

“E’ un vero e proprio attacco all’attività di tutela sociale svolta da questi nei confronti dei cittadini, come per l’assistenza all’ISEE, e al sostegno e alla facilitazione prestati agli stessi nell’adempiere i propri doveri fiscali e a ottenerne le relative agevolazioni”. Così Cgil e Caaf commentano la Legge di Stabilità del Governo che prevede attualmente un taglio ai finanziamenti dei compensi ministeriali ai CAF di 40 milioni nel 2016, 70 milioni per il 2017 e per il 2018 e 100 milioni dal 2019.

“Come per l’attacco al Fondo Patronati, le conseguenze di questa scelta – prosegue Cgil e Caaf –  avranno un impatto drammatico sull’intero sistema della rappresentanza e dei servizi e, più in generale, sul complesso della nostra organizzazione”.

Per questi motivi, Cgil e Caaf hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione rivolta all’opinione pubblica, ai parlamentari e a tutte le istituzioni locali e nazionali, a partire dai luoghi di lavoro e dalle leghe dei pensionati e lanciato su change.org una petizione per chiedere ai Parlamentari della Repubblica Italiana di cancellare il comma 3 dell’articolo 33 del Ddl Stabilità che prevede la riduzione dei fondi per i servizi di assistenza fiscale.

 

EBiTer Milano – contributo a sostegno dei costi per asili nido pubblici e privati

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EBiTer Milano eroga per l’anno scolastico 2015/2016 un contributo forfettario a favore dei dipendenti del settore delle aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi, a sostegno dei costi sostenuti per la frequenza ad asili nido pubblici e privati.

Soggetti beneficiari

Lavoratori a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti e lavoratori a tempo determinato con un contratto di lavoro non inferiore a 12 mesi, in forza presso datori di lavoro in regola con il versamento delle quote contributive a EBITER Milano da almeno dodici mesi all’atto della presentazione della domanda e che applicano integralmente il CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi, sia per la c.d. parte economico – normativa sia per la c.d. parte obbligatoria.

Valore

Il contributo verrà riconosciuto per il periodo 1/09/2015 – 31/07/2016 e sarà pari al 10% del costo di frequenza effettivamente sostenuto per ogni bambino, con un massimale di €. 500.

Modalità di adesione

La domanda di ammissione al sostegno economico dovrà essere redatta su apposito modulo disponibile su questo sito o presso la sede dell’Ente, corredata dalla documentazione indicata.

La domanda potrà essere presentata con una delle seguenti modalità:

  • raccomandata A/R
  • raccomandata a mano consegnata presso gli uffici dell’ente
  • posta certificata all’indirizzo: info@pec.ebitermilano.it

Vai al sito

Call center, approvata clausola sociale, vittoria importante

È stata approvata il 17 novembre scorso, dalla Camera dei deputati, l’emendamento al DDL Appalti che introduce la clausola sociale negli appalti dei Call Center, la norma che regola il cambio appalto e garantisce alle lavoratrici e ai lavoratori il mantenimento del posto di lavoro.
Una conquista importante per la Slc Cgil e tutta l’organizzazione, frutto dell’impegno e della mobilitazione avviata – dagli scioperi alla notte bianca dei call center; ma soprattutto è il riconoscimento dell’importanza e del valore della contrattazione.
L’emendamento, che in via definitiva dovrà essere approvato dal Senato, stabilisce che, in caso di successione di imprese nel contratto di appalto con il medesimo committente e per la medesima attività di call center, il rapporto di lavoro continuerà alle condizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro.
Anche in casa Filcams la normativa viene accolta con favore: “Rispetto del lavoro e riconoscimento della professionalità dei lavoratori: l’introduzione della clausola sociale è un significativo punto di svolta, un ulteriore avanzamento per dire che è possibile regolare in modo diverso e corretto il sistema degli appalti” è il commento di Maria Grazia Gabrielli,segretaria generale della Filcams Cgil.
Anche la categoria del commercio, turismo e servizi, è da sempre impegnata per la salvaguardia delle lavoratrici e dei lavoratori in appalto e il riconoscimento dei loro diritti. Mense, appalti di pulizia, servizi di guardiania, vigilanza privata, portierato, appalti dei musei e del settore della cultura, l’assenza di regole certe da rispettare e far rispettare colpisce in particolare gli addetti dei settori, sempre più in difficoltà nei cambi appalto, aggiudicazioni al massimo ribasso, riduzioni dell’orario di lavoro e della retribuzione.
“Auspichiamo” conclude la segretaria “che la normativa contribuisca a quel cambiamento sul sistema degli appalti a cui le categorie e la Confederazione stanno lavorando da tempo, di maggior controllo, miglioramento della qualità dei servizi offerti, certezza e tutela del lavoro e più attenzione alla legalità”.

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Filcams CGIL Nazionale

Accordo in Autogrill: 72 ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO

IMG_5307Oggi le OO.SS. milanesi hanno concluso con l’Azienda un accordo che prevede l’assunzione a tempo indeterminato di 72 Lavoratrici e Lavoratori di cui 17 full time e 55 part time, entro il 31 dicembre 2015.

Si tratta nella stragrande maggioranza di donne che hanno in questi anni prestato la loro attività lavorativa nei bar e nelle strutture di ristorazione della Fiera di Milano.

Finalmente si pone fine, per questi lavoratori, ad anni di precariato e di contratti a termine che per molte lavoratrici sono durati più di un decennio.

La stabilizzazione del rapporto di lavoro è elemento essenziale per qualsiasi persona per poter progettare la propria vita, il proprio futuro.

Le stesse aziende dovrebbero comprendere che la precarietà dei rapporti di lavoro non produce qualità, unica vera garanzia del successo delle aziende del settore nel nostro tempo.

Per questo la Filcams-CGIL ritiene l’accordo sottoscritto un buon accordo e spera che altre aziende del settore che utilizzano in modo massiccio lavoro a termine, interinali e voucher facciano altrettanto.

Il risultato è il frutto dell’intervento della Filcams Cgil (categoria della CGIL che si occupa del Commercio del Turismo e dei Servizi) e del NIDIL (categoria della CGIL che si occupa dei Lavoratori Atipici).

Mc donald’s: Il Giudice del lavoro intima il reintegro dei licenziati

succsoloMc Donald’s condannata per comportamento antisindacale legato alla chiusura del ristorante in San Babila

Il Giudice del lavoro intima il reintegro dei licenziati

 

Il tribunale del lavoro di Milano ha accolto il ricorso promosso da Filcams, Fisascat e Uiltucs milanesi accertando e dichiarando:

la natura antisindacale del comportamento adottato da Mc Donald’s consistito:

  • nel licenziamento delle Delegate Sindacali
  • nel trasferimento di un Delegato Sindacale
  • nella violazione dei diritti di informazione
  • nell’aver impedito ai Rappresentanti Sindacali di assistere i Lavoratori in occasione della consegna delle lettere di trasferimento e in generale nell’avere ostacolato l’esercizio delle loro funzioni.

La sentenza impone quindi all’Azienda il REINTEGRO dei licenziati e la REVOCA del trasferimento.

Inoltre ORDINA di non ostacolare il LIBERO esercizio dell’Attività Sindacale.

Filcams, Fisascat e Uiltucs milanesi avevano subito contestato i licenziamenti in quanto in una città  come Milano nel 2015 Mc Donald’s continua ad assumere personale sia a termine che a tempo indeterminato e fa utilizzo continuo di Voucher.

Era chiara quindi l’ intenzione da parte dell’ Azienda di colpire i Lavoratori e Delegati che nel Maggio scorso avevano partecipato insieme a tutti i dipendenti Mc Donald’s San Babila ad uno sciopero improvviso di un’ora per il rinnovo del Contratto Nazionale.

E’ stato più volte richiesto di tornare sui propri passi, ma la Multinazionale è rimasta ferma nel voler perseguire una politica di scontro e di negazione dei più elementari diritti.

Confidiamo che la sentenza del Tribunale del Lavoro induca Mc Donald’s a modificare i propri comportamenti ed adottare serie e durature relazioni sindacali.

Milano, 12 Novembre 2015

#noisiamoqui

GROUPON

groupon1A seguito del mandato avuto dal 92% dei lavoratori coinvolti dalla procedura di esuberi aperta da Groupon, con referendum effettuato in data 30 Ottobre e 2 Novembre 2015, abbiamo sottoscritto l’accordo.

Siamo però consapevoli che l’impegno di tutte le parti, l’unità e la solidarietà dimostrata dai lavoratori –  coinvolti e non – ci ha consentito di non lasciare le persone sole in un momento difficile e di dar loro strumenti per affrontarlo nel migliore dei modi.

La volontà delle RSU, delle OO.SS e dell’Azienda di rivedere (anche se parzialmente) le proprie decisioni ricercando un’intesa condivisa, che tiene conto del fatto che dietro i “numeri” di una procedura ci sono nomi e volti, con soluzioni non sempre scontate per le multinazionali, ha portato a:

  • riassorbire 20 profili professionali, togliendoli dalla procedura e mantenendo le loro attività in Italia
  • riallocare internamente 4 lavoratori in posizioni aperte nell’area commerciale, assumendosi l’azienda l’onere di formarli e  l’impegno di seguirli in questo nuovo percorso
  • prevedere la possibilità di accettare candidature volontarie per i profili non in esubero compatibilmente al principio di fungibilità funzionale, al fine di ‘’salvare’’ più persone che necessitano o desiderano restare in azienda
  • ottenere un pacchetto di aiuto al trasferimento per chi accetterà la riallocazione in Polonia
  • avviare incontri di formazione e un percorso di outplacement per il personale coinvolto, orientato ad aumentare le competenze dei dipendenti coinvolti, agevolando una futura riallocazione esterna
  • ottenere un incentivo all’esodo con un numero di mensilità tale da consentire un’adeguata tranquillità economica e temporale per la ricerca di un nuovo posto di lavoro

Ricorderemo sempre il calore delle assemblee partecipate, i lavoratori rientranti nella procedura che, per ogni profilo in esubero ‘’salvato’’, hanno esultato e applaudito di gioia in segno di solidarietà verso i colleghi che potranno continuare a lavorare in Groupon.

Questo è un accordo dove ha vinto la collettività e non l’individualità, la soluzione di uno è diventata la vittoria di tutti.

Sciopero commercio, #FuoriTutti davvero

zarafuoritUn’ adesione senza precedenti, un vera e proprio invasione davanti ai punti vendita, per le piazze e sui social network con lo slogan #FuoriTutti, con diversi punti vendita costretti alla chiusura. La giornata di sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende aderenti a Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti è stata un successo.
“La massiccia adesione e partecipazione dei lavoratori dimostra quanto ormai il vaso è colmo. Sono pronti a dire basta alle continue richieste delle parti datoriali che stanno peggiorando le condizioni di lavoro” è quanto afferma Maria Grazia Gabrielli segretaria della Filcams Cgil nazionale, che esprime soddisfazione rispetto al sostegno convinto da parte degli addetti del settore.

Alla fine di questa splendida giornata confermiamo il risultato positivo: l’adesione allo sciopero da parte delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio è stata molto alta. Una media oltre il 70% nei punti vendita aderenti a Federdistribuzione, l’80% con punte del 90%nella distribuzione Cooperativa e un’importante partecipazione degli addetti di Confesercenti.
Nel corso della giornata, costretti alla chiusura alcune Coop in Emilia Romagna, Toscana, Lazio, e Campania e forti disagi un po’ ovunque. I presidi ed i cortei colorati e partecipati,hanno dato il segno dell’importanza di questa mobilitazione e della forte condivisione da parte delle lavoratrici e lavoratori.

Questa mobilitazione dimostra soprattutto la volontà di rivendicare e di avere un contratto nazionale che rimetta al centro la dignità’ e qualità’ del lavoro che non può vedere peggiorati diritti, tutele, salario. Senza contratto vuol dire lavorare diritti, senza i giusti aumenti contrattuali, ma con continue richieste di maggiore flessibilità, turni sempre più difficili da sopportare e da gestire

“Se non cambia il presente il futuro non sarà un granchè”; “Chi lotta può perdere chi non lotta ha già perso”; “sotto costo sui prodotti, non sui lavoratori” sono le frasi dei tanti striscioni esposti oggi da nord a sud Italia.
I sindacati sono pronti ad un confronto equilibrato, che tenga conto delle esigenze di mantenimento di produttività delle aziende, ma che non faccia gravare tutto sulle spalle dei lavoratori: “Siamo pronti al dialogo” prosegue Maria Grazia Gabrielli, “se le aperture affermate in questi giorni dalle controparti fossero confermate, cosi come siamo già pronti a continuare al mobilitazione, perché i diritti dei lavoratori vengono prima di tutto”.

Auspichiamo che nonostante le dichiarazioni della giornata, arrivi forte alle parti datoriali il messaggio sulla necessità di avviare un confronto diverso ed equilibrato per rimettere al centro il contratto nazionale in tempi rapidi. Questa è la strada che oggi hanno chiesto di percorrere le lavoratrici e i lavoratori.  L’assenza di segnali in tal senso porterà allo sciopero del 19 dicembre.

Clicca qui per vedere le foto dello sciopero a Milano

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Filcams Nazionale

Comunicato delle Segreterie milanesi

COMUNICATO-SINDACALE-7sito

Scarica il comunicato qui

7 novembre è sciopero nel commercio. Fuori Tutti

Sarà una giornata di sciopero e mobilitazione per le lavoratrici e i lavoratori del commercio. Al grido di Fuori Tutti, il 7 novembre gli addetti delle aziende aderenti a Federdistribuzione, Confesercenti e Distribuzione Cooperativa, stanno organizzando la giornata di sciopero.

sciopero_gdo_unitario211015b3Al centro della mobilitazione il mancato rinnovo dei contratti nazionali di settore e la difesa di diritti e salario contro chi tenta di smantellare le condizioni esistenti.

I tavoli di trattativa con le diverse parti datoriali sono in stallo per le proposte inaccettabili avanzate a sindacati e lavoratori che sono pronti a dare il via ad una lunga battaglia. Dopo il 7 novembre infatti, in assenza di segnali positivi per sbloccare le trattative,  è già in programma un’altra giornata di sciopero unitario per il 19 dicembre, quando Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil si riuniranno per continuare a dar voce alle esigenze degli addetti del settore.
“Lo sciopero proclamato è una scelta importante e ineludibile dopo 22 mesi in cui gli incontri e le trattative non hanno prodotto le condizioni minime per arrivare a definire i rinnovi contrattuali” ha affermato Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil.

La stagione dei  rinnovi dei contratti sta vivendo profondi attacchi e dilazionare molto i tempi forse porta con se l’idea  che dei contratti  nazionali stessi si possa anche fare a meno. Noi, restiamo convinti della centralità del contratto nazionale che va difeso e rafforzato in settori dove, la contrattazione di secondo livello aziendale e territoriale non c’è per una vasta platea di lavoratori e quella esistente ha subito in questi anni una rimessa in discussione che ci ha visto impegnati in confronti e scontri difficili nelle aziende.”

Nelle trattative è risultato centrale la posizione espresse da tutte le controparti di un contratto nazionale non più rispondente ai cambiamenti intervenuti e che per questo necessita di una revisione straordinaria con la priorità di diventare strumento di recupero di produttività. La traduzione di questa impostazione si concretizza in realtà in un insieme di interventi volti ad abbattere e rendere più leggero il costo del lavoro.

Ma in contratti nazionali più deboli, meno inclusivi e autofinanziati dagli stessi lavoratori non ravvisiamo nulla di moderno, di innovativo e di sostenibile.

I sindacati territoriali, le delegate e i delegati, impegnati in questi giorni nelle assemblee dei lavoratori, si stanno organizzando per preparare presidi unitari davanti ai principali punti commerciali delle città. Il Fuori Tutti impazza sul web, la voglia di partecipare e farsi sentire è davvero alta.

In Toscana, le lavoratrici e i lavoratori del commercio saranno a Firenze in un unico presidio davanti alla Prefettura; così come ci sarà un unico concentramento regionale delle Marchein piazza Roma ad Ancona, e a Bolzano per il Trentino Alto Adige. Vicenza sarà la città punto di riferimento per le mobilitazioni regionali del Veneto.

Singoli presidi in tutte le città in Emilia Romagna cosi come a Milano, Torino, Palermo, Napoli, Roma, dove gli addetti del settore si riuniranno davanti i centri commerciali più importanti e i punti vendita strategici delle città.

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Filcams Nazionale

Diario terziario, il nuovo numero

DiarioTerziairo_smallÈ online il nuovo numero di Diario Terziario di novembre. Un lungo editoriale di Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil anticipa lo sciopero del commercio del prossimo 7 novembre in tutta Italia.

“Il 7 Novembre sarà una giornata importante per la FILCAMS e per le lavoratrici e i lavoratori della Grande Distribuzione Organizzata, della Distribuzione Cooperativa e di Confesercenti.
Lo sciopero proclamato è una scelta importante e ineludibile dopo 22 mesi in cui gli incontri e le trattative non hanno prodotto le condizioni minime per arrivare a definire i rinnovi contrattuali.Con la consapevolezza che lo sciopero è un sacrificio per i lavoratori di questo settore che hanno vissuto e in molti casi stanno ancora vivendo situazioni di difficoltà all’interno delle aziende e che – salvo alcune eccezioni – hanno toccato con mano la crisi generale del paese attraverso il calo dei consumi.

Lo sciopero però è lo spazio collettivo che da forza alle nostre ragioni e posizioni,  che da sostegno per difendere e valorizzare il ruolo del Contratto Nazionale di Lavoro, è il momento della  libera manifestazione del dissenso rispetto alle scelte che le Associazioni datoriali vogliono imporre.

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Filcams Nazionale

Distribuzione Cooperativa, le posizioni dei sindacati

soloflyer 7 novembreFilcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil stanno ricevendo innumerevoli segnalazioni di comunicati, assemblee e colloqui individuali con le lavoratrici e lavoratori aventi il duplice scopo di screditare le Organizzazioni sindacali e di limitare la partecipazione agli scioperi indetti per il prossimo 7 novembre e per il 19 dicembre. Tali atti testimoniano una chiara debolezza di chi li mette in pratica e inevitabilmente si ritorceranno contro chi li perpetra. Invitiamo le associazioni cooperative e le imprese a prendere le distanze da tali comportamenti.

“Siamo quindi costretti” dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil “ad esplicitare nuovamente le posizioni espresse dalle organizzazioni sindacali in merito alle varie richieste delle imprese”.

Aumento del divisore orario per tutti portandolo a 168. Alcune cooperative stanno dichiarando ai lavoratori che tale istituto sarebbe applicato soltanto ai neo assunti; ricordiamo che a questi ultimi viene già applicato tale divisore e che invece la richiesta fatta, come emerge in alcuni comunicati ufficiali delle imprese cooperative diffusi nei punti vendita, riguarderebbe la totalità dei lavoratori oggi in forza. A fronte di tali differenti posizioni esplicitate dalle cooperative consigliamo loro di tentare una sintesi.

Maggiorazioni per le ore supplementari, straordinarie, notturne, domenicali e festive. Inutile dire che una riduzione di queste maggiorazioni peserebbe sul salario di tutti i dipendenti. Specifichiamo che per quanto riguarda il lavoro domenicale e festivo, considerato che alcuni contratti integrativi non hanno alcuna maggiorazione aggiuntiva, sia al sud che al nord, la riduzione graverebbe ulteriormente su chi ha già avuto la vita peggiorata dalle liberalizzazioni volute dal governo Monti.

Retribuzione assenze per malattia. L’ultimo rinnovo del contratto nazionale ha già affrontato nel merito la richiesta avanzata dalle cooperative di trovare soluzioni che limitino eventuali tassi anomali di assenze per malattia, demandando a livello aziendale il confronto. Nessuna cooperativa ha mai aperto confronti mirati e approfonditi con le organizzazioni sindacali per affrontare il problema. Alcune cooperative si sono limitate a chiedere deroghe al contratto nazionale con l’unico obiettivo di non retribuire le assenze brevi per malattia. Se le cooperative fossero convinte che esistano fenomeni di assenteismo, ossia che ci siano persone che fingono di essere malate, le organizzazioni sindacali, non potendolo escludere, rinnovano la disponibilità ad affrontare il tema implementando quanto già condiviso.

Eliminazione dei livelli cosiddetti terzo super e quarto super. Abbiamo dato disponibilità a rivedere il sistema di classificazione che richiede sicuramente di essere aggiornato ma non con l’obiettivo di eliminare questi due parametri e di ridurre i costi. Abbiamo specificato che il mancato riconoscimento dei livelli con parametri intermedi non porterebbe automaticamente ad abbassare l’inquadramento, in quanto alcune qualifiche potrebbero essere portate al livello superiore (ad esempio i coordinatori di reparto potrebbero essere considerati un terzo livello).

Mantenimento delle 40 ore con divisore 168 e maturazione progressiva dei permessi per i neoassunti. Tale norma era stata condivisa nell’ultimo rinnovo col fine di creare buona e stabile occupazione. Prima di confermare tale normativa abbiamo chiesto fin dalla presentazione della piattaforma di verificare che l’obiettivo fosse stato perseguito, ma dopo quasi due anni dall’inizio del negoziato nessun dato ci è stato presentato.

Deroghe automatiche al contratto nazionale per la rete vendita del sud qualora ci siano criticità di bilancio. Abbiamo categoricamente respinto la possibilità di contrattualizzare a livello nazionale condizioni differenti tra nord e sud ripristinando un sistema vecchio, obsoleto e ingiusto quali le “gabbie salariali”. Siamo consapevoli delle difficoltà del sud Italia: le innumerevoli vertenze occupazionali e riorganizzazioni aziendali e i sacrifici in termini di salario e diritti che le lavoratrici e i lavoratori hanno dovuto affrontare sono noti. È assurdo che, senza un confronto ampio sul futuro del sud Italia, ad oggi privo di qualsiasi politica economica da parte del governo, si possa liquidare il destino di metà del paese in una fredda e cinica norma contrattuale che cada sulla testa, o meglio nelle tasche, di tante lavoratrici e lavoratori.

Conferma delle inferiori condizioni contrattuali per le cooperative minori e ampliamento dell’applicazione del capitolo a loro dedicato. Consapevoli delle difficoltà attraversate da queste cooperative negli ultimi anni, riteniamo che sia riduttivo decretare che una cooperativa in quanto piccola sia inevitabilmente debole economicamente: ci sono cooperative minori che anche in questi anni di crisi, grazie al lavoro di tutti quelli che vi operano, hanno raggiunto risultati positivi. Abbiamo chiesto pertanto che l’eventuale conferma di condizioni specifiche, quale la minor maturazione dei permessi retribuiti, sia demandata al livello aziendale, verificate le effettive condizioni critiche delle imprese.

Salario. Prendiamo atto di quanto riportato su alcuni comunicati che non ci sarebbero pregiudiziali ad erogare gli 85€ di aumento contrattuale: bene! Resta da risolvere quanto sopra elencato.

Queste sono le posizioni chiare e trasparenti che le organizzazioni sindacali stanno presentando alle lavoratrici ed ai lavoratori delle Coop di tutta Italia. Si può non condividere ma è inammissibile che si accusino le organizzazioni sindacali di dichiarare il falso.

Resta da esplicitare una posizione più ampia su quella che le cooperative chiamano “salvaguardia della competitività delle imprese attraverso pari condizioni contrattuali con le altre imprese del settore”.

Innanzitutto l’impianto contrattuale maggiormente flessibile vigente nel settore è contenuto proprio nel contratto della distribuzione cooperativa nel capitolo cooperative minori. Se dunque fosse vero che pochi punti percentuali di differenza sul costo del lavoro garantiscono la competitività delle imprese, dovremmo avere le piccole imprese più produttive e competitive, evidentemente così non è.

Il divario contrattuale tra la distribuzione privata e quella cooperativa esiste da anni, anzi da sempre. Nonostante questo divario Coop è riuscita ad essere il marchio leader in Italia nella grande distribuzione, radicato da Nord a Sud in quasi tutte le province della penisola.

Le organizzazioni sindacali hanno da sempre enfatizzato la capacità della cooperazione di fare impresa garantendo più salario e più diritti. Ancora oggi, nonostante la crisi, difendiamo tale “distintività” e con essa il contratto nazionale.

La capacità di una impresa di essere competitiva non si basa sul risparmio sul costo del lavoro. La cooperazione non è più in grado di sostenere i costi perché questo paese ormai da anni è stretto nella morsa dell’austerità. Non è attraverso il rinnovo del contratto che si risolleveranno i bilanci in sofferenza delle imprese, degli ipermercati, delle piccole cooperative e gli investimenti al sud, neanche se accogliessimo tutte le richieste!
Crediamo così di aver fatto definitivamente chiarezza sui motivi che hanno determinato la scelta di proclamare gli scioperi indetti per i giorni 7 novembre e 19 dicembre 2015. Invitiamo tutte le lavoratrici ed i lavoratori di coop ad aderire alla mobilitazione, per difendere salario e diritti, i propri e quelli dei futuri dipendenti della Coop!

Fuori tutti!

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Filcams Nazionale

 

Appalti, un’importante sentenza per la tutela dei lavoratori e l’affermazione delle regole

Con sentenza del 13 ottobre 2015 il Consiglio di Stato ha riformato integralmente la precedente decisione del TAR di Brescia, relativa all’aggiudicazione dei servizi amministrativi di front-office della azienda Ospedaliera di Desenzano.

L’offerta oggetto della sentenza, per effetto dell’applicazione del Contratto Nazionale CNAI, presentava un costo del lavoro inferiore al 15% rispetto ai livelli retributivi desumibili dalle tabelle ministeriali, con la conseguenza che l’Azienda Ospedaliera aveva valutato congrua ed affidabile l’offerta con un ribasso di quasi il 30% sull’importo a base d’asta (notevolmente superiore al ribasso offerto dalle altre imprese partecipanti alla gara).  Il TAR di Brescia aveva ritenuto ammissibile l’applicazione del suddetto contratto nazionale sottoscritto da associazioni sindacali non comparativamente più rappresentative sul piano nazionale in quanto depositato al CNEL.

A fronte del ricorso dell’impresa che aveva ottenuto il punteggio immediatamente inferiore all’aggiudicataria, si è costituita ad adiuvandum  la Filcams Cgil nazionale con l’avv. Carlo De Marchis sostenendo che prendendo a riferimento Contratti nazionali non sottoscritti da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale viene leso il principio di concorrenza posto alla base della normativa sugli appalti pubblici.

La sentenza del Consiglio di Stato, infatti, nelle motivazioni pone l’accento: sull’identificazione del  Contratto Nazionale applicabile; sul valore di merito delle tabelle ministeriali e non di mero riferimento; sulla verifica delle anomalie delle offerte negli appalti pubblici; sui criteri con cui il Ministero del Lavoro individua le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative; sulle modalità con cui l’amministrazione aggiudicatrice deve ponderare le anomalie dell’offerta tenuto conto di non dover rispondere solo a criteri di risparmio ma anche degli effetti che si producono sulle condizioni e i diritti costituzionali di chi lavora.

Un sentenza di enorme rilievo” spiega con soddisfazione Elisa Camellini, segretaria nazionale della Filcams Cgil, “che speriamo possa diventare un punto di riferimento nella gestione e assegnazione degli appalti pubblici, un richiamo al rispetto delle regole e un monito a chi pensa sempre di poter eludere le normative. Ma, ancor di più, una sentenza importante perché riporta l’attenzione sulla tutela del lavoro e del lavoratore, in una delicata fase di passaggio che stà attraversando la normativa sugli appalti pubblici con il recepimento della nuova direttiva europea in materia. Per la Filcams e la Cgil, questa sentenza costituisce un valido supporto nelle iniziative che ci vedono in prima linea sul tema degli appalti.”

 

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Filcams Nazionale

Eataly raggiunta l’intesa per il primo contratto aziendale

eatIl 28 ottobre, nella sede aziendale di Roma Ostiense, è stato siglato il primo contratto integrativo  di Eataly, tra la direzione aziendale rappresentata dall’amministratore delegato  Francesco Farinetti e i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs.

L’intesa, siglata a 10 mesi dall’avvio del negoziato, arriva a ridosso della chiusura dell’Expo 2015, obiettivo che le parti si erano prefissate nell’intento di inaugurare una nuova fase della vita aziendale «che avrà nella gestione e nell’accrescimento delle competenze professionali dei dipendenti e nella compiuta declinazione dei valori aziendali in relazione all’occupazione, gli obiettivi principali». Ed è proprio il capitale umano la vera forza di questa impresa nata nel 2007, oggi presente in Italia con 14 punti vendita ed oltre 1890 addetti prevalentemente giovani.

L’intesa, valida dal 1° novembre 2015 al 30 ottobre 2018, afferma pienamente il valore delle relazioni sindacali a tutti i livelli «nell’ottica di accrescere i processi di partecipazione delle lavoratrici in forza e futuri, alle strategie di sviluppo, ai valori aziendali, e più in generale all’esperienza formativa del lavoro in azienda».

Un risultato importante che premia l’impegno delle Organizzazioni Sindacali, dei giovani delegati e la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

“Siamo molto soddisfatti per il risultato raggiunto” ha affermato Cristian Sesena segretario Nazionale della Filcams Cgil, “un’intesa innovativa, acquisitiva e sfidante, in un periodo difficile per molte aziende”, ma soprattutto, prosegue Sesena “l’accordo premia la caparbietà della Filcams e dimostra l’importanza delle organizzazioni sindacali per le aziende e per i giovani lavoratori”.

Nello specifico l’accordo introduce parecchie significative novità.
Viene istituito un compiuto sistema di relazioni sindacali articolato a livello nazionale e di punto di vendita.

Per le nuove aperture Eataly definirà intese preventive con le organizzazioni sindacali per definire gli organici e limitare l’utilizzo di lavoro precario.

Vengono normati istituti importanti come la salute e sicurezza, l’orario e l’organizzazione del lavoro che saranno costante oggetto di confronto fra le parti. L’orario settimanale verrà costruito privilegiando le esigenze di conciliazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

I primi 3 giorni di carenza malattia e infortunio saranno sempre retribuiti.Nel corso della vigenza si lavorerà su mansioni e livelli di inquadramento; questi ultimi però dalla data della sigla conosceranno subito immediati adeguamenti.

Assai innovativo il capitolo riguardante il welfare. In occasione della nascita di un figlio verrà riconosciuto un buono spesa di euro 300, un altro  buono (dell’importo di 200 euro) verrà erogato  anche in occasione del matrimonio.

I diritti degli addetti che contraggono matrimonio sono estesi alle coppie di fatto eterosessuali ed omosessuali, inclusi i permessi per assistenza in caso di gravi motivi e decesso.

L’accordo prevede inoltre l’introduzione di 16 ore di permesso retribuito per l’inserimento dei bambini all’asilo nido.

Vengono inoltre stanziati 300mila euro nell’arco della vigenza, per iniziative inerenti il benessere e i bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori che saranno oggetto di una ricerca nei prossimi mesi alla fine della quale le parti definiranno un protocollo di interventi mirati.

Infine entro sei mesi dalla sigla, Eataly e Organizzazioni Sindacali definiranno un premio annuale su criteri di produttività, qualità e equità. Di particolare interesse in un contesto che vede il contratto nazionale non rinnovato da due anni e mezzo, l’impegno dell’azienda a confrontarsi con le organizzazioni sindacali nazionali e a eventualmente definire per il futuro  compensazioni salariali.
La parola ora passa alle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori che dovranno esprimersi sui contenuti dell’ipotesi raggiunta.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil esprimono grande soddisfazione per un risultato davvero oltre le aspettative.

Con Eataly si è definita un’intesa fortemente innovativa, come del resto anche la piattaforma rivendicativa ha rappresentato un elemento di forte discontinuità rispetto alle modalità classiche di formulare richieste di natura sindacale.

Con quest’accordo le organizzazioni sindacali hanno saputo cogliere l’occasione del cambiamento nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori.

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Filcams Nazionale

COMUNICATO STAMPA: Expo Milano 2015: attivo il “Bonus Chocolate”

Premio di produttività per i lavoratori del Cluster Cacao e Cioccolato

Annuncio congiunto di Eurochocolate e dei Sindacati Confederali di categoria

LOGONOWUn premio di produttività, pari all’8% della retribuzione totale, sarà distribuito alle maestranze che fino al 31 Ottobre 2015 lavoreranno nel Cluster Cacao e Cioccolato, di cui Eurochocolate è Official Content Provider.

Con un fatturato complessivo che si chiuderà attorno ai 10 milioni di euro, il Padiglione collettivo dedicato al Cibo degli Dei, ha, infatti, ampiamente superato la soglia dei 5,5 milioni di euro prevista nell’accordo sottoscritto ad Aprile 2015 con i Sindacati di Categoria per l’assunzione e la gestione del personale durante i 6 mesi dell’Esposizione Universale.

L’annuncio è stato dato questa mattina ad Expo Milano 2015 dai Rappresentanti delle sigle Filcams CGIL Milano, Fisascat CISL Milano, Uiltucs UIL Lombardia e da Eugenio Guarducci, Presidente di Gioform s.r.l., azienda titolare del marchio Eurochocolate.

«L’accordo sottoscritto poco prima di Expo Milano 2015 con Gioform – dichiarano le Organizzazioni Sindacali – è un esempio avanzato di relazioni costruttive e profittevoli che va a tutto vantaggio dei Lavoratori. L’azienda ha messo in atto una buona pratica d’impresa che ci auguriamo possa essere di esempio anche nel futuro a partire dall’applicazione di regolari contratti di lavoro e di corrette applicazioni dei contratti nazionali. In questo modo il tema delle relazioni sindacali rimane vivo».

«Diversi Lavoratrici e Lavoratori fra quelli che hanno lavorato per noi nel Cluster Cacao e Cioccolato, sono già stati selezionati e ingaggiati da varie aziende per continuare a lavorare presso di loro, grazie alle competenze maturate e ai contatti acquisiti durante Expo Milano 2015», ha confermato Guarducci.

Le competenze acquisite sono anche frutto della formazione pre evento impartita a ogni Lavoratore su temi igienico sanitari (HACCP) e sicurezza sul luogo di lavoro, con rilascio di certificazione personale che arricchisce il curriculum di ogni lavoratore. Inoltre, tutte le maestranze potranno d’ora in avanti beneficiare dell’Azione di Rete per il lavoro finanziata dalla Regione Lombardia e condotta insieme al Consorzio Light di Milano per favorire la continuità occupazionale dopo Expo Milano 2015.

il Gigante

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Autogrill, rinnovato contratto integrativo aziendale

È stato siglato, oggi 15 ottobre 2015, il rinnovo del contratto integrativo aziendale Autogrill, dopo l’approvazione delle lavoratrici e i lavoratori, che avevano espresso il loro parere favorevole alla proposta presentata.

“Il nuovo contratto integrativo Autogrill è stato negoziato in un contesto complesso, in una fase storica difficile anche per l’azienda. Essere riusciti a difendere e mantenere un quadro contrattuale di riferimento, è stato molto importante” è quanto afferma Cristian Sesena segretario nazionale Filcams Cgil.

Sono circa 8mila le lavoratrici e i lavoratori interessati da questo rinnovo contrattuale, che vedrà la sua naturale scadenza il 31 dicembre 2018.

Tra i punti salienti dell’accordo: un nuovo sistema per l’assegnazione del premio di risultatocon erogazione quadrimestrale; salvaguardia del sistema delle pause retribuite; temporanee misure di calmierazione del costo del lavoro; nuove forme di welfare; assegnazione di buoni carburante; Shopping Bag annuale di beni di consumo per un valore di 100 euro.

“Il negoziato ha permesso di salvare la maggior parte dei diritti acquisiti in decenni di contrattazione. Ora, l’azienda è chiamata a garantire buona occupazione e sviluppo, valorizzando l’impegno e la grande responsabilità dimostrata dai suoi lavoratori.”

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Filcams Nazionale

Naspi, la Filcams ricevuta dal Presidente della Commissione Lavoro alla Camera

L’ impegno della Filcams CGIL  nel contrastare le inique penalizzazioni per i lavoratori stagionali del turismo, delle terme e le collaboratrici domestiche con la Naspi,  ha vissuto oggi un ulteriore importante passaggio.

Si è infatti appena concluso l’incontro fra i sindacati confederali di categoria e il Presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano.

La Filcams ha chiesto che le nuove disposizioni siano modificate sia attraverso un nuovo pronunciamento dell’ INPS per quanto riguarda il lavoro domestico, sia attraverso la legge di stabilità per le lavoratrici e i lavoratori stagionali del comparto turistico.

 ““Il percorso è in salita. Confidiamo  che siano presentati  emendamenti alla legge di stabilità che aggreghino sufficiente consenso parlamentare e individuino una soluzione definitiva per il problema degli stagionali” ha commentato Cristian Sesena Segretario Nazionale, alla fine dell’incontro. Abbiamo denunciato e argomentato, numeri alla mano, lavera e propria emergenza sociale cui assisteremmo dall’anno prossimo in assenza di modifiche all’attuale quadro normativo.”

Infatti, le soluzioni tampone individuate dal Governo per l’anno 2015 ( alcune delle quali talmente complesse e interpretabili da essere state già messe in discussione dalle INPS locali) rimandano il problema all’anno prossimo quando più di 300 000 mila lavoratori di questi settori  percepiranno sussidi  di molto inferiori rispetto al passato. Particolarmente penalizzati saranno quei lavoratori stagionali “ciclici” che prestano la loro attività per almeno 6 mesi l’anno e che dal 2016 si troveranno un sostegno al reddito dimezzato.

La Filcams negli anni ha sempre perseguito soluzioni contrattuali utili al prolungamento di questi contratti di lavoro aumentando di converso il montante contributivo utile alla percezione di un sussidio di disoccupazione congruo per i periodi di involontaria inattività.

“Abbiamo anche segnalato la preoccupante crescita nell’utilizzo dei voucher dal 2014 a oggi,” ha aggiunto Sesena, “segnale per noi di una progressiva precarizzazione del lavoro nel turismo. Sul fronte del lavoro domestico la soluzione parrebbe più alla portata e l’ INPS sarà presto chiamata a verificare la propria interpretazione restrittiva.
il Presidente Damiano, L’On. Maestri  presente alla riunione, ci hanno rassicurato rispetto al loro impegno  in tal senso.”

La Commissione lavoro della camera ha compreso le ragioni del sindacato e si è impegnata a creare le condizioni perché queste problematiche acquistino adeguata dignità nel dibattito parlamentare.

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Filcams Nazionale

Federdistribuzione: Sciopero Nazionale 7 Novembre e 19 Dicembre

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Ikea, a Milano i rappresentanti dei lavoro di tutto il mondo

ikeaA Milano la UNI Global Alliance IKEA si è recata di fronte al quartier generale IKEA Italia.

In queste ore infatti si sta svolgendo la UNI Global Alliance IKEA, nell’ambito della quale i rappresentanti dei lavoratori IKEA provenienti da tutto il mondo mettono a confronto le loro esperienze e individuano linee comuni di azione.

Tante esperienze diverse, tanti volti della stessa multinazionale: sorprendente il caso degli USA, dove i lavoratori IKEA raccontando storie che sembrano uscite dagli anni 50?, con rappresaglie, minacce e pressioni intollerabili nei confronti dei lavoratori che si iscrivono al sindacato.
Non è un caso che questo importante meeting, che si svolge periodicamente nei vari paesi del mondo in cui opera il sindacato, si tenga quest’anno in Italia, proprio per testimoniare la solidarietà globale nei confronti dei lavoratori italiani, che dallo scorso maggio stanno lottando per conquistare il loro contratto integrativo, cancellato unilateralmente dall’azienda.
La Filcams è presente con una sua delegazione, così come Fisascat e UILTuCS, per rappresentare la specificità della vertenza di rinnovo del CIA, incassando la solidarietà di tutta la Global Alliance.

Questa mattina, 6 ottobre , la Global Alliance (circa 40 delegati, attivisti e dirigenti sindacali di tutto il mondo) si è recata  di fronte al quartier generale IKEA Italia, per consegnare al management italiano una dichiarazione che sottolinea il valore delle relazioni sindacali e auspica la risoluzione positiva della vertenza italiana.
Un chiaro segnale da parte delle organizzazioni sindacali, che di fronte a una multinazionale vogliono rappresentarsi con una unica voce, che al di là delle diversità di ogni paese, rivendica per tutti migliori condizioni di lavoro.

Uni Ikea Global Union Alliance ha dichiarato la propria solidarietà ai lavoratori italiani di Ikea.

UNI IKEA Global Union Alliance supports striking IKEA workers in Italy

The UNI IKEA Global Union Alliance, meeting in Milan on 5 – 6 October 2015, declares its solidarity with, and support for, the Italian workers who are fighting to win back their collective agreement with the company which was unilaterally terminated by IKEA Italy.

For the members UNI IKEA Global Union Alliance, for UNI Global Union and for all unions representing IKEA workers, constructive social dialogue is the key to economic success for the company, along with decent working conditions and pay. The quality of IKEA’s customer service has been instrumental to the company’s success. That quality and success are inconceivable without the workplace rights and protection that IKEA workers enjoy.

IKEA has regularly declared that its employees are the backbone of the success of the company and that good labour relations are the key.

In Italy, IKEA has had a social dialogue with the Filcams CGIL, Fisascat CISL and UILTuCS unions for more than 25 years. In the past, IKEA and the unions have concluded a number of agreements enabling IKEA to become the market leader with 21 successful stores throughout the country.

The UNI IKEA Global Union Alliance encourages all parties to urgently conclude an agreement which allows for the protection of worker rights and the wellbeing of the employees along with continued success of the company.

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Filcams Nazionale

Naspi e Lavoro Domestico, grave penalizzazione per oltre 300mila

La legge delega denominata Jobs Act è definitivamente entrata in vigore con l’emanazione degli ultimi decreti attuativi, cosi come le modalità per accedere alla nuova indennità di disoccupazione Naspi.

Purtroppo però, con una circolare INPS (n.142 luglio 2015) sono stati posti ulteriori limiti di accesso a questa indennità per i lavoratori domestici.

La norma, infatti, dispone che si ha diritto alla Naspi con almeno 30 giornate di lavoro nei 12 mesi precedenti, mentre la circolare INPS specifica, che per questa categoria di lavoratorisi tratta di minimo 5 settimane  almeno 24 ore lavorative ciascuna (punto 5.1. Perfezionamento del requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro per i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari).

“Stante così la situazione” spiega la Filcams Cgil, “si assisterebbe dunque a una situazione di evidente iniquità, in cui una lavoratrice domestica part time, che magari lavora per 12 mesi continuativi con un contratto di 20 ( o anche 23!) ore settimanali non può accedere alla Naspi, mentre una lavoratrice di un altro settore con un identico contratto part time, anche con una anzianità inferiore, percepisce regolarmente il trattamento.”

Secondo una stima basata sui dati INPS 2014 relativi al numero di rapporti di lavoro registrati al di sotto delle 24 ore, si negherà l’accesso alla Naspi ad oltre 300 mila lavoratori e lavoratrici (più di un terzo del totale occupati regolari nel settore), senza contare che con la precedente ASPI, ora superata, la stessa lavoratrice avrebbe comunque avuto diritto al trattamento.

“E’ evidente che questo requisito di accesso penalizza fortemente un numero rilevante di lavoratrici domestiche, il cui rapporto di lavoro, a prescindere dalla data di instaurazione e dalla lunghezza del periodo, sia contrattualizzato per un numero di ore settimanali inferiori a 24” afferma la Filcams Cgil Nazionale che ha richiesto un incontro urgente agli organi competenti.

La Filcams si sta facendo parte attiva per evidenziare questa inaccettabile ennesima ingiustizia e chiedere che venga superata questa interpretazione che introduce una nuova e pesante penalizzazione in un settore già sommerso di difficoltà e di diseguaglianze.

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Filcams Nazionale

Contratto Distribuzione Cooperativa, accordo lontano: sciopero il 7 novembre e il 19 dicembre

fbdefI sindacati di categoria dichiarano due giornate di sciopero 7 novembre e 19 dicembre

Nell’incontro tenutosi a Roma il 30 settembre 2015 tra Filcams, Fisascat e Uiltucs e i rappresentanti delle imprese cooperative, per il rinnovo del Contratto Nazionale della Distribuzione Cooperativa, si è preso atto della distanza tra le parti e le organizzazioni sindacali hanno dichiarato due giornate di sciopero per il 7 novembre e il 19 dicembre.

Riduzione delle maggiorazioni domenicali, del notturno, dello straordinario e del supplementare; aumento del divisore orario; eliminazione della retribuzione dei primi tre giorni di assenza per malattia; condizioni retributive e normative inferiori per i nuovi assunti; ridefinizione del sistema di classificazione e l’introduzione di un capitolo sul Sud, che consenta di derogare al contratto nazionale; ulteriori interventi sul capitolo cooperative minori.
Sono questi i punti sui quali i sindacati hanno espresso la loro contrarietà durante la trattativa della Distribuzione Cooperativa.

“Siamo pronti ad affrontare un rinnovo che abbia un progetto contrattuale, che dia stabilità alle imprese e all’occupazione” ha affermato Alessio Di Labio della Filcams Cgil “ma riteniamo necessario un cambio di passo da parte delle Cooperative, non siamo disposti ad affrontare un rinnovo che abbia l’unico obiettivo di ridurre salario e diritti“.

La Filcams CGIL ritiene che gli esiti delle vertenze occupazionali e dei rinnovi contrattuali di questi anni hanno già determinato sacrifici importanti per i lavoratori. Le imprese che vivono di vendite dovrebbero capire che è proprio la crisi dell’occupazione e della contrattazione che ha indebolito il potere d’acquisto dei consumatori e messo in ginocchio i bilanci delle cooperative.

Le giornate di sciopero coincidono con la mobilitazione della Grande Distribuzione Organizzata, perché, conclude Di Labio: “Il blocco della contrattazione nella grande distribuzione deve ricevere una risposta netta da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, in difesa dei loro diritti e del loro salario.”

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Filcams Nazionale

Contratto dipendenti Farmacie Private, trattativa in stallo

I sindacati chiedono un incontro al Ministro del Lavoro

Il contratto nazionale per i dipendenti di Farmacie Private è scaduto ormai da più di due anni, dal 31 gennaio 2013, le trattative con Federfarma per arrivare al rinnovo non hanno prodotto risultati, con froti ripercussioni economiche e organizzative per i lavoratori del settore.

Per questo motivo i segretari generali delle organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno richiesto l’intervento del Ministro del lavoro Poletti, invitando all’organizzazione di un confronto ormai improrogabile.

I dipendenti delle Farmacie private svolgono un servizio di pubblica utilità senza il giusto riconoscimento economico e normativo, visto ormai il passare del tempo e la svalutazione del potere d’acquisto.

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Il Gigante: Interrotte le trattative per il Contratto Integrativo

COMUNICATO 

Il giorno 18 settembre presso la sede di Confcommercio a Milano, si svolto un ulteriore incontro tra le Segreterie Filcams, Fisascat, Uiltucus Lombardia e Il Gigante, in relazione alla non facile situazione aziendale ed in merito alle richieste che l’Azienda stessa ha presentato al sindacato e al Coordinamento delle Delegate e Delegati nello scorso mese di Luglio, nell’ambito del rinnovo del contratto integrativo.

Purtroppo la trattativa si è interrotta rapidamente perché le posizioni tra le Parti sono risultate troppo distanti. La volontà dell’Azienda di ridurre in maniera drastica e generalizzata le attuali condizioni economiche e normative (ricordiamo, a titolo esemplificativo, la variabilizzazione del premio aziendale fisso, l’eliminazione dei tickets, il superamento dell’integrazione a carico azienda della malattia, l’abbattimento delle maggiorazioni per lavoro festivo effettuate nel mese di dicembre, una diversa regolamentazione delle pause, la previsione di una mobilità territoriale ed altro ancora) presenti nel contratto aziendale hanno di fatto reso impossibile il proseguimento del confronto.
La disponibilità dimostrata dalle OO.SS e dal Coordinamento delle Delegate e Delegati ad affrontare, nonostante le difficoltà, i temi presenti sul tavolo è stato vanificato dalla rigidità aziendale e dalla pretesa di voler indicare nella variabilizzazione di elementi fissi della retribuzione la condizione indispensabile per raggiungere il contenimento di costo prefissato.

Di fronte a tale atteggiamento di chiusura anche le proposte da noi formulate per cercare di individuare un percorso utile al confronto hanno perso di significato.

Non sappiamo adesso l’Azienda come intenderà procedere, ma riteniamo comunque grave ed inaccettabile quanto accaduto al tavolo lo scorso 18 settembre.

Per questi motivi le OO.SS Regionali di Categoria unitamente al Coordinamento delle Strutture Territoriali della Lombardia e alle Delegate e Delegati proclamano fin da subito lo

STATO DI AGITAZIONE IN TUTTE LE FILIALI IL GIGANTE PRESENTI SUL TERRITORIO LOMBARDO E SI RISERVANO DI DEFINIRE NELLE PROSSIME SETTIMANE LE INIZIATIVE DI CONTRASTO RITENUTE INDISPENSABILI, COMPRESO LO SCIOPERO.

A tale scopo metteremo in programma nei prossimi giorni, attraverso assemblee, una campagna d’informazione adeguata nei luoghi di lavoro, con l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare le lavoratrici ed i lavoratori anche in relazione alle sopra citate iniziative da intraprendere.

Le Segreterie Regionali Filcams-CGIL – Fisascat-CISL – Uiltucs-UIL

Turismo, ad Hammamet l’incontro mondiale

Turismo_tunisia_bigÈ iniziato oggi ad Hammamet in Tunisia il meeting board mondiale del turismo. La scelta della location non è certo stata casuale da parte di IUF. Dopo gli attentati terroristici dei mesi scorsi, il turismo in questo paese vive una pesantissima crisi della domanda soprattutto straniera che ha determinato pesanti conseguenze anche sul piano occupazionale.

Il meeting è stato aperto dal saluto del ministro tunisino del turismo Salma Rekik Elloumi che ha ribadito la ferma volontà del suo governo di non lasciare nulla di intentato per riportare il comparto (e il paese) alla normalità. I rappresentanti delle unions del paese nordafricano  hanno poi raccontato le molteplici difficoltà del periodo e chiesto la fattiva collaborazione  e la solidarietà di tutti gli affiliati. La discussione è poi proseguita affrontando le problematiche che il sindacato incontra  nelle negoziazioni internazionali con alcune importanti multinazionali come Accor, Melia e Sheraton.

La Filcams Nazionale  partecipa a questa tre giorni con una sua delegazione.

 

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Filcams Nazionale

Conferenza Organizzazione Cgil: Gabrielli, verso un cambiamento culturale

Durante la Conferenza di Organizzazione della Cgil, organizzata a Roma il 17 e 18 settembre, è intervenuta Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale Filcams Cgil.

Parole semplici, ma schiette con le quali ha voluto portare all’attenzione della platea, temi delicati ma che necessitano di un’attenzione non più rinviabile.

Il vento del cambiamento che ha attraversato la conferenza, trova favorevole la segretaria, con alcuni punti fondamentali da non tralasciare: “Per far avanzare un cambiamento, dovremmo lavorare su noi stessi, in questi anni abbiamo spesso strutturato una modalità di lavoro a compartimenti, ognuno provando a dare e costruire risposte  ai lavoratori dentro il perimetro delle proprie categorie, mentre i problemi che avanzavano assumevano già una dimensione più generale e trasversale.”

Secondo Maria Grazia Gabrielli c’è bisogno, “di un cambio culturale, di un diverso approccio, di uno spazio comune per affinare e riuscire a parlare gli stessi linguaggi, per ridurre le distanze tra di noi.”

Si poteva, per esempio, affrontare diversamente la questione degli appalti durante la raccolta delle firme di qualche mese fa: “Quella doveva essere una grande occasione per essere i protagonisti di una sfida  per l’inclusione, per la ricomposizione  del mondo del lavoro, per dire di quale modello di impresa il paese ha bisogno, per affrontare i problemi della illegalità diffusa che umilia il paese e le persone, che genera lavoro comprimendo diritti e tutele e lavoro povero.”
Perchéil sistema degli appalti ha assunto ormai una dimensione trasversale da cui nessun settore è esente.”

I cambiamenti passano attraverso una diversa lettura e partecipazione. L’attacco di questi anni alla pubblica amministrazione e alla scuola non possono essere un problema delle categorie di riferimento, perché la scuola pubblica è diritto all’istruzione, è l’investimento per le giovani generazioni e per il paese. Come la riforma della pubblica amministrazione porta con se non solo la condizione dei dipendenti pubblici senza contratto, ma il dramma di un arretramento e peggioramento dei servizi alle persone, a partire dalla sanità.”

“Anche discutere di politiche industriali, di dove si investe di quale sviluppo riteniamo necessario, non è problema delle sole categorie dell’industria. Perché il rivendicare investimenti, un piano di sviluppo per questo paese porta con se come fai gli investimenti,quali impatti hai negli altri settori compreso il turismo che a forza, abbiamo fatto entrare nelle nostre discussioni nelle tematiche dello sviluppo stesso. In un paese che detiene ottomila KM di costa, un patrimonio paesaggistico “precario anche esso” che copre il 10% del territorio, 51 siti UNESCO, il più grande patrimonio artistico e culturale dove lavorano giovani spesso laureati precari che escono anche dalle nostre Università. E’ una questione della sola FILCAMS?”

Importante per la segretaria del terziario è “confermare la centralità del territorio e delle Camere del Lavoro, perchè sono e resteranno nostri punti di forza. Perché nelle nostre sedi territoriali sanno bene che il lavoratore non è un twett, non è un  ologramma, ma una persona in carne ed ossa che ha bisogno di parlare, di avere risposte, di superare la solitudine del disagio quando non hai la casa, quando perdi il lavoro, quando ti vedi negata una condizione di lavoro regolare.”

Un’analisi critica, ma costruttiva delle dinamiche interne al sindacato, ma non mancano i riferimenti alla situazione del paese: “Ora soffia il vento dell’ottimismo della crescita, una narrazione romantica che continua a scontrarsi con una verità scomoda e preoccupante perché i problemi  – che minano la stabilità economica e sociale del paese – continuano a non essere aggrediti: la crescita della povertà, la disuguaglianza nella distribuzione delle ricchezze, l’evasione, la corruzione e le forme diverse di illegalità.  Sono ancora li, come è evidente:  il lavoro nero, il caporalato e lo sfruttamento delle persone e una percentuale di disoccupazione giovanile a due cifre.”

La Filcams ogni giorno affronta il dramma dei giovani e meno giovani con contratti Part Time involontari che condizionano le loro vite e le scelte di oggi, le lotte per mantenere anche un’ora di lavoro ad ogni cambio appalto di un salario sempre più ridimensionato come conseguenza spesso dei tagli della spending review e del massimo ribasso.

“Certo la nostra narrazione è meno accattivante e competitiva” ha affermato Gabrielli, “ma nel continuare a denunciare e proporre soluzioni in questa direzione abbiamo l’obiettivo di credere e declinare un paese che ricostruisce e non tradisce i principi di solidarietà, di eguaglianza, del diritto al lavoro, della qualità e dignità del lavoro, che non lascia davvero indietro nessuno.”

E per farlo, non possiamo lasciare indietro Il Nuovo Statuto dei Lavoratori: “Per i settori che rappresentiamo una vastissima area di lavoratori e lavoratrici non ha mai avuto l’applicazione dell’articolo 18, ciò nonostante, la manomissione totale dello Statuto dei lavoratori è l’attacco più profondo al lavoro che sia mai stato fatto. Un indicatore di civiltà di un paese che è stato destrutturato come, per altri versi, vengono attaccati altri indicatori di civiltà come la scuola pubblica e la pubblica amministrazione a partire dalla sanità.

E allora la questione del Nuovo Statuto delle lavoratrici e lavoratori diventa centrale. Non è solo la sua costruzione tecnico-giuridica,  ma è la necessità che viva ancora prima e che possa essere riconosciuto come progetto collettivo,  come messaggio di un percorso possibile,  che parli ai giovani e meno giovani ai lavoratori dipendenti, ai free lance  alle partite IVA.”

“Dobbiamo tornare fuori dalle nostre mura, credere ad una sfida possibile che parli all’esterno, che possa diventare collante di una nuova comunicazione e relazione con i giovani, con i lavoratori, con i precari e con il paese. E’ possibile oggi” conclude “segnare un punto di partenza di un percorso che può produrre dei risultati, mettendoci una buona dose di tenacia, se decidiamo di non avere timori e se riusciamo a farlo tutti insieme”.

ASCOLTA L’INTERVENTO INTEGRALE DI MARIA GRAZIA GABRIELLI

 

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Filcams CGIL Nazionale

Autogrill, verso l’approvazione del contratto integrativo aziendale

Si sta ultimando in queste ore, il conteggio dei risultati delle votazioni a scrutinio segreto delle lavoratrici e dei lavoratori Autogrill che nelle giornate del 14 e 15 settembre hanno espresso il proprio parere sull’ipotesi d’accordo per il rinnovo del contratto aziendale.

Più dell’80% dei dipendenti consultati del colosso della ristorazione, hanno votato favorevolmente al testo siglato all’inizio dello scorso luglio, dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.

In un forte contesto di crisi, le parti sono riuscite a definire una sintesi equilibrata che tenesse conto delle esigenze di recupero di competitività dell’impresa e nel contempo salvaguardasse il patrimonio di diritti e tutele ottenuto in anni di contrattazione, introducendo novità interessanti sul fronte del welfare e del sistema di retribuzione variabile legato agli andamenti aziendali e alla produttività.

“Un risultato oltre ogni più rosea aspettativa” afferma Cristian Sesena Segretario nazionale Filcams Cgil che ha seguito tutta la vertenza: “l’ampio consenso che si sta delineando su questo accordo riconosce l’importanza di un percorso condiviso che vuole rimettere al centro il lavoro e la partecipazione attiva degli addetti alla vita della loro impresa.
La palla ora passa ad Autogrill chiamata a dimostrare con atti concreti di meritare la fiducia che ancora una volta le maestranze le hanno dimostrato. Ci attendiamo politiche commerciali intelligenti finalizzate a riaffermare la storica leadership che questa multinazionale ha sempre esercitato nel mercato della ristorazione commerciale e in concessione e che la crisi aveva messo in forte discussione. Non solo: questa vertenza può e deve esercitare un’azione di stimolo anche per quanto riguarda il rinnovo del contratto nazionale fermo da quasi 3 anni. Anche su questo fronte Autogrill ha la possibilità di influire autorevolmente, promuovendo una decisiva accelerazione al negoziato”.

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Filcams CGIL Nazionale

a Milano:

Presenti 36 unità produttive e 1500 lavoratori:
hanno votato 993 lavoratori:

favorevoli: 93,5%
contrari: 5,6%
bianche: 0,9%
nulle: 0

I LAVORATORI DI AUTOGRILL A MILANO
APPROVANO (93,5%) IL NUOVO CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE

 

Distribuzione Cooperativa, se la trattativa non cambia, sarà sciopero

LOGONOWSi è svolto a Roma il 16 settembre 2015 la riunione delle delegazioni trattanti di Filcams Fisascat e Uiltucs per discutere lo stato della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale della distribuzione cooperativa.

A più di un anno e mezzo dalla scadenza del contratto e dalla presentazione della piattaforma unitaria il tavolo non ha ancora trovato un livello di confronto degno. Per tutto il tempo che è trascorso le uniche argomentazioni portate dai rappresentanti delle cooperative sono state volte ad attendere quello che sarebbe accaduto sul contratto di Confcommercio e all’evoluzione del tavolo con Federdistribuzione.

Solo nell’ultimo incontro di luglio si è entrati nel merito ma le Coop si sono limitate ad un lungo elenco di richieste che di fatto chiedono l’annullamento di tutte le condizioni di miglior favore rispetto al contratto del commercio. Un’impostazione del tavolo che svilisce il contratto di lavoro della cooperazione il quale rappresenta una parte importante e distintiva della distribuzione organizzata in Italia.

Filcams, Fisascat e Uiltucs ritengono il che il confronto al tavolo non possa ridursi a selezionare quali parte del contratto restituire per ridurre il costo del lavoro e visto quanto sta accadendo sul tavolo di Federdistribuzione ritengono inevitabile proclamareazioni di mobilitazione nella distribuzione cooperativa qualora nel prossimo incontro del 30 Settembre le cooperative non cambino impostazione.

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Filcams CGIL Nazionale

Cassazione, il lavoro festivo non può essere imposto

LOGONOWIl datore di lavoro non può costringere un dipendente a lavorare in una giornata festiva infrasettimanale. Ed è illegittima la sanzione disciplinare che punisce il suo rifiuto. Lo ha stabilito la Cassazione (sentenza n. 16592/2015) respingendo il ricorso dell’azienda, la Loro Piana di Romagnano Sesia (Vercelli), che aveva multato nel 2004 una lavoratrice per non essersi presentata al lavoro il giorno dell’Epifania.

“Una sentenza  importante che indirettamente conferma le tante contraddizioni della legge sulle liberalizzazioni delle aperture domenicali e festive, da noi più volte denunciate” ha affermato Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale della Filcams Cgil nazionale.

“Le lavoratrici e i lavoratori si trovano spesso obbligati a prestare servizio in giornate festive, anche senza il loro consenso. Questa, come altre sentenze portate avanti dalla Filcams a livello territoriale in questi anni, riconosce la non sussistenza dell’obbligo del lavoratore, e la tutela del lavoratore stesso da eventuali imposizioni coercitive, riconoscendo inoltre l’importanza del riposo settimanale e della conciliazione dei tempi di vita e lavoro.”

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Filcams CGIL Nazionale

@sciopero turismo – Milano Sabato 12 settembre

COMUNICATO STAMPA

Milano, 10 Settembre 2015

FLYER TURISMOA ormai due anni e mezzo dalla scadenza, non solo la stragrande maggioranza dei lavoratori del turismo è senza contratto, ma alcune associazioni datoriali si rifiutano di sedersi al tavolo di trattativa.

Gli addetti di un settore strategico per la nostra economia non ricevono un aumento da Aprile del 2013, nonostante i significativi segnali di ripresa dei flussi turistici.

È inaccettabile la totale assenza di responsabilità sociale verso i propri dipendenti da parte delle associazioni che hanno interrotto le trattative continuando a nascondersi dietro il pretesto della crisi per giustificare il proprio atteggiamento di totale chiusura al confronto. (Confindustria Alberghi e Federturismo; Confesercenti; Fiavet e Fipe Confcommercio)

IL TURISMO NON E’ IN CRISI.

Lo dimostrano gli ultimi dati della stagione estiva.

In un anno positivo e di consolidamento della crescita del fatturato (anche grazie ad Expo) è impensabile che siano le Lavoratrici e i Lavoratori ancora una volta a pagare di tasca propria vedendosi negare la possibilità di un adeguamento per le proprie retribuzioni ferme ormai da 30 mesi.

Per questo:

Filcams CGIL, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil nell’ambito delle iniziative decise a livello nazionale per il rinnovo del CCNL del turismo proclamano, in capo alle imprese che applicano i contratti del Turismo, sottoscritti da: Confindustria Alberghi e Federturismo; FIPE e FIAVET di Confcommercio; Confesercenti 8 ORE DI SCIOPERO SABATO 12 SETTEMBRE 2015 con ritrovo in LARGO CAIROLI (angolo via Dante – M1 Cairoli) ore 10:30 dove verrà organizzato un FLASH MOB per chiedere il rinnovo del Contratto Nazionale.

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Tesseramento: la Cgil risponde a Repubblica

nazCon una lettera al direttore del quotidiano romano il sindacato replica all’articolo di Matteo Pucciarelli che parla di una perdita di 700mila iscritti rispetto al 2014. “Dato totalmente falso, un grande quotidiano dovrebbe verificare meglio le fonti”

Semplicemente falso. La Cgil, con una lettera indirizzata al direttore de “la Repubblica”, replica così all’ariticolo pubblicato dal quotidiano romano, mercoledì 19 agosto, a firma di Matteo Pucciarelli, secondo il quale la stessa Cgil perderebbe oltre 700mila iscritti dalla fine del 2014 ad oggi.”A parte l’ovvia considerazione che non è confrontabile il dato dei primi sei mesi 2015 con quello di tutto il 2014 – scrive il sindacato – all’articolista è stato spiegato che il tabulato, di cui ‘la Repubblica’ è venuta in possesso, registra lo stato di avanzamento di un lavoro complesso quale è il tesseramento alla Cgil. La nostra Organizzazione, infatti, non si accontenta di ‘contare’ le tessere fatte, ma esige che ogni Struttura imputi in un unico programma informatico nazionale i nominativi di tutti gli iscritti con il relativo codice fiscale o con altri dati sufficienti a verificare che non vi siano doppioni che falserebbero il dato finale”.

Questi dati, spiega il sindacato di Corso d’Italia, saranno poi incrociati con il dato amministrativo del versamento delle quote tessera per un ulteriore controllo e verifica. “Il tabulato da cui attinge ‘la Repubblica’ – scrive ancora la Cgil – dice soltanto una cosa: al 30 giugno di quest’anno sono stati imputati a sistema e verificati dati degli iscritti pari all’87% del totale a fine 2014. Un dato che a noi dice semplicemente che questo lavoro procede e che abbiamo ancora sei mesi per completarlo, dato che il tesseramento alla Cgil si chiuderà, come ogni anno, al 31 dicembre”.

Una procedura che “serve a garantire trasparenza e correttezza nei dati del tesseramento alla Cgil, come è stato spiegato a Pucciarelli. ‘la Repubblica’, quindi, a nostro parere – prosegue la nota di Corso d’Italia – usa una nostra scelta di trasparenza per montare una campagna strumentale contro il Sindacato“.

La Cgil passa poi ai dati, quelli ufficiali. “C’è una differenza in negativo tra il numero di iscritti registrati al 30 giugno di quest’anno e quelli alla stessa data dello scorso anno – scrive il sindacato – si tratta di circa 110.000 unità, pari al 2,17%. Un dato che in parte si spiega con il ritardo di imputazione di alcune strutture e, in parte maggiore, con la difficile realtà determinata da sette anni di crisi con la quale ci stiamo misurando: gli effetti della crisi sull’occupazione con la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro (con un conseguente riflesso sul numero di iscritti al Sindacato), oltre al rallentamento della dinamica pensionistica”.

Secondo la Cgil, “un grande quotidiano come ‘la Repubblica’ dovrebbe verificare con maggiore accuratezza le fonti, non solo quando legge e interpreta (male) tabelle, ma quando riporta – come nell’articolo in questione – che vi sarebbe una differenza di un milione tra gli iscritti dichiarati dai Sindacati dei pensionati e quelli certificati dall’Inps.
È già stato da tempo chiarito, oltre che da noi anche da un comunicato ufficiale dell’Inps, che tale differenza è dovuta al fatto che l’Inps finora ha certificato solo i dati dei pensionati che percepiscono una pensione dal Fondo lavoratori (privati), mentre, come tutti sanno, una parte cospicua dei pensionati italiani percepisce la propria pensione da altri Istituti”.

La nota si conclude con “un’amara chiosa finale”. “Il grande giornalismo non scade mai nello scandalismo e nel sensazionalismo a buon mercato e privo di presupposti verificati – scrive ancora la Cgil – Siamo ovviamente disponibili, qualora lo riteneste, ad approfondimenti su come si fa trasparenza sul nostro tesseramento, su cosa significa avere ogni anno un turn over del 20% di iscritti e su come lo stesso tesseramento si è modificato per categorie, tipologie di lavoro e soggetti. Anche perché non comprendiamo da quali dati “la Repubblica” desuma un’emorragia di giovani e precari nel tesseramento alla Cgil”.

fonte

Rassegna.it

Lavoro: Cgil, online il sito ‘Adesso lo sai. Tutto quello che non ti hanno detto sul Jobs Act’

quad copyLa Cgil nazionale lancia oggi la pagina tematica www.adessolosai.it. “Il Jobs act – sostiene la confederazione – non ha ampliato ed esteso le tutele, come sostiene l’esecutivo, ma destrutturato il diritto del lavoro e messo in discussione i diritti dei lavoratori. Per questo abbiamo pensato a uno strumento semplice e accessibile a tutti che permettesse a chiunque di informarsi, con vari gradi di approfondimento, sul reale contenuto del provvedimento varato dal governo Renzi”.La prima uscita estiva del sito contiene una sintesi dei principali cambiamenti introdotti e la guida tematica di Wikilabour, scaricabile, sui decreti attuativi della legge 183/2015. Successivamente la pagina verrà implementata con una sezione dedicata agli accordi siglati dalla Cgil che contrastano queste norme e garantiscono i diritti preacquisiti dei lavoratori, con gli orientamenti e i commenti della Consulta giuridica della confederazione e con ulteriori materiali esplicativi rivolti ai delegati sindacali. Inoltre, a partire dal prossimo 24 agosto, la piattaforma diventerà interattiva grazie ad un quiz pensato per testare la propria conoscenza sul Jobs Act.L’obiettivo di questi nuovi contenuti è di informare lavoratori, delegati e cittadini sia sul contenuto dei provvedimenti sia sull’azione di contrasto operata dal sindacato e rivolta, per ora, a quelle norme più penalizzanti per i lavoratori già applicate, come l’articolo 7 relativo agli appalti, sia quello di dare vita a un sito accessibile a tutti e in grado di garantire diversi livelli di approfondimento in base alle singole esigenze degli utenti.

“Nonostante tutti i decreti non siano ancora stati approvati e di quelli approvati manchino ancora le circolari applicative – annuncia la Cgil – le iniziative di contrasto a quelle norme, attraverso la contrattazione, il contenzioso e la mobilitazione continueranno. Non solo per ricostruire tutele, ma per estenderle a chi non ne ha e adeguarle al lavoro che cambia. Per questo la Cgil rilancia la propria proposta di un nuovo Statuto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”.


Comunicato Stampa

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Distribuzione cooperativa, una lunga attesa

Dopo diversi mesi di attesa, il 23 luglio scorso, si è svolto l’incontro con le associazioni di rappresentanza delle imprese della distribuzione cooperativa per il rinnovo del Contratto Nazionale di settore.

La premessa e le richieste delle imprese cooperative, non convincono le Organizzazioni sindacali.

Oltre alla presentazione dello stato di difficoltà dei consumi, le imprese cooperative hanno infatti dichiarato la necessità di ridurre le differenze di costo dal contratto applicato dalla concorrenza;  l’avvio della trattativa deve quindi presupporre degli interventi sul capitolo delle cooperative minori, sulla retribuzione della malattia e sul sistema di classificazione, le riduzioni delle maggiorazioni e la conferma delle 40 ore settimanali per i neo assunti, equiparando alcuni istituti al Contratto Confcommercio.

Le organizzazioni sindacali, invece, hanno escluso che possa essere affrontato un rinnovo del contratto  della distribuzione cooperativa nell’ambito delle richieste presentate, che, oltre a non tenere in considerazione la piattaforma rivendicativa sindacale, eliminerebbe di fatto tutte le parti salariali distintive che le parti hanno contrattato negli anni.

I prossimi incontri saranno programmati a partire da settembre, ma le organizzazioni sindacali i riuniranno con la delegazione trattante per valutare il percorso da intraprendere.

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Filcams CGIL Nazionale

La libertà è la nostra Fortezza, la Filcams aderisce alla manifestazione

2verLa Filcams Cgil Nazionale aderisce alla manifestazione La libertà è la nostra Fortezza che si terrà a Firenze  davanti alla Fortezza da Basso in piazza Bambine e Bambini di Beslan il 28 luglio a partire dalle 21.00.

L’iniziativa promossa da Unite in Rete e che in queste ore sta raccogliendo molte adesioni da organizzazioni e associazioni del mondo civile tra cui ARCI Toscana, Coordinamento donne Cgil  Firenze e Toscana, Arcilesbica Firenze, vuole essere un segno concreto di solidarietà a “la ragazza della fortezza” e un atto di protesta contro l’assurda sentenza del tribunale di Firenze.
Il 31 luglio 2008 una ragazza veniva violentata da 6 aguzzini nei pressi della Fortezza da Basso. Qualche giorno fa la Corte di Appello di Firenze ha scagionato gli aggressori ritenendo la vicenda “incresciosa” ma “penalmente non censurabile”. La ragazza, sempre secondo quanto si legge nelle motivazioni della sentenza con la denuncia avrebbe inteso “rimuovere un suo discutibile momento di debolezza e fragilità”.
“Questa sentenza è allarmante e rappresenta una cartina tornasole del degrado civile in cui il  paese sta precipitando, un vortice di ignoranza, pregiudizio e violenza che ora trova legittimazione addirittura  in un tribunale” ha affermato Cristian Sesena segretario nazionale della Filcams Cgil e responsabile Pari Opportunità. “ Lo stupro viene equiparato ad una bravata giustificata e indotta  dalla condotta morale della vittima, dalle sue scelte affettive, dal suo modo di vestirsi e di essere, ritenuti moralmente opinabili.”
“Come Filcams  continueremo a batterci in difesa della autodeterminazione delle donne e della loro libertà di espressione, a partire dai posti di lavoro dove spesso ancora si consumano atti di discriminazione grandi e piccoli. Una società nemica delle donne è una società che è nemica  innanzitutto del proprio futuro. Noi assieme alle donne continuiamo a  voler costruire un futuro migliore per le donne e non solo.”

 

28 luglio 2015 – La libertà è la nostra Fortezza  ore 21 – Firenze

IKEA, riprese le trattative, ma la strada è ancora in salita

retroDopo lo sciopero nazionale dell’11 luglio scorso,  il 22 luglio le organizzazioni sindacali e la delegazione trattante si sono nuovamente sedute al tavolo di trattativa, alla ricerca di una strada condivisa per il recupero del contratto integrativo aziendale, che Ikea ha disdettato nel maggio scorso.
“E’ un momento molto delicato” afferma Giuliana Mesina, della segreteria Filcams CGIL ” i lavoratori sono delusi ma certo non disposti a subire passivamente la cancellazione del loro contratto, come ha dimostrato la riuscita dello sciopero, e le numerose iniziative sparse sul territorio nazionale.
Siamo tutti consapevoli della responsabilità che abbiamo e siamo molto concentrati nelle ricerca di soluzioni possibili, con l’obiettivo di salvaguardare diritti e salario di queste lavoratrici e lavoratori.
Purtroppo , dopo una lunga giornata di trattativa, non possiamo dire di avere già incassato qualche conquista ” prosegue la Filcams, ” l’azienda ha sicuramente fatto uno sforzo positivo, modificando alcune posizioni, ma registriamo ancora distanze eccessive”.

Il confronto proseguirà il 29 luglio prossimo, nell’ulteriore tentativo di sciogliere i nodi più complessi, legati al premio aziendale e alle maggiorazioni domenicali e festive.

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Filcams CGIL Nazionale

Ericsson: nessun accordo, l’azienda vuole licenziare

Nulla di fatto oggi presso il Ministero del Lavoro, dove era convocato un nuovo incontro (l’ultimo) per l’esame congiunto relativo alla procedura di licenziamento collettivo avviata da Ericsson.
Le organizzazioni sindacali hanno proposto fino alla fine misure alternative, che l’azienda non ha inteso minimamente prendere in considerazione, nonostante le rassicurazioni dei tecnici del Ministero sulla fattibilità di un’operazione non traumatica, che prevedesse l’uso congiunto di mobilità volontaria e ammortizzatori sociali.
Al termine della discussione, si è dovuto sottoscrivere un verbale di mancato accordo, dove l’azienda si impegna comunque ad attendere il 30 settembre per valutare il numero complessivo dei volontari e il Ministero assume l’impegno di riconvocare le parti per effettuare una verifica entro la prima decade di ottobre.
“Siamo ancora di fronte a una una impresa multinazionale che impone con arroganza i propri piani di taglio dell’occupazione senza porsi il problema di un dialogo costruttivo con le Parti Sociali” dichiara Giuliana Mesina, della Segreteria Filcams CGIL. ”I lavoratori, giustamente, hanno scioperato e hanno rigettato la proposta aziendale, che proponeva un accordo con libertà di licenziamento” prosegue la Filcams “ma la situazione più generale resta problematica, con l’assenza di politiche industriali e di una posizione del Governo che impedisca che il nostro Paese e i nostri lavoratori siano terreno di scorribande da parte delle multinazionali”.

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Filcams CGIL Nazionale

Federdistribuzione, trattativa difficile

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Si è svolto lo scorso 15 luglio, a Roma, il previsto incontro con Federdistribuzione. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil esprimono non condivisione in ordine ai contenuti presentati dall’Associazione datoriale e preoccupazione per il concreto esito della trattativa del Contratto Nazionale di Lavoro.

Le organizzazioni sindacali hanno preso atto di un’evoluzione nella posizione di Federdistribuzione rispetto alla parte salariale, in considerazione della quale si è passati dalla richiesta – esplicitata ancora qualche mese fa – di un Contratto Nazionale senza aumento di costi, alla possibilità – dichiarata nel corso dell’incontro – di prendere a riferimento il risultato economico indicato dalle Organizzazioni Sindacali e raggiunto con il rinnovo del Contratto Terziario, Distribuzione e Servizi siglato con Confcommercio.
Tale disponibilità è però subordinata all’introduzione di altri parametri tra cui una dilazione dei termini di decorrenza e di durata del Contratto nel periodo 2016/2018, senza conseguentemente alcuna copertura per gli anni precedenti, e, in aggiunta, di alcune misure volte ad un contenimento dei costi da ricercare attraverso interventi su flessibilità e produttività.

A completamento di questo schema contrattuale, sono stati introdotti altri possibili temi utili per il sostegno al settore, come iniziative nell’ambito del welfare, misure a tutela dell’occupazione e copertura di ammortizzatori per le crisi aziendali.
Nel precisare la posizione sindacale, i sindacati hanno indicato come punto fermo la propria contrarietà ad un risultato che, nei fatti, prevede un importo salariale inferiore a 85 euro attraverso una diversa decorrenza e durata del Contratto stesso e con interventi su flessibilità e produttività legati agli orari di lavoro, ai permessi retribuiti e al superamento degli automatismi contrattuali.

Le condizione indicate da Federdistribuzione, per Filcams, Fisascat e Uiltucs, equivalgono complessivamente ad una scarsa volontà di raggiungere a breve un accordo per il rinnovo il contratto e rischiano di rendere difficile la prosecuzione della trattativa.

“Abbiamo ribadito unitariamente la nostra disponibilità a costruire un contratto specifico Federdistribuzione” affermano i sindacati di categoria, “ma che non può compromettere la struttura dei costi, a partire dal risultato di 85 euro, dalla massa salariale complessiva e con la previsione di un ulteriore allungamento della decorrenza e della durata.

Nei primi giorni di settembre è in programma un incontro sindacale al fine di definire il percorso e le iniziativa a sostegno del Contratto Nazionale di Lavoro.

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Filcams CGIL Nazionale

Chiude Mc Donald’s San Babila

Chiude Mc Donald’s San Babila

mcchiudeOggi improvvisamente Mc Donald Company ha deciso di chiudere definitivamente il ristorante di piazza San Babila.

Il ristorante aperto dal 1984 come Burghy poi passato a Mc Donald’s é il primo fastfood aperto a Milano.

I circa 50 lavoratori sono stati avvertiti a fine turno, erano circa le 14.30 quando due supervisori dell’ Azienda hanno comunicato la chiusura del Ristorante.

Infatti, l’azienda (diversamente da quanto fatto in passato in  caso di chiusure), non ha avvertito né i Lavoratori né  le Rappresentanze Sindacali.

E’ stato impedito ai Delegati Sindacali di entrate nel locale e tranquillizzare i Lavoratori ai quali nel frattempo, presi singolarmente veniva consegnata la lettera di trasferimento.

Come Filcams, dopo aver dichiarato sciopero immediato abbiamo tentato di contattare l’Azienda, (senza ottenere risposta), quindi è stata formalizzata allo stesso tempo una richiesta d’incontro a garanzia che i dipendenti vengano tutti ricollocati.

Milano, 19 Luglio 2015

Oggi x Domani, la Filcams con i lavoratori delle costruzioni

banner_OggiXdomani_bigLa Filcams  esprime la propria solidarietà ai lavoratori delle costruzioni, che manifestano sabato 18 luglio a Roma – Oggi x Domani – per chiedere migliori condizioni di lavoro, maggiore sicurezza, meno precariato e lavoro nero, e per ridurre l’età pensionabile di chi svolge mansioni usuranti o gravose.

“Siamo al fianco degli edili nella loro battaglia per rivendicare il diritto ad un futuro migliore per tutti i lavoratori sottoposti a attività gravose, e per questo usuranti – dichiara Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale Filcams Cgil . “Con l’età aumenta anche il rischio di infortunio, come purtroppo testimoniano le statistiche, e per questo siamo in assoluta sintonia nel chiedere l’abbassamento dell’età pensionabile per queste categorie di lavoratori”.

In piazza Santi Apostoli, sabato 18 luglio, ci saranno i segretari generali dei sindacati di categoria Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl. Con loro anche i segretari generali confederali Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo.

“E’ una questione – dice ancora Gabrielli – che ci vede tutti impegnati, al di là delle sigle sindacali, per centrare l’obiettivo di giustizia ed equità sociale. Rilanciare gli investimenti è obiettivo comune per rimettere in moto l’economia nazionale e riguarda l’edilizia come molti altri settori produttivi ed è necessario farlo, senza trascurare ovviamente il diritto ad un luogo di lavoro sicuro, con retribuzioni adeguate a impegno e professionalità, eliminando la piaga del lavoro nero e del precariato. Vorremmo iniziare a tracciare già oggi la strada verso una pensione sicura, un futuro migliore”.

18 luglio 2015, ore 10.00 Oggi x Domani – Manifestazione nazionale dei lavoratori delle costruzioni

#roma18luglio  #oggiXdomani

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Filcams CGIL Nazionale

Sciopero Ikea, adesione massiccia allo sciopero in tutta Italia

ikeascioperoNegozi in difficoltà e lavoratori tutti fuori. Sciopero Ikea, tante le iniziative fantasiose: musica letture pubbliche, funerali al Contratto Integrativo Aziendale, anche cortei interni e cocomerate.
L’azienda ascolti le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori.

Le foto

L’11 luglio 2015 sarà ricordato come il giorno in cui, per la prima volta in Italia, le lavoratrici ed i lavoratori di Ikea hanno scioperato, aderendo massicciamente alle iniziative e i presidi organizzati davanti a tutti i punti vendita.

Alta adesione ovunque allo sciopero Ikea , volantinaggi , cortei e comizi e iniziative, per condividere le ragioni della protesta e sollecitare la solidarietà dei clienti.

La giornata si preannunciava calda, e i sindacati hanno organizzato, oltre alle classiche forme di mobilitazione, iniziative fantasiose che hanno trasformato i presidi dei lavoratori in piccole feste, con intrattenimento per i bambini, musica e tanti sorrisi: molti clienti si sono lasciati coinvolgere e hanno solidarizzato con i lavoratori in sciopero, preferendo sostenere la loro lotta e rimandando a un’altra occasione la visita dentro lo store.

La nuova dirigenza Ikea, negli ultimi mesi, ha modificato l’atteggiamento verso i propri dipendenti e le organizzazioni sindacali, con la disdetta del contratto integrativo e la richiesta di diminuire o eliminare alcune voci retributive che determinano significativamente il salario dei 6mila dipendenti, per il 70% con contratti part time.

Al termine dell’incontro del 3 luglio scorso, durante il quale si sono registrate distanze ancora troppo ampie fra le parti, le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, hanno proclamato lo sciopero di 8 ore, per contrastare il tentativo di Ikea di finanziare il proprio sviluppo mediante il taglio dei costi di staff.

“Siamo molto soddisfatti della riuscita dello sciopero” afferma Giuliana Mesina segretaria nazionale della Filcams Cgil, “una risposta importante da parte dei lavoratori, un segnale forte e compatto nei confronti della dirigenza Ikea. Difficile per l’azienda non tener conto di questo collettivo di persone, così unito e solidale nel rivendicare i propri diritti. Auspichiamo adesso la ripresa di un tavolo di confronto equilibrato, che, tenendo conto del contesto, possa trovare soluzioni condivise, senza dover tagliare i salari dei dipendenti, già ai limiti della sostenibilità”.

 

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Filcams CGIL Nazionale

Jobs Act: Cgil, nessuna crescita stabile di nuova occupazione

“Il numero di contratti a tempo indeterminato diminuisce a fronte di un costante aumento di quelli a termine, e non si registra una crescita stabile di nuova occupazione: è questo il prodotto del Jobs Act”. Così Serena Sorrentino, segretario confederale della Cgil, commenta i dati diffusi dal ministero del Lavoro sulle comunicazioni obbligatorie, riferiti al mese di maggio.La dirigente sindacale afferma che “siamo in presenza di una flessione del numero assoluto dei contratti a tempo indeterminato tra maggio e aprile di quest’anno: il saldo tra attivazioni e cessazioni a maggio ha toccato appena quota 271, mentre nel mese precedente raggiungeva quota 50 mila”.

“Il dato che ci allarma di più – continua – è quello riguardante i contratti a tempo determinato, che dimostra la continua e costante crescita dell’incidenza di questi ultimi nel nostro mercato del lavoro”. Sorrentino spiega infatti che “il saldo tra attivazioni e cessazioni in questo caso arriva a 184.812 e tali contratti raggiungono il 68,8% del totale delle attivazioni”.

“A confermare la mancanza di una crescita stabile di nuova occupazione – prosegue – è il numero delle trasformazioni: non aumentano in maniera significativa i nuovi contratti di lavoro, semplicemente una parte di quelli precari già in essere viene trasformata, la platea non varia sensibilmente”.

“Ormai il Jobs Act è in vigore da quattro mesi – tira le somme Sorrentino – e tra riordino dei contratti ed esonero contributivo della legge di stabilità ci si aspettava un boom che non si è verificato, e della riduzione della precarietà tanto annunciata non si vede neanche l’ombra”.

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CGIL Nazionale

Accordo Auchan: stop ai licenziamenti, si ricorre alla mobilità volontaria

Presso il Ministero del Lavoro, è stata sottoscritta, tra Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, UILTuCS ed Auchan, un’importante intesa a conclusione di un difficile negoziato, durato diverse settimane: l’accordo individua soluzioni non traumatiche rispetto ai 1345 esuberi dichiarati dall’azienda e mette in sicurezza di fronte ai paventati licenziamenti.

Questa soluzione non era scontata” – sostiene Fabrizio Russo, segretario nazionale della Filcams – “Auchan aveva avviato una procedura di licenziamento collettivo lo scorso mese di aprile, ma da mesi fronteggiavamo una situazione complessa e di portata più generale, che scaturiva dallo stato di grave crisi in cui versa la società”.
La sottoscrizione dell’accordo comporta una forte assunzione di responsabilità da parte del Sindacato, volta innanzitutto a salvaguardare l’occupazione” – continua Russo – “rispetto ad un piano di riassetto ed un nuovo modello organizzativo prospettati da Auchan, le cui priorità sono rappresentate da un contenimento dei costi e dal superamento della situazione di estrema difficoltà che coinvolge l’azienda”.
Il verbale siglato il 6 luglio al Ministero si propone di salvaguardare l’occupazione, anche attraverso confronti a livello territoriale, ove si potranno stabilire ulteriori misure di carattere conservativo.
Un primo passo verso un’auspicata ripresa delle relazioni tra Sindacato ed Auchan, dopo la rottura causata dalla disdetta della Contrattazione Integrativa e l’avvio della procedura di licenziamento collettivo da parte dell’azienda, che avevano motivato le iniziative di mobilitazione sostenute dalle Organizzazioni Sindacali nel corso della vertenza.
“Si delineano, già nelle prossime settimane, due versanti di confronto con l’azienda, entrambi difficili ed impegnativi” – conclude Russo – “il primo, a livello territoriale, di gestione degli accordi sottoscritti, il secondo finalizzato al recupero della contrattazione integrativa”.
La Filcams è pronta a proseguire il confronto e a confermare la propria assunzione di responsabilità: sarà un percorso indispensabile anche per verificare costantemente gli impegni presi.

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Filcams CGIL nazionale

EXPO 2015 @Esito incontro Coop Culture – Biglietterie

Si è tenuto lo scorso 26 giugno l’incontro con CoopCulture, l’azienda che si è aggiudicata i servizi di biglietteria e accoglienza ai quattro varchi di EXPO.

L’incontro richiesto dalla Filcams Cgil verteva su andamento occupazionale e organizzazione del lavoro, in un contesto dove la maggior parte dei lavoratori sono stati inquadrati al III° livello del CCNL Multiservizi.

Ad oggi l’azienda ha assunto 142 lavoratori suddivisi nei 4 varchi, in prevalenza Part Time.

I contratti sono stati stipulati a copertura dell’evento Expo, maggio-ottobre 2015.

CoopCulture ha accolto le nostre richieste di:

  • prorogare i contratti con durata inferiore all’evento, da 2 a 6 mesi fino al 31 ottobre 2015;
  • avere contratti di lavoro non inferiori a 14 ore settimanali come prevede il CCNL;
  • attivare il consolidamento delle ore supplementari aumentando di fatto l’orario settimanale ovvero la percentuale di Part-Time;
  • prevedere il pagamento della quattordicesima entro venerdì 3 luglio p.v;

Inoltre abbiamo chiesto di:

  • avere un rimborso inerente la formazione pre-assunzione svolta da Cesvip;
  • la possibilità di attivare convenzioni con le strutture di ristorazione presenti sul sito;
  • percorsi di ricollocazione per i lavoratori al termine dell’evento;
  • costruire un premio da erogarsi al termine dell’evento;

Su quest’ultimi temi, l’azienda si è riservata di darci un riscontro nei prossimi giorni.

Incontreremo nuovamente la cooperativa nei prossimi mesi, così da poter effettuare una verifica complessiva su quanto richiesto, anche alla luce dei dati economici dell’azienda rispetto all’andamento di Expo.

 Milano, 7 luglio 2015

Ikea: fumata nera, è di nuovo sciopero

retroPer la prima volta nella storia italiana di IKEA si è giunti alla programmazione di una giornata nazionale di sciopero, il prossimo 11 luglio.
Dopo la disdetta unilaterale di tutta la contrattazione integrativa vi era stata una immediata e durissima reazione dei sindacati e dei lavoratori, sfociata nelle prime 8 ore di sciopero territoriale, effettuate pressoché all’unisono.
Dopo l’eccezionale mobilitazione di giugno non era venuta meno la disponibilità di sindacati e lavoratori a proseguire la trattativa: ciò aveva fatto sperare in un atteggiamento meno rigido da parte della multinazionale svedese.
In queste settimane si sono svolti alcuni incontri, finalizzati ad approfondire le reciproche posizioni su alcune richieste aziendali di riduzione del costo dello staff. Il 3 luglio, durante l’incontro previsto a Bologna, e’ arrivata la decisione di proclamare lo sciopero, dopo aver registrato il permanere di posizioni ancora troppo distanti.
“L’azienda insiste con pervicacia a voler mettere mano alle buste paga dei lavoratori, trasformando un elemento fisso del salario in elemento legato a indicatori variabili” afferma Giuliana Mesina, della segreteria nazionale Filcams CGIL.
“Se questo non bastasse, ancora una volta ci hanno proposto di penalizzare i lavoratori, riducendo sensibilmente la percentuale di maggiorazione per il lavoro domenicale e festivo, affermando addirittura di essere ispirati a criteri di equità, valore che fatichiamo davvero a scorgere, se perseguito con tagli lineari a danno soprattutto dei lavoratori più fragili” prosegue la Filcams.
Ikea , colosso mondiale del mobile e accessorio low cost, sembra non accontentarsi più dei profitti da favola garantiti dalla propria formula di holding, franchising e e fondazioni varie, ma vuole che a finanziare il proprio sviluppo siano i sacrifici dei suoi stessi dipendenti.

Intanto però le lavoratrici e i lavoratori, non più convinti che IKEA sia il migliore dei mondi possibili, scendono nuovamente in sciopero a dimostrare che qualcosa non torna.

 

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Filcams CGIL Nazionale

Terziario, l’arduo percorso per i rinnovi contrattuali

Dopo 18 mesi dalla scadenza del Contratto Nazionale del Terziario e 3 mesi dall’ipotesi di rinnovo del Contratto Nazionale sottoscritta con Confcommercio, il settore Terziario vede ancora la trattativa aperta rispettivamente con Confesercenti, Federdistribuzione e la Cooperazione di Consumo.
“Dopo mesi di trattative riteniamo più che matura la condizione perché le diverse Associazioni Datoriali facciano comprendere la volontà reale di concludere positivamente il negoziato, consegnando un rinnovo del Contratto ai tanti lavoratori ancora in attesa” affermano i segretari generali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil .
“Ad oggi, invece, dobbiamo registrare che le Associazioni tendono a dilazionare ancora i tempi per effettuare gli incontri necessari a definire un punto di svolta nelle trattative.”
Pur in un contesto difficile sono stati conclusi dei rinnovi contrattuali che hanno determinato per i lavoratori erogazione di aumenti salariali.
Questi stessi diritti e condizioni, vengono di fatto negati ad una ampia platea di lavoratrici e lavoratori del commercio con ripercussioni anche sulla concorrenza tra le imprese.

Il settore rischia in questo modo di vivere un’ulteriore fase di deregolamentazione che Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil  hanno voluto evitare, sin dall’inizio della trattativa, presentando a tutte le Associazioni datoriali una piattaforma unica e unitaria per mantenere nel commercio un carattere di omogeneità finalizzato a non danneggiare lavoratori ed imprese.

Alla luce di questa condizione e per rispondere al percorso costruito con le lavoratrici ed i lavoratori, Filcams, Fisascat e Uiltucs, considerano comunque i prossimi appuntamenti del mese di luglio decisivi, per comprendere la reale volontà delle Associazioni datoriali di giungere ad un rinnovo del contratto ed a sostegno di tale obiettivo metteranno in atto le misure di pressione conseguenti.

I prossimi incontri si svolgeranno il 15 Luglio 2015 con Federdistribuzione e il 23 Luglio con la Cooperazione di Consumo.

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Filcams CGIL Nazionale

It’s Human Pride!

La Filcams CGIL di Milano esprime la più convinta partecipazione ad un momento di rivendicazione dei diritti civili che ancora non hanno piena cittadinanza in questo Paese.

Siamo convinti che la maggioranza del Paese abbia capito e ben compreso la necessità di legiferare in tema di parità e diritti, così come da tempo è stato fatto in molti Paesi dell’Unione Europea.

Oggi sentiamo l’esigenza di politiche che diano una risposta effettiva alle aspettative di migliaia di Lavoratrici e Lavoratori che vivono ancora con disagio la libera espressione della propria identità sul posto di lavoro.

La partecipazione e’ ancora piu’ importante in una fase di crisi economica e sociale come quella attuale, in cui assistiamo quotidianemtente alla disgregazione del tessuto sociale e dove rischiano di moltiplicarsi fenomeni di intolleranza, discriminazione, odio e segregazione.

La settimana del Pride si concluderà con la tradizionale parata “It’s Human Pride!” di sabato 27 giugno dalle15.00 da Piazzale Duca D’Aosta. 

La Filcams di Milano sarà presente al corteo dietro lo striscione della Camera del Lavoro di Milano.

Siete tutti invitati a partecipare.

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Mercatone Uno, raggiunto l’accordo per la stabilizzazione degli associati in partecipazione

merc1Lo scorso 17 giugno si è tenuto l’incontro con i responsabili del personale di Mercatone Uno in Amministrazione Straordinaria, per la definizione dell’accordo di stabilizzazione dei lavoratori associati in partecipazione, circa 320, su un totale di oltre 3mila dipendenti.

Le organizzazioni sindacali unitariamente chiedevano ormai da anni di sanare una situazione che, in alcuni casi, i giudici e/o l’ispettorato del lavoro, avevano dichiarato irregolare.  Ai commissari nominati dal Mise è stata riproposta la stessa richiesta, ed è stata accolta.

Per gli associati in partecipazione in forza al 7 aprile, è prevista la stabilizzazione ad almeno 20 ore settimanali. Pur utilizzando gli strumenti previsti dal Jobs act soprattutto in termini di agevolazioni, verrà applicato l’art. 18. L’accordo è stato condiviso con Nidil Cgil.
“L’accordo di stabilizzazione in questi termini rappresenta un importante risultato politico” afferma Sabina Bigazzi della Filcams Cgil Nazionale, viste anche le criticità invece, verificatesi in altre simili situazioni. Inoltre consentirà, anche a loro, l’accesso agli ammortizzatori sociali”. Nei giorni scorsi, infatti, è stata sospesa l’attività in 28 punti vendita, ed agli associati lì presenti è pervenuta la lettera di recesso (sono circa 87). L’accordo consentirà anche per loro il reinserimento a tempo indeterminato, e successivamente l’accesso alla Cassa Integrazione Straordinaria.
Una conquista importante, per una vertenza, quella di Mercatone Uno, che sta tenendo con il fiato sospeso le tante lavoratrici e i lavoratori.
In attesa di una convocazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, per l’illustrazione del piano industriale, proseguiranno gli incontri con i commissari per valutare la situazione attuale e le prospettive, anche alla presenza delle rappresentanze dei lavoratori.

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Filcams CGIL Nazionale

				

Jobs act: al via campagna itinerante Cgil ‘no accordo no controllo’

“Il governo ha scelto da che parte stare: non serve più l’accordo sindacale per controllare i lavoratori e si cancellano i limiti previsti dalla legge 300. Il Grande Fratello è niente in confronto a quanto previsto da questo provvedimento”. Questa la denuncia contro il decreto Semplificazioni rilanciata questa mattina dalla Cgil con due flash mob nelle città di Roma e Bari.

Le due iniziative danno il via alla campagna itinerante promossa dalla Cgil Nazionale contro le modifiche all’articolo 4 dello Statuto dei diritti dei Lavoratori sul controllo a distanza previste dal decreto attuativo del Jobs Act. Nei prossimi giorni, con lo slogan ‘No accordo no controllo’, si terranno mobilitazioni in molte piazze d’Italia per sensibilizzare l’opinione pubblica e fare pressione sul Parlamento per ripristinare regole di rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori.

Per la Cgil si pone “un problema di dignità e di equilibrio nei confronti dello strapotere aziendale, di maggiori possibilità di ricatto nei confronti delle persone che lavorano, sole e non più tutelate dall’Articolo 4 dello Statuto”. Ma per il sindacato di Corso d’Italia non solo si colpiscono ancora una volta i lavoratori, ma lo si fa senza alcun beneficio economico sull’altro piatto della bilancia: “questo decreto non aumenta la competitività delle imprese, non aumenta la produttività del lavoro, non facilita gli investimenti, nazionali o esteri, permette però ad alcune imprese di fare la faccia feroce”.

Volantino

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CGIL Nazionale

Rinnovo Contratto Turismo, fumata nera

receptionist_smallSi è tenuta il 15 giugno scorso la “no stop” per il rinnovo del Contratto Collettivo nazionale dell’Industria Turistica con le parti datoriali Aica, Federturismo, (Contratto Turismo). I lavori si sono protratti fino alle prime ore della mattinata successiva senza produrre però uno sblocco di questo difficile negoziato aperto ormai da 32 mesi, (il contratto è scaduto il 30 aprile 2013).

Sono circa 25mila i lavoratori interessati, e importanti aziende quali Starwood, Nh Hotel, Aplitour, Ata Hotel, Una Hotel e Carlson Wagon Lit.

“Purtroppo permangono forti distanze su tutta la partita salariale e sul mercato del lavoro” afferma Cristian Sesena segretario nazionale Filcams Cgil Nazionale. “Auspichiamo che i giorni che ci separano dal prossimo incontro previsto per il 3 luglio, siano utili alla controparte per ipotizzare ulteriori soluzioni che ci traghettino ad un esito soddisfacente di questa vertenza”

“Il turismo, ha bisogno di puntare su relazioni sindacali moderne e efficienti” prosegue il segretario. “Il rinnovo del contratto turismo, atteso da ormai quasi tre anni dai lavoratori, potrebbe, tra le altre cose, rappresentare un concreto messaggio a Governo e istituzioni: il settore, finora solo a parole strategico per l’economia del paese, necessita di politiche serie di investimento e della valorizzazione del ruolo delle parti sociali. Quale miglior punto di partenza che il rinnovo di questo importante contratto nazionale”.

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Filcams CGIL Nazionale

16 giugno, Giornata Internazionale del Lavoro Domestico

Il 16 giugno di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale del Lavoro Domestico, nel giorno in cui, nel 2011, fu approvata la Convezione ILO n.189 sul Lavoro Domestico Dignitoso, strumento fondamentale di emancipazione per milioni di lavoratrici e lavoratori in tutto il mondo.

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La Filcams c’era nel 2011, a Ginevra, e c’era nel 1974, quando in Italia fu firmato il primo Contratto Collettivo di lavoro in questo settore.  Da allora infatti il percorso verso la conquista di diritti fondamentali e di maggiori tutele per queste lavoratrici non si è mai fermato.

Oggi, con più di due milioni di persone che lavorano in questo settore, con quasi la metà dei rapporti di lavoro ancora irregolari, con la domanda di questi servizi che cresce continuamente e con il quasi totale disinteresse di chi governa a intervenire per combattere il far west in cui si trovano lavoratori e famiglie, la Filcams prosegue nel suo lavoro di rappresentanza e tutela, ma anche e soprattutto di promozione professionale e sociale di questo settore.
Il lavoro domestico è un lavoro prezioso, la cui dignità non sempre è giustamente riconosciuta.

E’ un lavoro che interviene dove il welfare pubblico latita, è un lavoro che consente alla nostra società di funzionare, alle persone di conciliare tempi di vita e di lavoro, alle famiglie di affrontare i problemi quotidiani legati agli oneri di cura.

Per questo la Filcams continua a lottare insieme a queste lavoratrici e a questi lavoratori per il riconoscimento della loro professionalità e dei loro diritti, troppo spesso ancora disattesi: in occasione della Giornata Internazionale del Lavoro Domestico viene diffuso un video, all’interno della campagna più generale della categoria, #SiamoDoveSei, che vuole dare volto a queste lavoratrici e a questi lavoratori, per costruire insieme a loro percorsi di rivendicazione che partano dall’esigenza più urgente che essi stessi manifestano con forza:  il Rispetto.

La Filcams, per la dignità del lavoro domestico:  #SiamoDoveSei

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Filcams CGIL Nazionale

Ericsson, la mobilitazione prosegue

Proseguono le proteste delle lavoratrici e dei lavoratori della Ericsson, contro la decisione aziendale di aprire una procedura di licenziamento collettivo che include 60 dipendenti nel comparto terziario, su Milano, Roma e Venezia e 150 nel settore telecomunicazioni, su un totale di alcune migliaia di lavoratori.

Dopo un primo sciopero di 8 ore, che ha coinvolto i lavoratori del terziario (Ericsson Solutions e Service),  oggi 8 giugno, sono tornati a manifestare i lavoratori di Ericsson TLC, con una intera giornata di astensione dal lavoro.

Le Rsa e le RSU Filcams Cgil, anch’esse impegnate nella vertenza per la difesa dell’occupazione, oggi  in segno di solidarietà hanno indetto due ore di sciopero a Roma e 4 ore a Milano: un segno tangibile di unità dell’intero gruppo, insieme nei presidi di protesta.

Per il comparto del terziario la trattativa riprenderà il prossimo 11 giugno, con un mandato chiaro a individuare soluzioni a salvaguardia dell’occupazione.

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Filcams CGIL Nazionale

Ikea, Lavoratori in sciopero in molte città

Grande partecipazione oggi allo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori IKEA, indetto dalle organizzazioni sindacali del commercio Filcams Cgil Fisascat Cisl  e UILTuCS Uil, a seguito della disdetta unilaterale della contrattazione integrativa effettuata dall’Azienda.
Delle 16 ore di sciopero proclamate lo scorso 29 maggio, le prime otto erano nella disponibilità dei singoli punti vendita, che si sono però fortemente coordinati al punto di aver scioperato quasi tutti in contemporanea : un fortissimo segnale di UNITA’ fra i lavoratori, che certo non può essere sottovalutato dall’Azienda.
“Oggi abbiamo visto la prova generale dello sciopero nazionale, del quale non è stata ancora decisa la data ma che potrebbe essere indetto già la prossima settimana ” dichiara Giuliana Mesina della segreteria nazionale Filcams “il 12 giugno abbiamo l’incontro con l’Azienda, già fissato da tempo, dove saremo decisi a proseguire nella trattativa, ma senza che ci vengano imposti ricatti come quello che l’azienda ha provato a fare con la disdetta”.

Alta l’adesione in molte città: più del 95% a Firenze, 90% a Napoli cosi come a Carugate, più dell’80% a Corsico e oltre il 60% a San Giuliano. Adesione oltre il 70% a Brescia e Roma, a Bologna più del 95%, – solo i manager all’interno del negozio, disagi a Salerno, mentre a Genova costretto alla chiusura il punto vendita.

I lavoratori hanno incrociato le braccia e hanno distribuito volantini alla clientela, spiegando le loro motivazioni. Il taglio delle maggiorazioni per il lavoro domenicale è uno dei temi più sentiti dai “co-workers” (come li chiama IKEA) : un part time, e in questa azienda sono il 70% dell’intero organico, rischia di perdere fino a 1500 euro all’anno.

“Non è giusto che un’azienda che domina incontrastata il mercato come IKEA  faccia pagare a noi la crisi, più di quanto non si sia già pagato” dice una lavoratrice part time “abbiamo contribuito con il nostro lavoro al grande successo di questa multinazionale in Italia, e non vogliamo veder crollare 25 anni di contrattazione in un attimo. Lotteremo per difendere i nostri diritti”.

Comincia a incrinarsi la patina di sensibilità sociale tutta svedese che per IKEA è sempre stata una forte leva di marketing: la mission della multinazionale è da sempre quella di “creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza delle persone” , ma oggi sembra che i suoi dipendenti non siano inclusi nel novero.

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Filcams CGIL Nazionale

Auchan, i sindacati del Commercio protestano a Danzica

berrI sindacati del commercio di tutta Europa, riuniti per la Conferenza Europea del Commercio che si tiene a Danzica in questi giorni, hanno deciso di attuare un’azione dimostrativa  di fronte all’ipermercato Auchan di quella città.

Non è usuale vedere le bandiere della Filcams-CGIL accanto a quelle di Solidarnosc, e quelle di Commisiones Obreras spagnole accanto a quelle degli svedesi di Handels: per tutti, il colosso francese Auchan è un modello negativo di multinazionale, refrattario al dialogo con i sindacati e certo non un esempio di responsabilità sociale.

“In Italia lo si conosce ormai bene lo stile Auchan”, dichiara Fabrizio Russo, segretario nazionale Filcams, che proprio in questi giorni sta gestendo un difficilissimo negoziato con l’azienda, dopo la dichiarazione di 1426 licenziamenti, “in un momento di oggettiva difficoltà, invece di cercare soluzioni condivise che eviterebbero un impatto sociale devastante, si preferisce scegliere una via bassa fatta di tagli e licenziamenti”.

E’ un problema ormai diffuso in Europa: il retail occupa milioni di lavoratrici e lavoratori, spesso con salari ridottissimi, part-time, precari, a bassa professionalità; un esercito di nuovi poveri che incontra moltissime difficoltà nella rivendicazione di migliori condizioni di vita e di lavoro.

“Un modello distributivo che non innova” prosegue Russo, “che ha scelto di competere attraverso il taglio dell’occupazione e dei salari e non attraverso l’innovazione”.

Per questo la Filcams è presente oggi, con tutte le altre sigle sindacali europee, a dare un segnale forte ad Auchan, all’opinione pubblica a alla politica. E’ il modello Auchan quello che l’Europa sociale, solidale ed equa  vuole?

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Filcams CGIL Nazionale

Assemblea @Studi Professionali – Ipotesi di firma Contratto Nazionale

STUDIPROF

Sciopero improvviso – Autogrill

auto

 

 

Ripristinato il Diritto al Contratto Nazionale di Lavoro in Expo


L’intesa raggiunta ieri tra le Organizzazioni Sindacali di categoria nazionali e territoriali, che prevede l’applicazione dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali confederali, risolve il contenzioso aperto sui trattamenti economici e normativi per i lavoratori e le lavoratrici impegnati in EXPO, con contratti di somministrazione.

In particolare l’intesa prevede:

  • l’applicazione integrale dei CCNL sottoscritti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;
  • sul pregresso – dalla data di assunzione alla data dell’accordo – un recupero delle differenze economiche tra il contratto “pirata” applicato e il CCNL di riferimento.

E’ necessario ora, che tutte le agenzie per il lavoro recepiscano tale intesa, così come è indispensabile che nella riunione dell’Osservatorio prevista per venerdì prossimo, ci sia, a partire da coloro che hanno sottoscritto l’intesa, l’effettiva esigibilità.

EXPO deve riprendere con forza e determinazione la vigilanza sulla regolarità e la trasparenza di tutti i rapporti di lavoro.

Milano 13 maggio 2015

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CGIL Lombardia

 

 

Mercatone Uno, Cassa integrazione per gli oltre 3mila lavoratori

Si è tenuto l’11 maggio l’incontro presso il Ministero del Lavoro, tra le organizzazioni sindacali , la dirigenza di Mercatone Uno e i tre commissari, per la sigla dell’accordo per la cassa integrazione straordinaria per gli otre 3mila lavoratori.
L’incontro è stata l’occasione importante per una ricognizione della situazione.

Tra le notizie importanti: la conferma della messa in pagamento delle retribuzioni di aprile, e la pubblicazione del bando per le manifestazioni di interesse per il finanziamento o la vendita dell’azienda, anche parziale.

Ora, sarà da valutare la gestione del rapporto con i fornitori, e l’opportunità di rifornire, e in che misura, i diversi punti vendita.

Tra gli altri punti salienti dell’accordo: l’attenzione ad un equa distribuzione della riduzione, che sarà su base mensili con orari quindicennali e la decisione di non avere prestazioni lavorative giornaliere inferiori alle quattro ore. Saranno inoltre organizza incontri territoriali per gestire e verificare l’applicazione della Cassa integrazione.

Il prossimo incontro è previsto per il 27 maggio, prima dell’incontro previsto al Mise, per tentare di trovare una soluzione anche per gli associati in partecipazione che, allo stato, non hanno accesso alla Cassa Integrazione Straordinaria.

“Se pur in contesto difficile, l’accordo ha raggiunto un primo risultato” ha affermato Sabina Bigazzi della Filcams Cgil. “Nei prossimi incontri continueremo a cercare di individuare una strada per assicurare un futuro lavorativo ai tanti dipendenti di Mercatone Uno”.

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Filcams CGIL Nazionale

Sciopero Improvviso da Mc Donald’s in San Babila

sciopero mc

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Guida al Jobs Act

Questo progetto rappresenta un work in progress.

Si tratta di una scelta editoriale volta a fornire una puntuale informazione sulle evoluzioni del complesso disegno “riformatore” posto in atto dal governo con la Legge 10 dicembre 2014, n. 183 (legge delega, comunemente definita “Jobs Act”).

Come noto, si tratta di un complesso articolato che delega il governo all’emanazione di ben sei decreti legislativi, due dei quali (nn. 22 e 23 del 4 marzo 2015) già approvati, due già resi noti in forma di schema di decreto e altri due di cui ancora non sono noti i contenuti di dettaglio.
Questa Guida verrà pertanto integrata ed aggiornata nel tempo sulla base delle novità legislative via via introdotte.

Questa prima versione è aggiornata al seguente stato normativo:
– Legge 10 dicembre 2014 n. 183, c.d. Jobs Act
– Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22
– Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 23
– Schema di decreto legislativo recante il testo organico di riordino delle tipologie contrattuali e la revisione della disciplina delle mansioni
– Schema di decreto legislativo in materia di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, vita e di lavoro

Come consuetudine è possibile inviare segnalazioni e materiale ritenuto utile al progetto all’ della Redazione.

Scarica la “guida al Jobs Act”

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WikiLabour

Nuovo bando regionale Genitori separati

Contributi per genitori separati o divorziati, in condizioni di difficoltà economica

La Regione Lombardia ha pubblicato un Bando per l’erogazione di un contributo mensile di 400 euro, per un massimo di 6 mesi, a genitori separati in condizioni di difficoltà economica.

Il contributo mensile è erogato ad uno solo dei genitori, quello più fragile, identificato a mezzo dell’ISEE più basso e della graduatoria risultante dall’applicazione dei criteri di valutazione.

Requisiti di accesso
L’accesso alla misura è vincolato alla contestuale presenza dei seguenti requisiti alla data di presentazione della richiesta:
• essere in stato di separazione legale da non più di tre anni
• essere divorziati da non più di due anni purché non siano decorsi più di 5 anni dalla data della sentenza di separazione o dall’omologazione degli accordi di separazione consensuale
• con figli nati dall’unione dei coniugi che richiedono il beneficio, oppure adottati durante il matrimonio, minori o maggiorenni portatori di disabilità grave, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992
• essere residenti in Regione Lombardia da almeno cinque anni continuativi al momento della domanda
• essere destinatari di provvedimenti, anche provvisori e urgenti, ex. art. 708 codice di procedura civile, emessi dall’Autorità giudiziaria, che ne disciplinano gli impegni economici e/o patrimoniali
• dimostrare una situazione di disagio economico mediante attestazione ISEE uguale od inferiore ad € 15.000.

Non possono presentare domanda i genitori che hanno già ottenuto il contributo con il precedente bando sperimentale.


Sono esclusi dalla possibilità di usufruire dei benefici:
• i coniugi separati o divorziati che vengano meno ai loro doveri di cura e di mantenimento dei figli
• i soggetti condannati con sentenza passata in giudicato per reati contro la persona, tra cui gli atti persecutori di cui al decreto legge 23 febbraio 2009, n. 11 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori) convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, nonché per i delitti di cui agli articoli 570 e 572 del codice penale.

Come presentare la domanda
Il genitore deve presentare la domanda ai Consultori pubblici o privati accreditati che fanno capo alla ASL competente per territorio, in relazione alla residenza degli interessati dal 30 aprile al 29 maggio o dall’1 al 30 settembre 2015

Alla domanda di contributo devono essere allegati i seguenti documenti di attestazione dei requisiti di accesso:
• copia della sentenza di separazione o del provvedimento di omologazione degli accordi di separazione consensuale, ovvero provvedimenti ex art. 708 codice di procedura civile
• sentenza di divorzio
• dichiarazione, contestuale all’istanza, di risiedere da almeno 5 anni consecutivi in Lombardia.

Il disagio economico deve essere dimostrato attraverso attestazione ISEE del nucleo familiare, eventualmente integrata da idonea documentazione che consenta la definizione della condizione di difficoltà economica nell’anno di richiesta del contributo.

ASL MILANO

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Primo Maggio nel Commercio

 

Primo Maggio 2015 - comunicato unitario

 

1 Maggio 2015

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Zara Italia, siglato il primo contratto integrativo

È stato sottoscritto il 23 aprile il primo accordo integrativo aziendale con Zara Italia, multinazionale spagnola che fa parte del gruppo Inditex, e in Italia occupa circa 3500 dipendenti.

Tra i punti rilevanti dell’accordo: gestione condivisa a livello decentrato dell’organizzazione del lavoro (nell’ambito di un quadro definito a livello nazionale);Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per i genitori di bimbi piccoli, orari agevolati e possibilità di usufruire di aspettativa non retribuita a conclusione dei congedi parentali; Agevolazioni di accesso ai periodi di congedo formativo sia in termini di percentuale che di anzianità richiesta e un articolato sistema di relazioni sindacali.

È stata inoltre confermata la volontarietà del lavoro festivo ed aumentata la maggiorazione prevista dal Contratto Nazionale.

“Un percorso non facile, fatto di lunghe trattative, confronti difficili e mobilitazioni” affermaSabina Bigazzi della Filcams Cgil Nazionale.

Zara infatti è stata per anni indisponibile a sottoscrivere un accordo aziendale di secondo livello articolato su vari temi, anche se in passato erano stati siglati, nell’ordine, un Protocollo di Relazioni Sindacali e un accordo sull’organizzazione del lavoro.

Nonostante questo, due anni fa, la Filcams Cgil ha presentato, insieme alle altre sigle sindacali, una piattaforma che fu inizialmente respinta, ma dopo un lungo e difficile confronto Zara Italia si è resa disponibile ad affrontare alcuni temi, in particolare legati alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro, tema particolarmente sentito fra le lavoratrici ed i lavoratori tutti molto giovani.

Tuttavia, lo scorso luglio, l’azienda presentò una “contro piattaforma”  che sembrava avere, come obiettivo prioritario, la limitazione dei diritti sindacali.

Vista l’indisponibilità dell’azienda a rivedere le proprie posizioni, le organizzazioni Sindacali  hanno così avviato un percorso di mobilitazione, durato alcuni mesi, che ha poi consentito la riapertura delle trattative. L’azienda ha ritirato tutte le richieste, condividendo l’opportunità didare risposta ad alcune necessità delle lavoratrici e dei lavoratori, nella logica di prevenire situazioni di conflittualità.

“Oltre a dare risposte ad alcune delle richieste più sentite dalle lavoratrici e dai lavoratori” spiega Bigazzi, “il Contratto Integrativo Aziendale ha un importante valore politico, in una fase contrattuale cosi complessa, sia perché in Italia l’azienda è associata a Federdistribuzione, sia a livello internazionale perchè il Gruppo Inditex è particolarmente restio alla contrattazione aziendale”.

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Filcams CGIL Nazionale

Auchan, il 9 maggio sciopero nazionale dei dipendenti

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Jobs Act : Il Grande Bluff – Lavoro Accessorio: I VOUCHER

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il Lavoro Nutre il Futuro

EXPO E LAVORO

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Studi Professionali, siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto Nazionale

È stata siglata il 17 aprile, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale degli Studi Professionali, tra Confprofessioni e le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.
Scaduto nel settembre del 2013 il contratto, sarà in vigore dal 1 aprile 2015 aprile fino al 30 marzo 2018. Tra le figure professionali coinvolte oltre ai dipendenti degli studi notarili e di avvocati, anche dipendenti degli studi dentistici, ingegneri, architetti e laboratori di analisi.
Tra i punti forti dell’intesa: l’aumento salariale previsto per il prossimo triennio di 85 EURO al terzo livello, – che sviluppa un totale salariale nella vigenza di 1885 EURO;l’estensione dell’assistenza sanitaria alle collaborazioni coordinare e il rafforzamento ed esigibilità del diritto di precedenza per i contratti a termine. Inoltre, è stato normato il congedo parentale ad ore in un settore che vede una forte presenza femminile.

“A pochi giorni di distanza della firma del contratto nazionale del Terziario, un altro rinnovo che rafforza le relazioni sindacali e premia l’impegno di tutte le parti coinvolte, a voler dare un impulso positivo al comparto, troppo spesso sottovalutato” dichiara Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale della Filcams CgiL Nazionale.
Da anni la Filcams è impegnata per un maggior riconoscimento del settore degli Studi Professionali, per dare voce e diritti ad un mondo di circa un milione di addetti occupati prevalentemente in realtà di piccole dimensioni. “La contrattazione in questo rinnovo ha trovato un punto di equilibrio, come sempre non semplice per la fase che si sta vivendo. Ma dopo 18 mesi abbiamo costruito un risultato” conclude la segretaria, “nella consapevolezza che anche i lavoratori e le lavoratrici degli studi professionali ricercano nella azione collettiva e organizzata le risposte ai loro problemi e non un generico riferimento alle opportunità individuali.”

 

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Filcams CGIL Nazionale

25 Aprile per TUTTI!

25 aprile

 

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15 Aprile, I lavoratori del Turismo riempiono le piazze

Insieme per il contratto, è questo lo slogan che oggi, 15 aprile ha unito le piazze di Milano, Roma e Taormina, dove migliaia di lavoratrici e lavoratori del Turismo sono scesi per manifestare.
Voglia di attenzione, di rispetto e  volontà che venga  riconosciuto il valore di chi con passione e professionalità si dedica ad uno dei settori più importanti per il nostro paese.
A pochi giorni dall’inaugurazione dell’Expò, a pochi mesi dall’apertura della stagione estiva e dal Giubileo, i lavoratori delle mense, della ristorazione autostradale, dei pubblici esercizi, dei tour operator, degli stabilimenti balneari e degli alberghi sono  ancora in attesa di un contratto nazionale, ed è per questo che le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato lo sciopero nazionale.

A Taormina, è intervenuta Elisa Camellini, segretaria nazionale Filcams Cgil: “Chi lavora, negli alberghi e nei pubblici esercizi  per pochi mesi all’anno, non per scelta ma per le regole imposte dal mercato del settore, vive nella totale precarietà, anche a causa delle nuove misure avviate dal governo. La mancanza del rinnovo contrattuale del turismo, quindi, accresce le incertezze e l’impossibilità di riconoscere nel lavoro la propria dignità.”

Dal palco di Milano, Cristian Sesena, segretario nazionale della Filcams Cgil ha lanciato un monito alle istituzioni e alle parti datoriali: “Siamo qui anche per ricordare al Governo che non si può dire che il turismo rappresenta il futuro della nostra malandata economia e poi togliere col Jobs Act, l’indennità di disoccupazione agli stagionali e introdurre la nuova Naspi!” E ancora: “Non si può affermare che il turismo è il nostro petrolio e poi trattare i lavoratori degli appalti come se non fossero di nessuno, togliendo loro il diritto alla reintegra ad ogni subentro, indipendentemente dalla anzianità maturata!”
“È il momento della responsabilità, dell’assunzione di responsabilità, della condivisione. Della prospettiva,” ha affermato con determinazione Sesena, “Se ci volete protagonisti di un nuovo patto sociale, protagonisti del cambiamento noi ci siamo. E ci saremo da domani. Per il rilancio del settore attraverso lo sviluppo e la salvaguardia della buona occupazione.”
Chiude il presidio di Roma, Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale della Filcams Cgil: “Il Contratto è un diritto e un dovere, è uno strumento per garantire regole, tutele e risposte salariali per rispondere anche alle esigenze del settore.”
“La negazione di questi presupposti e di questi contenuti” prosegue la segretaria “significa non rispettare le lavoratrici ed i lavoratori e le relazioni sindacali”.
In una fase economica segnata ancora da forti difficoltà, dove il turismo continua a essere caratterizzato da segnali altalenanti ma anche grandi potenzialità, dobbiamo lavorare per la qualità del lavoro e lo sviluppo del settore e non rincorrere la competizione sui costi togliendo e negando diritti e salario.

E’ necessario ripartire da questi temi e abbandonare la discussione che in 24 mesi di negoziato non ha portato risultati e consegnare il Contratto Nazionale alle lavoratrici e lavoratori che sono il volto del turismo nel nostro paese.
In piazza anche i dipendenti dei fast food, che al grido di #FightFor15 si sono uniti alla protesta indetta dal Sindacato Mondiale del Turismo che, in diversi paesi,  ha portato alla mobilitazione di tanti lavoratori.
“Un filo che ci congiunge con il resto del mondo” conclude Gabrielli, “nella convinzione chequesto settore, in tutto il mondo è un settore importante che rivendica attenzione, dignità e riconoscimento del valore del proprio lavoro.”

fonte Filcams CGIL Nazionale

 

Sciopero Settore Turismo a Milano: Dichiarazione di Massimo Bonini

COMUNICATO STAMPA

 

Il 15 Aprile in tutta Italia il Turismo si ferma.

 

A Milano Corteo – ore 9 da Palestro a Piazza Fontana aperto da striscione in ricordo vittime della sparatoria avvenuta  in tribunale

Quasi un milione di lavoratori sono ancora senza Contratto di Lavoro.

Sono gli addetti delle mense, dei fast food, dei bar e ristoranti, delle agenzie di viaggio, degli alberghi e dei tour operators

Il settore del Turismo da sempre ritenuto importante a parole, ma  nei  fatti  mai  veramente  valorizzato. Per rilanciare il Turismo nel nostro paese non si può prescindere dal lavoro  delle  persone che quotidianamente vi operano.

In concomitanza dello Sciopero Nazionale del Turismo che si terrà Mercoledì 15 Aprile 2015.

sono stati proclamati dal Consiglio dei Ministri e dal Comune di Milano, rispettivamente i Funerali di Stato e il Lutto Cittadino per le vittime della sparatoria avvenuta il 9 Aprile scorso al Tribunale di Milano.

La Filcams CGIL, insieme a Fisascat CISL e Uiltucs UIL ritiene  opportuno dare un segnale di solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime.

Per questo il corteo, che partirà alle ore 9 da Palestro per concludersi in piazza Fontana con interventi dei segretari nazionali  di Filcams, Fisascat , Uiltucs e di delegati  del settore,  sarà aperto da uno striscione che riporterà un messaggio di vicinanza alle famiglie delle vittime e prima degli interventi dal palco verrà effettuato un minuto di raccoglimento.

 

Massimo Bonini, Segretario generale della Filcams CGIL Milano, dichiara:

“Il mio pensiero, e quello di tutta la Filcams Cgil Milano, va alle famiglie delle vittime.

Persone strappate alla vita, ai propri cari e ai propri affetti attraverso un gesto di lucida follia

mentre svolgevano il loro lavoro e il loro compito di cittadini. A loro il nostro cordoglio e il nostro

ricordo.”


Massimo Bonini
Segretario Generale Filcams CGIL Milano

Strage annunciata al Tribunale di Milano? La Sicurezza in appalto

COMUNICATO STAMPA

 

Strage annunciata al Tribunale di Milano? La Sicurezza in appalto

Dichiarazione di Massimo Bonini Segretario Generale della Filcams Cgil Milano

Le sirene spiegate delle forze dell’ordine e delle ambulanze hanno squarciato le strade attorno al Tribunale di Milano in una serena mattina del 9 aprile.

I mezzi accorrono per impedire il prolungamento di un’azione partorita da una mente lucida, fredda e assassina di chi decide di sopprimere vite umane per cercare una via di scampo, una giustizia personale dal fiato corto e che, come sappiamo, ha avuto le ore contate.

Massimo Bonini, Segretario generale della Filcams CGIL Milano, dichiara:

“Il mio pensiero, e quello di tutta la Filcams Cgil Milano, va alle famiglie delle vittime.

Persone strappate alla vita, ai propri cari e ai propri affetti attraverso un gesto di lucida follia mentre svolgevano il loro lavoro e il loro compito di cittadini. A loro il nostro cordoglio e il nostro ricordo. Ma il mio pensiero è rivolto anche a tutte quelle persone che ogni giorno si recano in quello stesso Tribunale e cercano di evitare che tutto questo accada.

Assieme a tutta la Filcams sono vicino anche a loro. Persone invisibili anche se portano una divisa non convenzionale. Li troviamo agli ingressi. Li percepiamo come una seccatura, una perdita di tempo rispetto ai nostri ritmi frenetici. Controllano, verificano, scrutano. Quotidianamente svolgono il loro difficile compito di controllo agli ingressi del Tribunale di Milano. Sono guardie giurate private armate e non armate. Ieri è stato un momento difficile e ci stringiamo anche attorno a questi lavoratori perché oggi molti sguardi puntano verso quelle divise, contro chi, per uno stipendio da fame, svolge un compito delicato e rischioso”.

L’ingresso di via Manara, attraverso il quale l’assassino è entrato, è presidiato da guardie non armate. L’ingresso è riservato agli avvocati e ai giudici e non sono previsti controlli attraverso il metal detector. Si mostra il cartellino e si passa.

Massimo Bonini si chiede se non si tratti di una strage annunciata in un contesto di continue tensioni sociali che spesso si riversano nelle aule di Tribunale nelle numerose controversie di lavoro ma non solo: “Giudicare non è il nostro compito e auspichiamo che le indagini facciano il proprio corso e accertino ogni livello di responsabilità. Ci chiediamo come mai l’appalto del Tribunale di Milano non preveda l’esclusivo utilizzo di guardie giurate armate come previsto dal Decreto Ministeriale n. 269 del 2010. Ci chiediamo chi abbia deciso, o fatto pressioni, affinchè a quell’ingresso non siano stati previsti controlli approfonditi come negli altri varchi. Il Tribunale è considerato un sito e un obiettivo sensibile e queste leggerezze non possono essere contemplate. La responsabilità non è certo di chi si sveglia la mattina e cerca di eseguire al meglio le procedure previste nei capitolati di appalto.”

E proprio sul tema degli appalti si concentra l’azione della Filcams CGIL Milano e di tutta la CGIL attraverso la proposta di Legge popolare per migliorare le condizioni dei lavoratori.

“Quella proposta risulta essere la strada migliore per risolvere una volta per tutte la spirale negativa che si crea negli appalti pubblici: meno risorse, meno controlli e purtroppo meno sicurezza. Questa situazione negativa colpisce i diritti e le condizioni di lavoro ma colpisce direttamente anche i cittadini. E’ ora di dire basta! Noi lottiamo per un sistema di lavoro in appalto rispettoso delle regole contrattuali e delle leggi, trasparente e legale. Siamo certi che se tutto questo accadesse assisteremmo a meno notizie di cronaca come quelle vissute nella dolorosa giornata di ieri”

Massimo Bonini
Segretario Generale Filcams CGIL Milano

Settore domestico, i voucher strumento di ulteriore precarietà e irregolarità

Le organizzazioni sindacali firmatarie del Contratto Nazionale Lavoro Domestico, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UILTuCS Uil e Federcolf, esprimono grande preoccupazione in merito alle determinazioni previste dal decreto sulle tipologie contrattuali.

Lo “Schema di decreto legislativo recante il testo organico delle tipologie contrattuali e la revisione della disciplina delle mansioni, in attuazione della Legge 10 dicembre 2014 n.183” , approvato dal Governo il 20 febbraio scorso, prevede al titolo III, artt.51-54 , un sostanziale ampliamento della disciplina del “lavoro accessorio”, già modificata dalla legge 92/2012 (c.d. riforma “Fornero”) che modificò radicalmente la disciplina originaria (introdotta con il D lgs 276/2003).
Al momento, lo schema di decreto è in attesa dei necessari pareri delle Commissioni Parlamentari, ma già risulta evidente il dirompente effetto negativo che potrebbe produrre in un settore come quello del lavoro domestico.
Le organizzazioni sindacali firmatarie del Contratto Nazionale Lavoro Domestico, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UILTuCS Uil e Federcolf, esprimono grande preoccupazione in merito alle determinazioni previste dallo schema di decreto, che presentano molteplici criticità in relazione a un settore caratterizzato da forte irregolarità.

“Infatti” spiegano i sindacati “sebbene le finalità del lavoro accessorio fossero originariamente orientate a regolamentare attività occasionali spesso svolte al di fuori della legalità, con le modifiche introdotte prima dalla riforma Fornero e poi dal Jobs Act,  vi è il rischio concreto che vi sia al contrario un effetto incentivante dell’irregolarità.”

Il decreto infatti elimina ogni riferimento “qualitativo” al carattere occasionale della prestazione, limitandosi a indicare un tetto “quantitativo” peraltro innalzato fino a 7mila euro per anno. Quindi, a prescindere dall’attività svolta e dalla natura subordinata o meno del rapporto di lavoro, questo è definito accessorio solo in riferimento ai limiti economici dei compensi percepiti.

“Nel settore della collaborazione e dell’assistenza familiare” proseguono i sindacati di settore, “c’è il rischio di riferirsi alla maggioranza dei rapporti di lavoro, che seppur continuativi e stabili, non totalizzano compensi che superino il tetto previsto.

Si tratterebbe dunque di rapporti di lavoro di natura effettivamente subordinata, in cui sarebbe del tutto assente un accordo fra le parti che instauri un rapporto giuridicamente valido di lavoro : il semplice acquisto di un voucher e la consegna quale forma di pagamento  non può costituire rinuncia, da parte della lavoratrice o del lavoratore, ai propri diritti derivanti dalla legge e dal contratto collettivo di lavoro.”

Potrebbe derivare un aumento del contenzioso: se la lavoratrice ha un rapporto di lavoro effettivamente di natura continuativa e subordinata, l’utilizzo del voucher introduce ampie deroghe alla disciplina di legge e a quella prevista dal contratto Collettivo Nazionale di Lavoro: dalla consegna della lettera di assunzione a quella dei prospetti paga, dai limiti all’orario di lavoro al diritto al riposo settimanale e alle ferie, dalla tredicesima sino alla tutela delle lavoratrici madri.
Si noti poi che il lavoro accessorio non dà diritto alle prestazioni di maternità, disoccupazione e assegni familiari.
Il rischio concreto che il voucher venga utilizzato per mascherare prestazioni di lavoro continuative e subordinate più che per regolarizzare rapporti di lavoro realmente occasionali.

Difficile , nel settore domestico e della cura, controllare le vaste zone di nero e di grigio: con l’ulteriore flessibilità garantita dal voucher, si offre uno strumento in più per dichiarare meno ore lavorative di quelle effettivamente svolte.
Nell’ipotesi che si remuneri l’eccedenza in nero, è possibile consegnare uno o due voucher orari  (del valore di 10 Euro lordi e 7,50 netti) per intere giornate di lavoro, arrivando a “coprire” rapporti di lavoro continuativi della durata di svariati mesi.
Le Organizzazioni Sindacali hanno sempre dichiarato la necessità di favorire l’emersione del lavoro nero nel settore attraverso l’incentivazione della leva fiscale, quale sostegno alle famiglie ed aiuto alla regolarizzazione dei molteplici rapporti in essere nel settore del lavoro domestico.
Questo provvedimento va invece in direzione contraria,  favorendo l’irregolarità e alimentando ulteriormente le diseguaglianze.
Per questo, riteniamo auspicabile e urgente una riforma radicale dell’istituto in questione, che ripristini i confini certi della sua applicazione e lo riporti nell’alveo del diritto del lavoro e della Costituzione, impedendo che diventi uno strumento di ulteriore precarizzazione e irregolarità.

fonte
Filcams CGIL Nazionale

Pasqua con chi vuoi, ma non per tutti

pasqua

Commercio e Terziario: firmato il Contratto Nazionale di Lavoro

Ieri 30 marzo 2015 è stato firmato il contratto collettivo nazionale per circa 3 milioni di Lavoratori del terziario e del commercio che lavorano nelle aziende del sistema Confcommercio. Dopo 8 mesi dall’interruzione della trattativa avvenuta a giugno dell’anno scorso, un serrato confronto ha ridimensionato le pretese di Confcommercio di chiedere la sospensione dei ratei del Tfr, la sospensione della maturazione delle Rol e l’annullamento del confronto a livello aziendale in materia di orario flessibile.

È prevalso quindi il buon senso. L’accordo prende atto del contesto di crisi economica, occupazionale e dei consumi che ancora non è superato. La ripresa fulminea della trattativa ha consentito di sfruttare il momento favorevole che ha portato all’intesa.

L’accordo mantiene fermi i diritti dei Lavoratori e permette di affrontare la crisi attraverso strumenti di immissione nel mercato del lavoro di soggetti svantaggiati, modula meglio la fruizione dei congedi e i permessi della L.104, mantiene intatto il sistema di confronto aziendale sull’orario di lavoro e stabilisce che la malattia è materia di discussione a livello aziendale.

Un accordo che rimuove tutti gli ostacoli che in passato sono stati da impedimento per una trattativa.

L’aumento sarà di 85 Euro al 4* livello per un totale di 1811 Euro che i Lavoratori riceveranno entro la scadenza del 31.12.2017. Il Segretario Generale della Filcams CGIL Milano, Massimo Bonini dichiara: “per il territorio di Milano, città del terziario, è soprattutto un importante messaggio politico nei confronti del Governo. Questo accordo dimostra come le Parti Sociali siano in grado di affrontare e risolvere i problemi. L’accordo dimostra che i contratti di lavoro, soprattutto nei settori frammentati come quello del commercio, hanno una funzione solidaristica che non può essere messa in discussione.”

L’ipotesi di accordo sarà discussa e approvata nel prossimo Direttivo Nazionale e poi sottoposta al giudizio dei lavoratori del settore.

Leggi l’ipotesi d’accordo

Milano, 31 marzo 2015

Massimo Bonini
Segretario generale Filcams CGIL Milano

Mercatone Uno, il 1 Aprile lo sciopero Nazionale

Le Organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno deciso di proclamare lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori da M. Business Srl – Mercatone Uno per il prossimo 1° aprile per protestare contro la gestione aziendale, che ha portato l’azienda al collasso con pesanti conseguenze per i 3500 dipendenti.

Inoltre, senza alcun confronto, la proprietà ha avviato le vendite promozionali in una trentina di negozi, un vero e proprio smantellamento fino ad esaurimento merci.

“L’atteggiamento posto in essere da chi dovrebbe gestire la società con equilibrio e lungimiranza per ora miete vittime fra le lavoratrici ed i lavoratori impiegati presso i negozi “spogliati” di merce” affermano le organizzazioni sindacali, “e fa temere anche per il futuro dei negozi per il momento scampati.”

Lo sciopero nazionale di mercoledì 1° aprile sarà una giornata di mobilitazione articolata a livello territoriale e saranno organizzati presidi  presso le Prefetture e le sedi comunali  per sensibilizzare e richiedere alle istituzioni e agli enti locali un maggior impegno nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori di M. Business Srl – Mercatone Uno e delle loro famiglie.

Inoltre, sempre nella giornata del 1° aprile, in occasione dell’incontro previsto presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si terrà un presidio dalle ore 10:00, di fronte  al numero civico 2 di via Molise.

“Da diversi giorni le lavoratrici ed i lavoratori stanno protestando davanti ai loro punti vendita” sottolinea Sabina Bigazzi della Filcams Cgil “continueremo con loro questa battaglia, per il rispetto dei diritti e della dignità del lavoro.”

fonte
Filcams CGIL Nazionale

Contratto Terziario, il 30 marzo ripresa dei negoziati

Riprendono le trattative con la Confcommercio per il rinnovo del Contratto Terziario per gli oltre 3 milioni di addetti

Riprenderanno il 30 e il 31 marzo prossimo i negoziati con la Confcommercio per il rinnovo del contratto nazionale del terziario, della distribuzione e dei servizi, settori che complessivamente coinvolgono oltre 3 milioni di lavoratori dipendenti delle aziende del commercio al dettaglio, nel commercio all’ingrosso e nelle società di servizi private.

“Il nostro auspicio è che si arrivi in tempi brevi alla definizione di una intesa di rinnovo – hanno commentato le segreterie nazionali dei sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, e Uiltucs – I lavoratori e le lavoratrici attendono da troppo tempo un nuovo contratto terziario che dia risposte salariali e normative certe ed esigibili, che sappia rivalutare il ruolo della contrattazione decentrata aziendale e territoriale e consolidare il welfare di settore”.

fonte
Filcams CGIL Nazionale

Martedì 31 Marzo 2015 – Attivo – Delegate e Delegati del Turismo

 

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Un hashtag e un SMS solidale contro la violenza domestica

 

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Una donna vittima di violenza domestica è una donna invisibile. Raramente ciò che subisce tra le pareti di casa appare evidente anche a chi le sta più vicino: amici, conoscenti, parenti.
L’invisibilità è una condanna, un muro che isola dagli altri chi è vittima di violenza. E’ la negazione di ogni possibile alternativa.

In occasione dell’8 marzo 2015, Giornata Internazionale della Donna,
Fondazione Pangea lancia #MAIPIUINVISIBILE
campagna nazionale di sensibilizzazione e raccolta fondi con SMS Solidale contro la violenza domestica.

La campagna, in corso dal 5 al 19 marzo, ha due obiettivi:

– Raccogliere fondi per impedire la chiusura di 5 Centri Antiviolenza del sud Italia, fondamentali per il territorio in cui operano e che affrontano ormai da troppo tempo la difficoltà di reperire finanziamenti pubblici promessi ma, nei fatti, troppo spesso inesistenti, e quindi lavorando in maniera volontaria o rimettendoci di propria tasca il minimo indispensabile.
E’ presso i Centri Anti Violenza che le donne vittima smettono di essere invisibili e possono iniziare un lento percorso di uscita da una situazione ormai insostenibile.

– Diffondere la conoscenza dei meccanismi della violenza maschile nei confronti delle donne attraverso un tour di eventi di piazza organizzati sotto forma di Teatro partecipativo in 5 città. Il tour e tutta l’attività di sensibilizzazione sono stata fortemente volute e supportate da Avon Cosmetics, azienda da sempre impegnata a favore delle donne.

Spesso la violenza domestica assume connotati insidiosi, difficili da individuare (specie nei casi di violenza psicologica). Attraverso questa campagna ci auguriamo non saranno più invisibili neppure i volti che la violenza maschile sulle donne può assumere.

I centri antiviolenza a cui sarà interamente devoluto il ricavato della raccolta fondi dell’iniziativa, selezionati sulla base delle attività svolte e dei bilanci pubblicati, sono:

Centro Antiviolenza W.I.N. (Women In Network) di Curti (CE) – Campania
Centro Antiviolenza Safiya Onlus di Polignano a Mare (BA) – Puglia
Associazione Telefono Donna Onlus di Potenza – Basilicata
Ce.D.A.V. Onlus (Centro Donne AntiViolenza) di Messina – Sicilia
Prospettiva Donna Onlus di Olbia – Sardegna

L’iniziativa sarà lanciata il 5 marzo, nel corso di una Conferenza Stampa a Milano, a Palazzo Marino e con il Patrocinio del Comune.

Il tour di sensibilizzazione e raccolta fondi seguirà le seguenti tappe: Bari 7 marzo; Palermo 10 marzo; Napoli 12 marzo; Olbia 13 e 14 marzo; Firenze 16 marzo.

Il tour prevede eventi di piazza organizzati sotto forma di Teatro Partecipativo: attori professionisti formati sulle questioni di genere metteranno in scena rappresentazioni atte a coinvolgere il pubblico e sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno della violenza domestica, su come contrastarla e trovare delle soluzioni per uscirne.

Al termine di ogni rappresentazione il pubblico avrà la possibilità di ricevere materiale informativo e di fare una donazione o presso un banchetto informativo o attraverso l’SMS solidale.

Ogni tappa sarà documentata da riprese video e da un reportage fotografico che permetteranno la creazione di contenuti da diffondere via web e social network in modo da creare una significativa viralità dei messaggi e la diffusione del numero di SMS solidale per la raccolta fondi.

 

 

Contratto a tutele crescenti, il “nuovo” rapporto precario

È ormai vicino alla definitiva approvazione il più atteso tra i decreti attuativi della legge 183 del 2014, quello sul cosiddetto contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti (Ctc). Potranno esservi modifiche marginali, ma la scelta compiuta è assai chiara. Il senso della disciplina, secondo le intenzioni del governo, dovrebbe essere quello di rendere più conveniente e appetibile per le imprese l’assunzione dei lavoratori a tempo indeterminato, così contribuendo a dirottare una maggior quota della domanda di lavoro dai contratti di lavoro atipici e precari (contratti a termine, lavoro accessorio, rapporti di collaborazione autonoma ecc.) al contratto, appunto, a tempo indeterminato.

Sotto questo profilo, il decreto va messo in collegamento con le disposizioni contenute nella legge di stabilità, che ha previsto alcuni significativi sgravi contributivi proprio per le assunzioni a tempo indeterminato. D’altro canto, bisognerà attendere di vedere se e come saranno modificate le discipline dei rapporti di lavoro atipici (soprattutto quelle dei contratti a termine e delle collaborazioni), per capire se davvero il Ctc possa essere un loro adeguato “competitore”. Se questa è l’intenzione, in astratto apprezzabile, la sua realizzazione avviene con scelte regolative molto discutibili, la più rilevante delle quali è puntare – assecondando una retorica che pervade da anni il dibattito sulle politiche del lavoro – sui minori vincoli per il licenziamento.

La convenienza offerta alle imprese per fare ricorso al nuovo contratto a tempo indeterminato
(a parte gli incentivi economici, allo stato previsti per il solo 2015) sta infatti tutta e soltanto nella forte attenuazione delle regole protettive in caso di licenziamento ingiusto, limitando a pochi casi (e solo per il licenziamento disciplinare) la reintegrazione nel posto di lavoro e prevedendo nella maggioranza dei casi che il lavoratore licenziato senza il rispetto dei limiti legali riceva un mero indennizzo economico. Indennizzo peraltro piuttosto modesto, sottratto alla valutazione discrezionale del giudice e fissato dalla legge in proporzione all’anzianità (due mesi di retribuzione per ogni anno di anzianità, con un minimo di 4 mensilità e un massimo di 24): dunque, nei prossimi anni, dato che la regola si applicherà ai nuovi assunti, gli indennizzi rimarranno su livelli assai contenuti.

È evidente a chiunque che con la nuova disciplina vengono modificati gli assetti di fondo del sistema di regole del lavoro (almeno per le imprese di maggiore dimensione, dove opera tradizionalmente un regime protettivo intenso per i licenziamenti ingiusti), spostando in misura significativa gli equilibri del conflitto di interessi nei rapporti di lavoro a favore dei datori di lavoro. Le tutele dei licenziamenti hanno infatti una rilevanza che va ben oltre la specifica vicenda del recesso e la tutela della stabilità di reddito e occupazione, poiché sostengono la forza contrattuale del lavoratore nella relazione quotidiana sul luogo di lavoro. Di più: una tutela efficace nei confronti di un licenziamento ipoteticamente ingiustificato – diritto non a caso espressamente sancito dalla Carta europea dei diritti fondamentali e dalla Carta sociale europea – protegge le libertà fondamentali nei luoghi di lavoro: la loro libertà di espressione e di dissenso, la difesa della propria dignità quando questa sia minacciata da superiori o colleghi, la difesa e pretesa dei propri diritti e della propria sicurezza, la possibilità di attivarsi sindacalmente se lo si desidera, l’effettività nel ricorso agli strumenti di conciliazione tra lavoro e vita privata ecc.

Ciò detto, e non è poco, preoccupano altresì i possibili effetti negativi di sistema connessi ai segnali che la nuova disciplina indirizza agli operatori economici, inevitabilmente orientando le scelte organizzative d’impresa nella gestione del fattore lavoro. Sotto questo profilo, la scelta legislativa – influenzata dalla richiamata retorica sulla competitività dell’impresa – sembra essere stata assunta al di fuori di una visione organica e complessa del sistema economico e del mercato del lavoro. In primo luogo, è evidente che legare il costo del licenziamento all’anzianità, secondo un rapporto fisso, può indurre l’impresa a preferire – almeno per le posizioni di professionalità più facilmente fungibile – un ricambio frequente della manodopera, disincentivando gli investimenti sulla crescita della professionalità per i dipendenti estranei ai core-workers.

Il rapporto a tempo indeterminato potrà forse, in parte, sostituire i rapporti atipici, ma diventando anch’esso un rapporto precario (sia nel senso classico della ridotta stabilità, sia nel senso di precarietà professionale). Nell’immediato, tuttavia, assume ancora più rilevanza la distinzione tra “vecchi” e “nuovi” assunti, con netta convenienza economica e normativa per i secondi (portata al massimo, in questo momento, dalla combinazione di sgravi contributivi e regime protettivo meno vincolante). Con riferimento a tale elemento preoccupa la possibilità di alcuni effetti negativi:

• un aumento di rigidità delle transizioni sul mercato del lavoro (e degli accordi individuali di flessibilità in uscita negoziata, incentivi alla risoluzione del rapporto di lavoro ecc.): gli attuali dipendenti, che continuano a godere del regime protettivo del vecchio articolo 18, saranno comprensibilmente assai meno disponibili a mettersi in gioco sul mercato di lavoro, nel momento in cui la transizione ad altra impresa significa (diventando “nuovi assunti”) un mutamento radicale dello statuto protettivo;

• il dualismo, all’interno della stessa impresa, tra vecchi e nuovi assunti (a tempo indeterminato), ripropone in maniera inedita quello già conosciuto tra lavoratori standard e atipici, ma oggi nell’ambito della stessa forma contrattuale; ancor più di quanti avvenuto sinora, l’impresa sarà incentivata a sostituire i dipendenti di maggiore anzianità con neoassunti, accentuando le tensioni interne e quelle sul mercato del lavoro e rendendo più grave l’emergenza sociale ed economica della disoccupazione in età elevate (con relativa dispersione di capitale umano);

• la netta convenienza nel ricorso ai nuovi assunti pesa come un macigno
sulla possibilità che i lavoratori attualmente impiegati come apprendisti siano confermati in servizio (anche perché a tale forma contrattuale sembrano inapplicabili gli incentivi, anche per le nuove assunzioni);

• per le organizzazioni sindacali diventerà ancora più complicato sviluppare forme di rappresentanza unitariasu interessi collettivi omogenei; sarà inevitabile la riduzione di radicamento tra i lavoratori nuovi assunti, esposti a maggior rischio ove si attivino sindacalmente; d’altro lato, il maggior radicamento tra i lavoratori oggi già in servizio rischierà di aumentare le tensioni dei meccanismi di rappresentanza. Si tratta di elementi preoccupanti, che non aiutano l’auspicato sviluppo di una più robusta e partecipativa contrattazione aziendale.

Vi sono poi da considerare i possibili effetti distorsivi della concorrenza, destinati a manifestarsi soprattutto in quei settori economici nei quali l’organizzazione produttiva è sempre più frammentata e articolata su pluralità di soggetti, e in particolare in quelli dove si lavora su appalti (o forme contrattuali analoghe, quali i contratti di trasporto) e dove vi sono frequenti successioni nelle imprese esecutrici dei servizi, con condizioni di concorrenza sempre più esasperate. Qui deve temersi in primo luogo lo sviluppo di “start-up” imprenditoriali preordinate ad avvalersi dei vantaggi dell’operare con nuovi assunti, con serio danno per le imprese già presenti in quei mercati (e per i loro dipendenti). Un simile fenomeno accentuerebbe la già preponderante tendenza alla frammentazione dei soggetti imprenditoriali sul mercato, abbassandone ulteriormente qualità e consistenza.

Lo stesso fenomeno può costituire una seria minaccia per le clausole sociali negli appalti. L’articolo 7 dello schema di decreto prevede, giustamente, che nei cambi di appalto i lavoratori che passano in capo al cessionario (come nuovi assunti, assoggettati al regime del Ctc), conservano l’anzianità già maturata (pur collegata, discutibilmente, non all’anzianità di servizio del dipendente ma a quella sullo specifico appalto). Ma quante imprese saranno ancora disponibili ad assoggettarsi alle clausole sociali, nel momento in cui ciò significa assumere dipendenti con anzianità di servizio più elevate (e, dunque, potenzialmente più costosi in caso di licenziamento)? Per le imprese che applicano il contratto collettivo che le prevede è chiaro che le clausole sociali sono un obbligo, ma il rischio è di accentuare la già presente fuga da tali contratti, o di far sorgere più frequenti contenziosi.

Un possibile effetto potrà aversi anche sul fenomeno delle esternalizzazioni di attività o parti (“rami”) di azienda. Se finora, e da qualche decennio, vi è stata la tendenza ad accentuare tale fenomeno, per ridurre le dimensioni dell’impresa e liberarsi di attività e relativi dipendenti considerati meno strategici, la nuova disciplina rischia di frenarlo sensibilmente. Il passaggio al cessionario dell’azienda, che avvenga in forza dell’articolo 2112 del codice civile (norma applicata alle cessioni di rami aziendali), non dà luogo infatti a un nuovo rapporto di lavoro e il dipendente ceduto ha diritto di conservare lo statuto attuale e più produttivo (né il cessionario può avvalersi degli sgravi per i nuovi assunti). È evidente che in molti casi ciò costituirà un freno alle cessioni d’azienda: se teoricamente un simile effetto potrebbe considerarsi positivo, dato l’abuso che vi è stato in passato di tale istituto, si presenta certo il rischio che le attività vengano comunque esternalizzate con strumenti diversi, e scegliendo (o costituendo) nuove imprese che si avvalgano di nuovi assunti, aprendosi così un problema di eccedenza di personale nell’impresa cedente.

Questi e altri problemi inducono a chiedersi quale azione possano sviluppare le organizzazioni sindacali
per contenere o controbilanciare i tanti effetti negativi delle nuove regole. A parte, ovviamente, le iniziative per ottenere dal legislatore aggiustamenti o ripensamenti, qualche spazio potrà essere recuperato, certo non facilmente, sul piano contrattuale. Qui la chiave potrà essere (a parte e ovviamente la condizione dei rapporti di forza) indurre la parte migliore delle imprese a contrastare effetti di ulteriore balcanizzazione dei mercati e delle relazioni sindacali, suscettibili di alzare i livelli di conflitto sociale e di determinare, comunque, effetti di impoverimento della qualità complessiva della produzione.

Se ciò viene compreso, potrebbero per esempio stipularsi accordi che incrementino il livello di indennizzo da licenziamento ingiustificato per i nuovi assunti, al fine di ridurre l’eccessiva differenza tra vecchi e nuovi dipendenti; oppure che creino percorsi di sostegno alla ricollocazione sul mercato del lavoro unitari, per entrambe le tipologie di lavoratori. Nulla impedisce, ovviamente, di stipulare accordi in base ai quali un’impresa o una pluralità di imprese riconoscano ai nuovi assunti lo stesso regime di tutela dei dipendenti già in servizio, ovvero attribuiscano loro in via negoziale la tutela dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (conservando nel contempo i benefici contributivi, che derivano dalla disciplina di legge).

Per quanto difficile da ottenere, un simile impegno darebbe il senso di un forte investimento dell’impresasulla qualità e produttività del lavoro, connesse alla stabilità del rapporto, compensabili ovviamente con la disponibilità su altre forme di flessibilità della prestazione o dell’organizzazione del lavoro (magari con una maggiore disponibilità sui temi delle mansioni e del controllo della prestazione di lavoro, oggetto di prossime novità normative in attuazione della legge delega). Un tema sul quale la contrattazione dovrebbe intervenire con urgenza (qui sperando anche in aggiustamenti da parte del legislatore) è quello dell’apprendistato, al fine di contrastare la deriva negativa indotta oggi dal modifica gioco di convenienze (e avvalendosi della delega alla contrattazione prevista dall’articolo 2, comma 3 bis del dlgs 167/2011).

Una particolare attenzione deve essere dedicata agli accordi sui licenziamenti collettivi
, dove la materia dei criteri di scelta deve essere governata con ancora più attenzione che in passato, in considerazione delle spinte che la differenza di convenienze tra mantenere in servizio dipendenti con statuto protettivo vecchio o nuovo può scaricare di fatto sulla selezione dei lavoratori interessati all’uscita. Ancora più complesso, certamente, è intervenire sui segnalati effetti distorsivi della concorrenza, ciò che rende non rinviabile una riflessione sul governo delle condizioni di lavoro nelle filiere produttive complesse, superando le barriere (anche in termini di rappresentanza) tra lavoratori rappresentati da diversi contratti collettivi. La battaglia sulla qualità del lavoro (e sulla qualità delle imprese coinvolte nella filiera produttiva) si fa ovviamente nell’interlocuzione con le imprese situate negli snodi di governo della filiera medesima, se e in quanto si riesca a rappresentare tutti o gran parte dei lavoratori collocati nei vari pezzi del processo produttivo.

La condizione di minor tutela del “nuovo assunto” può essere ridotta ove si riesca a creare e disciplinare, in modo virtuoso, mercati del lavoro “interni” a un settore produttivo, a un distretto, a una filiera, nei quali per esempio tutte le imprese si impegnino a riconoscere l’anzianità di servizio progressivamente maturata in quello specifico mercato (magari caratterizzato anche per l’adozione di specifiche politiche di formazione dei lavoratori). In questo senso, potrebbero ipotizzarsi meccanismi di mutualizzazione tra le imprese dei costi di licenziamento e di ricollocazione dei lavoratori.

Infine, si pone il difficile tema del governo dei settori economici
caratterizzati dalla continua successione di appalti: qui la chiave sta ovviamente nel rapporto con le imprese committenti, anche avvalendosi degli spazi aperti dalla normativa legale (articolo 29 dlgs 276/2003), favorendo condizioni di maggiore competitività in cambio di garanzie per i lavoratori. Una prospettiva certo più facilmente percorribile ove avesse successo la proposta di legge di iniziativa popolare di recente presentata dalla Cgil (la quale mira tra l’altro a un forte sostegno delle clausole sociali, negli appalti sia privati sia pubblici).

* Ordinario di Diritto del lavoro all’Università degli studi di Milano-Bicocca

 

fonte 
Rassegna.it

Expo2015: Fipe vorrebbe vincere su tutti i fronti, vedremo di ostacolarla

Le stime del centro studi di FIPE, secondo le quali “il traino dell’evento di Milano e le misure di stimolo al mercato del lavoro dovrebbero portare 17mila assunzioni in più in Italia nel turismo”; sono la conferma che il jobs act rappresenta un menù allettante per imprese e associazioni datoriali che intravedono nell’abbattimento del costo del lavoro, l’unica ricetta anticrisi.

Fipe ha disdettato il contratto nazionale del turismo quasi due anni fa cercando di tagliare diritti e tutele per i lavoratori,  fino ad oggi non ha manifestato nessuna intenzione di rinnovarlo ed ora incassa i regali del governo sperando di ottimizzare al massimo la vetrina di Expo 2015: ci pare onestamente troppo!

Come Filcams non possiamo non denunciare la profonda incoerenza di una associazione datoriale  che si dichiara pronta a creare occupazione (fatto positivo in sè) e dall’altro vuole che le condizioni dei suoi addetti siano sempre più povere di garanzie normative e salariali.

Se non assisteremo ad un deciso cambio di passo, Expo2015, nostro malgrado,  diverrà  anche teatro di una mobilitazione per i più di 700 000 addetti della ristorazione commerciale.

Comifar: i dipendenti in stato di agitazione

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil proclamano lo stato di agitazione di tutti i dipendenti della società Comifar, società leader della distribuzione farmaceutica, che ha comunicato  la disdetta di tutti gli accordi sindacali aziendali vigenti stipulati sia a livello territoriale che a livello nazionale con effetto dal 30 aprile 2015.

Nella nota inviata ai sindacati, sono esplicitate le motivazioni della disdetta con la necessità di ridurre il costo del lavoro attraverso una riorganizzazione e revisione dei contratti integrativi aziendali e con il proposito di uniformare e rendere più efficiente le regole del funzionamento dell’organizzazione aziendale.

Le organizzazioni sindacali stigmatizziamo il comportamento aziendale caratterizzato da continue ristrutturazioni legate al Piano Forward che in Italia ha avuto, in termini economici, un impatto pesantissimo sui lavoratori.
Negli ultimi anni si è assistito a continue procedure di mobilità con chiusure e riduzioni di personale, con l’utilizzo di contratti di solidarietà e di cassa integrazione straordinaria, per far fronte alla crisi economica che ha investito il Paese e rispettare il progetto di riorganizzazione aziendale.

“Avevamo auspicato” affermano i sindacati, “che la ristrutturazione potesse essere considerata conclusa, dopo l’ultima procedura di mobilità che ha portato ad un contratto di solidarietà finalizzato al mantenimento dei livelli occupazionali nelle strutture interessate. Invece, giungono le disdette di tutti gli accordi integrativi aziendali prevedendo il taglio dei benefici economici e normativi ottenuti negli ultimi anni con la contrattazione aziendale.”
Per tali motivi viene proclamato lo stato di agitazione di tutti i dipendenti, e le organizzazioni sindacali metteranno in campo tutte le iniziative e le azioni di lotta per tutelare i diritti acquisiti dei lavoratori dipendenti di Comifar.

 

JOBS ACT: il Grande Bluff

Contratti di lavoro, ammortizzatori sociali e lavoratori in appalto, cosa cambia.

Il Governo ha varato il Jobs Act affermando che sarebbe servito a incentivare nuove assunzioni: in realtà è servito solo a facilitare i licenziamenti e rendere più precari i lavoratori.
Conseguenze pesanti per le lavoratrici ed i lavoratori dei settori del terziario, turismo, servizi, appalti e studi professionali, le modifiche introdotte dalle nuove normative, peggioreranno le condizioni di chi lavora, con l’introduzione di forme contrattuali meno tutelanti, e un sistema di ammortizzatori sociali sempre più fragile.
I contratti di lavoro
Oltre al “Decreto Poletti” che sui contratti a tempi determinato ha esteso a 36 mesi la possibilità di attivazione senza causali e con diverse proroghe, e l’apprendistato, svuotato di tutele e reso poco concorrenziale per le aziende, l’operazione più iniqua è rappresentata dalla definizione del contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti perchè nei fatti non c’è alcuna tutela ma solo la cancellazione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Nessun reintegro per loro in caso di licenziamento illegittimo, economico, disciplinare e collettivo, ma solo una buonuscita che aumenta (crescente appunto) in base all’anzianità.
L’ articolo 18 non garantisce solamente i lavoratori contro il licenziamento illegittimo” afferma Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale della Filcams Cgil, “è una norma di civiltà che protegge tutto il rapporto di lavoro nel suo complesso, garantendo la possibilità di esercizio di altri fondamentali diritti, quali la salute e la sicurezza, la libertà sindacale, la maternità, lo studio.”

Gli Appalti
Inoltre, per effetto dell’art 7 del Decreto emanato il 24 dicembre dal Governo, nel cambio di appalto i vecchi assunti rischiano di trovare lavoro presso l’azienda subentrante solo accettando un contratto “a tutele crescenti”.
L’art 7 rappresenta “un’ingiustizia nell’ingiustizia” per dei lavoratori con anzianità di servizio anche significative ma “colpevoli” di lavorare in regime di appalto o concessione che si potranno trovare nella condizione di essere licenziati loro malgrado e loro malgrado riassunti senza le tutele dell’articolo 18.

Stiamo parlando di decine di migliaia di addetti che operano nelle mense, nelle imprese di pulizia e servizi, nella vigilanza privata, nei ristoranti delle autostrade, delle stazioni e degli aeroporti.

“Negli appalti c’è bisogno di legalità’, di una chiara responsabilità’ del committente, del contrasto al massimo ribasso, del rispetto della clausola sociale nei subentri, di garanzie per i lavoratori” prosegue Gabrielli, “Per questo la Filcams sostiene ed è parte attiva nellaraccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “gli appalti sono il nostro lavoro, i diritti non sono in appalto” promossa dalla CGIL.

Gli Ammortizzatori Sociali
Il Jobs Act oltre a rendere più facili i licenziamenti economici, con un insieme di iniziative (e mancate iniziative), priva i lavoratori del terziario delle già poche garanzie che hanno.
La cassa in deroga che ha permesso la sopravvivenza di intere imprese, ha visto progressivamente calare i finanziamenti, e restringere i criteri di accesso: interi settori come gli studi professionali si sono ritrovati tagliati fuori da un giorno all’altro.
I contratti di solidarietà di tipo B ad oggi non sono rifinanziati e questo, per diverse aziende in crisi significa procedere immediatamente ai licenziamenti.
Del fondo di solidarietà residuale, strumento che dovrebbe garantire sostegno al reddito alle imprese come le nostre che non accedono alla cassa integrazione, si sono perse le tracce.
Imminente appare poi una stretta anche sulla Cassa Integrazione Straordinaria che non sarà più concessa in caso di cessazione totale e parziale di attività.
La nuova indennità di disoccupazione (Naspi) appare complessivamente peggiorativa, soprattutto per i lavoratori discontinui e stagionali.
“La logica che presiede a tutte le azioni del Governo pare orientata a indebolire il lavoro e a svalutare il welfare in tutti i suoi aspetti” commenta con decisione la segretaria, “la Filcams ha denunciato in tutte le sedi l’iniquità e le conseguenze sull’occupazione di queste politiche sbagliate e continuerà a battersi per ottenere un sistema di ammortizzatori sociali realmente equo e accessibile a tutti.

La mobilitazione continua con assemblee in tutti i luoghi di lavoro per informare, discutere e promuovere iniziative per contrastare una idea di società basata sulle divisioni.
Contro la solitudine del lavoro noi rispondiamo con la solidarietà.

Volantini
Jobs Act, i contratti di lavoro
Jobs Act, gli appalti
Jobs Act, gli ammortizzatori sociali

 

fonte 
Filcams CGIL Nazionale

7° ASSEMBLEA RLS-RSU FILCAMS-CGIL LOMBARDIA

Lavoro, non ti lasciamo solo. Campagna tesseramento CGIL 2015

Iscriversi alla CGIL vuol dire entrare a far parte attivamente della più grande e articolata organizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori, con i suoi circa 6 milioni di iscritti e le sue centinaia di sedi.

Perché iscriversi? Perché la CGIL è il sindacato di chi ha un lavoro, di chi lo ha ma precario, di chi non lo ha e lo cerca e dei pensionati; perché la CGIL svolge un ruolo di protezione dall’incondizionato funzionamento del mercato, difendendo i diritti individuali e collettivi contro i soprusi e le ingiustizie. Con la sua presenza nei luoghi di lavoro, nel territorio e tra i cittadini, la CGIL opera per la ricostruzione delle solidarietà, ovvero l’integrazione di parti della società, attraverso la pratica quotidiana, l’impegno concreto di rappresentanza e l’attività capillare di contrattazione e negoziazione.

Iscriversi è una scelta importante, soprattutto, perché la CGIL difende e persegue la “confederalità”, cioè quella forma originale della rappresentanza degli interessi delle persone che assume valori generali, sociali, insieme alle rivendicazioni contrattuali e di categoria. La confederalità è un valore dirimente, rappresenta la solidarietà tra lavoratori, precari, pensionati nel loro costante processo di emancipazione.

Solo l’azione collettiva, infatti, può porre un argine all’individualismo imperante, oggi più che mai.

Per questi motivi la CGIL è la casa comune per i lavoratori, per i giovani e per i pensionati.

Il valore dell’iscrizione passa anche attraverso l’offerta di servizi e tutele alle persone che cercano una risposta ai problemi che incontrano nell’attività lavorativa, nei rapporti con il fisco, in campo previdenziale, nella tutela della salute o nell’accesso ai servizi sociali alla persona.

In tutti questi casi, e in generale per tutto ciò che riguarda l’esigibilità dei tuoi diritti, il “Sistema Servizi” della CGIL ti può efficacemente aiutare.

Oggi più che mai rafforzare il sindacato è importante per arginare e contrastare gli attacchi contro i lavoratori, contro i giovani e contro i pensionati. Lo puoi fare iscrivendoti alla CGIL e rendere così più efficace ed incisiva l’azione di rappresentanza dei lavoratori.

Compila il modulo di pre-iscrizione alla CGIL

Solidarietà e Vicinanza ai cittadini e ai lavoratori della Francia

 

“La Cgil esprime alle organizzazioni sindacali francesi affiliate alla Ces (Cgt, Cfdt, Cftc, Fo, Unsa) la solidarietà e vicinanza ai cittadini e ai lavoratori della Francia per l’attentato terroristico compiuto a Parigi contro il giornale Charlie Hebdo, che ha causato la morte di dodici persone”. E’ quanto si legge in una nota di corso d’Italia.

“In questo attentato – prosegue la nota – hanno, tra gli altri, perso la vita alcuni prestigiosi giornalisti e disegnatori, che hanno fatto della tolleranza tra culture e religioni diverse, della libertà d’espressione, del diritto all’informazione, dell’integrazione pacifica tra i popoli, la cifra della loro esperienza artistica e professionale. È questo insieme di valori e di principi, proprio del modello sociale europeo, il vero obiettivo di una azione barbara e sanguinosa, che propone un’idea di scontro e di conflitto frontale che va respinta e sconfitta, ad ogni livello, in quanto nemica proprio di quelle popolazioni e di quelle confessioni religiose che vorrebbe rappresentare”.

“La Cgil continuerà, nei rapporti diretti con i sindacati francesi, nella comune azione in ambito Ces, nelle iniziative verso le istituzioni europee, a lavorare per un’Europa solidale e integrata, rispettosa degli orientamenti culturali, politici e religiosi di tutti i suoi cittadini, impegnata a diffondere la cultura della pace e della pacifica convivenza su scala mondiale”, conclude la nota.

fonte
CGIL Nazionale

Speciale Natale con Pangea

Dove le mamme vanno a scuola e i bimbi giocano

A partire dal 20 Marzo 2014 con la Mostra Fotografica e la premiazione dei vincitori del Concorso indetto dalla Filcams CGIL Milano : “Obiettivo sul Lavoro delle Donne” si è aperta ufficialmente la collaborazione con la Fondazione Pangea tramite l’Associazione Fabio Sormanni.

Questa è soltanto la prima di una serie di iniziative che hanno come obbiettivo quello di raccogliere fondi per finanziare il progetto Casa Pangea Kabul.

Fai i tuoi regali di Natale con Pangea CLICCA QUI –> Speciale Natale Pangea

Conferenza Stampa – Presentazione Risultati EBIT SOLIDALE

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#siamoancoraintempo

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Con l’accelerazione sul Jobs Act, stanno tentando di mandare un messaggio ingannevole: che tutto è finito, che la partita è chiusa, che è inutile scioperare.

La partita non è chiusa.

Non è chiusa perché quella che viene approvata è una legge delega di cui vanno ancora scritti i decreti, e su questi vogliamo incidere.

Tutto questo va spiegato ai lavoratori e ai pensionati.

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Comunicato Stampa

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Turismo: diario della trattativa

 

trattativaScarica qui il Flyer

 

COMUNICATO FILCAMS CGIL MILANO

 LA POLITICA DELLE MANGANELLATE, 

DELLE BATTUTE E DELLE OFFESE È VECCHIA

 

Massimo Bonini, Segretario generale della Filcams CGIL di Milano ha dichiarato: “Oggi due episodi concomitanti indicano come la manifestazione della CGIL di sabato 25 ottobre a Roma abbia creato, da parte del Governo e di esponenti della politica, reazioni nervose e strumentali. Da sabato notiamo una certa intensificazione. Questi atteggiamenti non sono un caso, di certo non servono al Paese. La piazza del 25 ha chiesto risposte su sviluppo e investimenti, diritti e tutele anche per i precari, occupazione, protezione sociale, politiche attive, investimenti nell’istruzione, nella ricerca e nell’innovazione. In modo particolare la Filcams CGIL Milano e della Lombardia, la categoria del commercio, dei servizi, delle mense e degli alberghi, ha chiesto di occuparsi delle condizioni insopportabili che vivono da molti anni le lavoratrici e i lavoratori degli appalti privati e pubblici, e un sistema di ammortizzatori sociali veramente universali. Come già detto nelle settimane precedenti #noisiamoqui, ci saremo ancora, così come ci siamo sempre stati a dare risposte. Certo non potevamo immaginare di apprendere che, nel difendere il proprio posto di lavoro, si potesse rischiare di ricevere cariche dalle forze dell’ordine in modo ingiustificato.Per questo, ai lavoratori della Ast di Terni e alla FIOM CGIL va la mia solidarietà e quella di tutta la Filcams CGIL di Milano.

Adesso siamo noi che chiediamo al Presidente del Consiglio

“tu, dove sei con il Governo?”

Aspettiamo risposte”.

Milano, 29 ottobre 2014

CGIL, il 25 ottobre in piazza San Giovanni per il cambiamento

25ot“Lavoro, Dignità, Uguaglianza. Per cambiare l’Italia”. Queste le parole scelte dalla Cgil per la grande manifestazione in programma sabato 25 ottobre a Roma. Due cortei – che partiranno alle ore 9.30 da piazzale Ostiense e da piazza della Repubblica – attraverseranno la capitale per confluire in piazza San Giovanni dove la manifestazione sarà conclusa dall’intervento del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Le proposte della Cgil, insieme agli aspetti organizzativi della manifestazione e ad una ricerca sui temi del 25 ottobre commissionata dalla Cgil e dall’associazione Bruno Trentin all’istituto Tecnè, saranno al centro di una conferenza stampa in programma lunedì 20 ottobre a Roma presso la sede nazionale del sindacato in corso d’Italia 25 alle ore 12 alla presenza di Susanna Camusso e del segretario confederale, responsabile d’organizzazione, Nino Baseotto. La manifestazione è stata indetta dal sindacato di corso d’Italia a sostegno delle sue proposte per mettere al centro il lavoro, la sua difesa e la sua creazione. In sintesi, infatti, la Cgil propone interventi specifici per creare lavoro attraverso un deciso cambio della politica economica, l’attuazione di investimenti pubblici e privati, l’estensione dei diritti, meno forme contrattuali e più stabilità, l’allargamento universale delle tutele, la diffusione dei contratti di solidarietà. Questi solo alcuni dei punti della piattaforma a sostegno della manifestazione della Cgil. La mobilitazione intanto vive da giorni nel paese con decine di iniziative sui territori e nei luoghi di lavoro, così come nella rete con video, foto e post su Twitter e su Facebook attraverso gli hashtag ‘ufficiali’: #tutogliioincludo e #25ott.

Concorso fotografico per i lavoratori del turismo: JobArt – Io lavoro qui

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Parte il concorso fotografico per i lavoratori del turismo


Lavori in uno dei luoghi del patrimonio culturale italiano? O in realtà limitrofe (alberghi, campeggi, bar ristoranti)? Raccontaci il tuo lavoro con un (auto)scatto per mettere in luce aspetti positivi o problematiche.
È il concorso fotografico lanciato dalla Filcams Cgil, nell’ambio della campagna nazionale #JobArt, con la cultura si cresce, un’iniziativa che vuole essere di denuncia e contrasto al lavoro nero e irregolare, ma vuole anche ampliare la discussione e portare sotto i riflettori la voce del lavoro. Una campagna itinerante che toccherà diverse città italiane per focalizzare il dibattito sulle esigenze e le caratteristiche territoriali e locali. 
La Filcams Cgil vuole coinvolgere in questo Viaggio in Italia i lavoratori e gli addetti di settore attraverso un concorso fotografico. I partecipanti dovranno inviare, tramite il sito www.filcams.cgil.it, i loro scatti evidenziando la Grande Bellezza o la Grande Bruttezza del loro lavorare nel turismo o nella cultura, per raccontare per immagini, orgoglio, denuncia, proposta, fascino del lavorare a ridosso o in realtà uniche per storia e paesaggio, che attraverso il loro sguardo vorremmo fare uscire dalla dimensione patinata della cartolina.
Le immagini del concorso saranno esposte durante l’ultima tappa di questo tour che si svolgerà a Roma nei primi mesi del 2015 e sarà l’occasione per premiare il miglior scatto.
Il viaggio #Jobart, partirà il prossimo 3 ottobre a Lecce, (candidata capitale europea della cultura 2019), nel cuore del Salento si rifletterà di “eventi culturali”; soprattutto di come far sì che una programmazione non improvvisata possa far uscire l’offerta turistica di un territorio del Sud dall’estemporaneità e dalla stagionalità, catalizzando visitatori e creando occupazione.
Gli eventi culturali come motore di sviluppo per turismo e occupazione, è il titolo del dibattito al quale parteciperà anche Massimo Bray ex ministro dei beni culturali, Paolo Perrone, sindaco di Lecce, e tanti altri esperti del settore.

Con la campagna “Con la cultura si cresce” la Filcams Cgil vuole dare gambe e fiato ad una proposta articolata e complessiva di rilancio da condividere con la politica, le associazioni imprenditoriali, le associazioni dei consumatori, gli operatoria vario titolo impegnati nella salvaguardia e nella promozione del nostro patrimonio culturale.

Perché sul turismo e sulla cultura si investa davvero a tutti i livelli. 

Perché il lavoro nel turismo e nella cultura diventi prospettiva per tanti e patrimonio di tutti.

 

CLICCA QUI PER PARTECIPARE AL CONCORSO

24 settembre 2014

Agenti e rappresentanti – Rinnovato l’Accordo Economico Collettivo

Nella giornata del 30 luglio presso la sede di Confindustria, è stato sottoscritto dopo quasi 10 anni di ” trattativa ” il rinnovo dell’Accordo Economico collettivo degli Agenti di Commercio.
Tra le case mandanti, il settore industria e le parti sindacali di parte Agenti Filcams Cgil , Fisacat Cisl , Uiltucs Uil, Fiarc, Fnaarc, Usarci e Ugl terziario (già firmataria del AeC del 2002 ).

L’accordo nel riconfermare e rilanciare il ruolo delle parti sociali nel governo del comparto, pur risentendo della generale situazione di crisi economica, apporta alcune modifiche rispetto al precedente: ridotto dal 20 al 15 % il limite oltre il quale le Aziende non possono diminuire le provvigioni, la zona, la clientela, i prodotti senza il consenso dell’agente; mantenimento dell’ indennità suppletiva di clientela, che Confindustria voleva abolire; modifica dell’indennità meritocratica, – il riconoscimento cioè, nel caso in sui l’agente abbia incrementato il fatturato aziendale – che fino ad ora nei fatti aveva valore pressoché simbolico. Stabilito inoltre la possibilità di sospensione fino a 12 mesi del rapporto di agenzia in caso di adozione e affidamento; e 5 mesi in caso di interruzione di gravidanza.

“Un risultato che riconferma il ruolo delle parti sociali in un settore parcellizzato, ma diffuso” ha affermato Danilo Lelli della Filcams Cgil Nazionale. “Tra l’altro, visto l’attuale drammatico contesto economico la possibilità di strumenti della bilaterlaità, fino ad oggi assenti, potremmo dare supporto alle tante lavoratrici e lavoratori del settore.”

30 Luglio 2014

Aggiornamenti Trattativa – Federdistribuzione

aggiornamento

 

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Trattative interrotte per il contratto integrativo di Zara Italia

 

A seguito della presentazione delle nostre richieste e di prime risposte da parte di Zara Italia, abbiamo chiesto all’azienda di presentarci una proposta articolata sui vari punti. Ci aspettavamo che delle nostre richieste solo parte sarebbe stata accolta, ma non ci saremmo mai aspettati che l’azienda facesse proposte inaccettabili addirittura con lo scopo di limitare leggi, CCNL ed accordi già sottoscritti in maniera anche molto pesante.

Limitazioni sulle Relazioni sindacali, intervento peggiorativo nell’ accordo già sottoscritto sull’ Organizzazione del lavoro e trasformazione da volontario a  “prassi aziendale sulla richiesta di disponibilità” senza alcuna regolamentazione contrattuale di riferimento per quanto riguarda il Lavoro Festivo.

A fronte della nostra ferma contestazione sul merito dei singoli punti  ed alla nostra richiesta di rimuovere le proposte per noi inaccettabili, Zara Italia si è detta disponibile solo ad alcune limature ritenendo imprescindibili i punti presentati. Oltre alla mancanza di volontà da parte dell’azienda di proseguire in un percorso di confronto davvero costruttivo, è evidente il tentativo di destrutturare norme, CCNL ed accordi. Non possiamo quindi che prendere l’atteggiamento aziendale come una grave provocazione. Perciò abbiamo interrotto la trattativa. Si tratta ora di decidere, nelle prossime assemblee, le iniziative da mettere in campo per rispondere ad una provocazione così grave e all’arroganza dell’azienda.

Proprio per questo si è deciso di svolgere unitariamente a Fisascat e Uiltucs le assemblee nelle giornate di Sabato 26 e Domenica 27 in tutti i negozi     d’ Italia, per poter valutare insieme alle Lavoratrici e ai Lavoratori quali iniziative di mobilitazione avviare nel mese di Settembre.

 

Turismo – Diario della Trattativa

 

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Colocoop non paga il lavoro di 560 addette alla pulizie delle scuole

colocoop

Sono oltre 560 le lavoratrici impegnate a garantire i servizi di pulizia e ristorazione nelle scuole di Milano e che dipendevano sino al 30 giugno scorso da Colocoop. Ma il 10 luglio quando si sono recate a ritirare stipendio e competenze di giugno si sono viste sbattere letteralmente la porta in faccia dalla loro azienda.
Le buste paga non erano state predisposte, né erano stati inviati i bonifici di quanto loro dovuto sui rispettivi conti correnti.
Si tratta di lavoratrici part time che di rado superano le 15 ore settimanali e che contavano su quei pagamenti e sulla 14ma.
“Colocoop è stata oggetto di un provvedimento di interdizione da parte della prefettura di Milano per rapporti con la criminalità organizzata” spiega la Filcams Cgil di Milano, “e a seguito di tale provvedimento diverse amministrazioni pubbliche hanno provveduto a rescindere i contratti di appalto in essere con Colocoop.”
Anche Milano Ristorazione, che per il comune di Milano, gestisce i servizi di pulizia/ ristorazione e ausiliariato nelle scuole milanesi ha proceduto a rescindere il contratto con Colocoop e affidarlo ad un’altra azienda Soidarietà e Lavoro.
Colocoop doveva procedere al pagamento degli stipendi oltre alla 14ma e entro il 10 di luglio non lo ha fatto, nonostante il 3 luglio, avesse assicurato regolari pagamenti.
In attesa che Colocoop e Milano Ristorazione aderiscano alla richiesta di un immediato incontro affinché siano garantiti i pagamenti dovuti, il 14 luglio sono scese in piazza le 560 lavoratrici per rivendicare i loro diritti.

Eletta la Segreteria della Filcams CGIL Milano

Il Comitato Direttivo della Filcams CGIL Milano si è espresso a favore della proposta fatta dal nuovo Segretario Generale Massimo Bonini per la elezione della Segreteria.

Con il 98% di voti a favore  la Segreteria della Filcams CGIL Milano è così composta:

Marco Beretta

Silvano Campioni

Giorgio Ortolani

Antonella Protopapa

Maria Carla Rossi

 

Massimo Bonini è il Nuovo Segretario Generale della Filcams CGIL Milano

La proposta è stata votata dal Comitato Direttivo della FIlcams CGIL Milano che si è espressa con il 98% di voti a favore.

Massimo Bonini e tutto il Comitato Direttivo, salutano con un grande in bocca al lupo e un grazie sincero per tutto il lavoro svolto Graziella Carneri che entra nella Segreteria della CGIL Lombardia.

Queste le prime parole da Segretario Generale della Filcams CGIL Milano:

” Un ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato per arrivare a questo risultato. Non è solo mio ma di tanti. Non è il momento dei personalismi. ”

” Sarà vincente il collettivo e le parole d’ordine con le quali ho chiesto il voto: Lavoro, sperimentazione, rinnovamento continuo, concretezza, coinvolgimento, valorizzazione delle competenze e continuo ascolto. “

Trattativa Federdistribuzione

Prosegue la trattativa per la definizione del contratto nazionale con Federdistribuzione, gli incontri ravvicinati di giugno (23-26-27) hanno intensificato il confronto senza però arrivare ad una conclusione.

Nell’incontro del 23 giugno le parti datoriali hanno presentato le loro 4 priorità del contratto nazionale.

Mercato del Lavoro, Deroghe, Produttività, Bilateralità – a cui, si aggiungono i temi della classificazione del personale e della Salute e sicurezza, – sono le priorità affrontate nelle successive giornate di trattativa.

Sul Mercato del Lavoro, Federdistribuzione ha richiesto la modifica della base di calcolo su cui conteggiare la percentuale di utilizzo dei contratti a termine e la percentuale di utilizzo stessa passando dall’attuale 20% al 25% e portando la percentuale dal 28% al 35% nel caso di utilizzo anche dei contratti in somministrazione , mentre sull’Apprendistato, ha proposto di modificare il rapporto apprendisti/lavoratori qualificati presenti in azienda dall’attuale 1-1 a 3 apprendisti e 2 lavoratori qualificati, richiedendo anche la modifica della la percentuale di stabilizzazione degli apprendisti, dall’attuale 80% alla soglia del 40%

Proposte non condivise dalla Filcams Cgil, la prima perché potrebbe produrre un ulteriore fenomeno di precarietà dei rapporto di lavoro, e toglierebbe ruolo alla contrattazione svolta nei punti vendita/unità produttive in materia. Cosi come la diminuzione della percentuale di stabilizzazione degli apprendisti, perché l’attuale percentuale rappresenta una condizione migliorativa, un impegno concreto ed un investimento per l’inserimento dei giovani. Inoltre, non si sono registrate disponibilità sulle richieste in materia di mercato del lavoro poste dai sindacati nella piattaforma.

Sulla Bilateralità, la Federdistribuzione ha proposto la definizione di un sistema bilaterale snello con unico ente centrale e sedi dislocate su Regioni/Bacini regionali ma, secondo la Filcams: “La discussione su bilateralità e welfare può essere approfondita nei dettagli se esiste la fonte da cui la bilateralità trova origine cioè il Contratto Nazionale di Lavoro, resta quindi prematura la possibilità di procedere alla scrittura di documenti in merito, a partire dalla Governance.”

In ultimo, è stato affrontato il capitolo sulle deroghe. Federdistribuzione ha riconfermato l’impianto delle deroghe e sospensioni presenti nel contratto nazionale separato del 2011 ponendo però l’esigenza di integrare questo strumento attraverso la definizione di indicatori condivisi a seguito dei quali far partire una procedura operativa sempre rientrante nel secondo livello di contrattazione. Ma la Filcams non ha condiviso nel 2011 quel sistema di deroghe e per essere nuovamente affrontato dovrebbe ripartire da quanto richiesto nella piattaforma sindacale sulla definizione dei contenuti, del ruolo della contrattazione, della validazione degli accordi.

“Pur in presenza di alcune novità, a partire dalla disponibilità a discutere di rappresentanza e l’esclusione di alcune delle richieste presentate nei mesi precedenti” afferma Maria Grazia Gabrielli; “nonostante il tentativo di entrare in una seconda fase della contrattazione, finalizzata a comprendere se ci sono le condizioni per costruire un contratto nazionale, dopo gli incontri svolti, emergono ancora tutte le distanze. Il perimetro posto da Federdistribuzione” prosegue, “continua ad essere di notevole impatto e di non coincidenza con le nostre necessità e proposte.”

Clicca qui per scaricare il volantino da mettere in Bacheca

Sciopero Groupon

Clicca qui per la dichiarazione di Sciopero

 

Trattativa terziario, interrotto il confronto

18 giugno 2014

Dopo diversi mesi di trattativa per il rinnovo del contratto nazionale del Terziario, nella serata di ieri si è interrotto il confronto con le parti datoriali aderenti a Confcommercio.

Pur tenendo conto del contesto di forte crisi che ha colpito il settore, e con la responsabilità che ha caratterizzato il percorso, non si è riusciti a trovare una sintesi condivisa.

I tentativi di far ricadere sulle organizzazioni sindacali la responsabilità dell’interruzione della trattativa, rischiano di essere pretestuosi e strumentali, esulando cosi dal merito delle questioni poste sul tavolo negoziale da Confcommercio.

Non più Invisibili

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Appalti ristorazione ausiliarato e pulizie scuole Milano

Accordo Esselunga Lorenteggio

Dopo l’accordo siglato sul PV di S. Giuliano, il 5/6/2014 le RSU del negozio ESSELUNGA di via Lorenteggio, assistite dalla Filcams Cgil di Milano previa consultazione con i lavoratori/trici, hanno firmato l’accordo sulla modularità e sui turni orari con regime orario di 37,5 e di 40 ore settimanali, nei reparti DRO, GEM, CAR, PAN, PAD.

Punti qualificanti:

  •  riequilibrio della gestione dei tempi di lavoro con quelli di vita privata dei dipendenti.
  • una svolta importante nella condivisione di una parte dell’Organizzazione del Lavoro gestita da lungo tempo unilateralmente dall’azienda.
  • Pausa pomeridiana in prevalenza di 1,5 h e non oltre le 2h (il cia ne prevede al 3,5)
  • utilizzo al minimo necessario il ricorso al turno centrale frazionato (eliminazione massiccia nelle giornate di venerdi), con prevalenza del turno unico in tutti i reparti interessati.
  • contenimento significativo dei nastri orari,
  • Rimozione dei doppi turni pomeridiani nel rep casse (oggetto da sempre di forte disagio)
  • anticipo orario di fine turno in chiusura nei reparti CAR, GEM E PAN, (sia per il regime orario di 37,5 che del 40 h)
  • riduzione dal 100% al 70% del turnino al sabato, e eliminazione totale del turnino nelle giornate di venerdi nel reparto PAN; (accordo sperimentale).
  • eliminazione delle 2,5 ore di flessibilità eccedenti alle 37,5 a discrezione dei caporeparti. Fissati i turni orari dei lavorator* assunti a 40 ore settimanali (inclusi gli apprendisti).

  • ripristino delle 11 ore di intervallo tra la fine e l’inizio dei turni di lavoro.
  • Potenziamento de il ruolo delle RSU interna in quanto titolata a confrontarsi con l’azienda in caso di cambiamenti riferiti agli organici che modificano l’impianto condiviso(spostamenti, dimissioni, trasferimenti, lunghe assenze…)

 

Auspichiamo che con la sigla del presente accordo, sul territorio milanese si rivalorizzino le relazioni sindacali finalizzate a rispondere con una maggiore concretezza alle esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici, in un clima più costruttivo tra le parti.

 

PER LA FILCAMS CGIL MILANO

Massimo Bonini, Massimo Cuomo

SUB-APPALTI VODAFONE-ENI-ENEL

Festa della Repubblica e della Costituzione

Lunedì 2 Giugno 2014 dalle 10 alle 13, Milano Piazza Mercanti

Ciao Luigi,

sarai sempre uno di noi...

Comunicato Stampa

 

 

Contratto Nazionale del Turismo

È stato proclamato per l’intera giornata del prossimo 16 maggio lo sciopero nazionale dei dipendenti delle imprese aderenti a FIPE Confcommercio, FIAVET Confcommercio, Confesercenti, Aica e Federturismo. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS Uil stanno organizzando manifestazioni e presidi a livello territoriale.

I datori di lavoro vogliono scaricare il costo della crisi esclusivamente sulle lavoratrici ed i lavoratori, le cui condizioni di forte precarietà, negli ultimi anni, hanno subito un ulteriore e drammatico inasprimento.

Il recesso da parte di Fipe dal contratto nazionale di settore “è un atto gravissimo – afferma la Filcams Cgil – che rischia dal 1 gennaio 2015 di lasciare più di 700mila addetti senza diritti e tutele”.

“Siamo pronti a risederci al tavolo – dice il sindacato – ma la discussione non potrà essere confinata al recupero della produttività che Fipe ha finora interpretato come sommatoria di tagli lineari al costo del lavoro. Ormai prossimi a Expo 2015 vorremmo condividere il presupposto che dal lavoro non si può prescindere e dal lavoro bisogna ripartire per garantire, tra l’altro, successo a questo appuntamento che tutti vedono come una occasione imperdibile per il rilancio della nostra economia”.

Inoltre, FIAVET, a trattativa ormai conclusa, ha pretestuosamente abbandonato il tavolo del negoziato che ha prodotto, lo scorso 19 Gennaio, un importante rinnovo contrattuale con Federalberghi e FAITA, mentre Confesercenti si è da subito sistematicamente sottratta al confronto cercando, nei fatti, di ottenere una moratoria e una dilazione dei tempi al fine esclusivo di non erogare aumenti.

“Un sommatoria di diversi atteggiamenti tutti inaccettabili da parte di alcune importanti controparti – cui si è aggiunta ora anche Confindustria -, che fanno prevalere miopia a lungimiranza e che respingiamo in toto perché lesiva di uno storico di relazioni sindacali in passato capace di trovare soluzioni spesso innovative e rispondenti alle peculiarità dei differenti settori” conclude la Filcams Cgil Nazionale.

 

Presto tutte le info sulla mobilitazione che si terrà a Milano.

25 Aprile: Giorno della Liberazione

Il 25 aprile del 1945 fu il giorno della liberazione di Torino e Milano, che il centro e il sud erano già stati liberati, ed è per questo che è giornata di Festa nazionale, giornata da segnare, da celebrare per ricordare l’oppressione della dittatura, il male della guerra e la resistenza, la lotta condotta da uomini e donne per la libertà di tutti noi.

Oggi siamo in treno, in bus, sulla metro, giochiamo con i nostri tablet o gli smartphone, andiamo su internet e poi corriamo, telefoniamo, pensiamo a cosa faremo domani che magari i negozi sono aperti e anche se piove e non possiamo andare a fare la solita scampagnata con gli amici, però si può andare a fare shopping o anche solo la spesa…così poi siamo più liberi, appunto.

Ed ecco che così, anno dopo anno, ce lo siamo dimenticato cos’è questo 25 Aprile e pure la Liberazione che qualcuno – nonostante i capelli bianchi -, ha scambiato con la liberalizzazione…

Sì, c’hanno raccontato che c’era la guerra e che c’erano persone, uomini e donne, che si nascondevano sui monti, negli anfratti, che rivendicavano la libertà dalla dittatura, dal pensiero unico e dalle discriminazioni. Quelle stesse persone,uomini e donne, diverse, così diverse che c’erano i contadini tra di loro e gli operai, e poi gli intellettuali e i giovani che studiavano. Gente che su quei monti e tra quegli anfratti si mescolò, si miscelò, i cattolici con i laici, i comunisti, i socialisti con i democristiani e i liberali e poi c’erano pure gli azionisti, come Calamandrei. Persone che poi si ritrovarono a sedere nei banchi della Costituente per mettere nero su bianco i pensieri e i valori maturati resistendo, tra quei monti e quegli anfratti.

Il 25 aprile dovremmo fermarci tutti per ricordarlo il significato di questa giornata e ringraziare gli uomini e le donne che con la loro vita e la loro forza ci hanno permesso di poter stare su un autobus, su un treno e anche sulla metro a giocare col tablet, con lo smartphone e navigare su internet senza censure, liberamente, indossando i jeans scoloriti oppure i tailleur, col ciuffo rosa o la barba lunga, così, solo perché ci va. E che poi al primo punto, al primo articolo di quella Carta fondamentale, c’hanno scritto che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Con tutti i limiti, le sconfitte e i drammi che oggi dietro quella parola, lavoro, si sovrappongono ma che non devono impedirci di difenderla, aggiornarla, e declinarla secondo la tecnologia, i cambiamenti e i tempi di questo 2014.

«Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, questo è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione ».

 1955 Università di Milano parlando della Costituzione

Piero Calamandrei 

Comunicato Stampa

 

Associazione Fabio Sormanni: Progetto Casa Pangea Kabul

Il 20 Marzo 2014 con la Mostra Fotografica e la premiazione dei vincitori del Concorso indetto dalla Filcams CGIL Milano: “Obiettivo sul Lavoro delle Donne” si è aperta ufficialmente la collaborazione con la Fondazione Pangea tramite l’ Associazione Fabio Sormanni.

Questa è soltanto la prima di una serie di iniziative che avranno come obbiettivo quello di raccogliere fondi per finanziare il progetto “ Casa Pangea Kabul”.

Dove le mamme vanno a scuola e i bimbi giocano

In Afghanistan gli spazi dedicati alle donne, per attività di formazione e dove far giocare i bambini, sono decisamente pochi. Il diritto all’infanzia viene negato per mancanza di mezzi economici e infrastrutture. L’indigenza rende tutti i componenti dei nuclei familiari impegnati in una continua ricerca di risorse per sopravvivere, compresi i minori.

Si calcola che nella sola Kabul siano circa 60.000 i bambini che passano le proprie giornate in strada nel tentativo di racimolare denaro, esponendosi a rischi e sfruttamenti di ogni tipo, compreso quello sessuale e il rapimento finalizzato al traffico di organi.

Casa Pangea Kabul è un asilo-centro donna che ha lo scopo di offrire servizi indispensabili in un luogo sicuro e accogliente, dove i più piccoli possono trascorrere le loro giornate, lontano dalla strada, e le donne possono usufruire di facilitazioni che non troverebbero da nessuna parte.

Presso la struttura i bambini, seguiti dalle educatrici, seguono attività ludiche e formative in un ambiente tranquillo, pulito e sereno, in cui il loro sviluppo cognitivo ed emotivo può realizzarsi in modo adeguato.

Casa Pangea Kabul permette alle mamme e alle giovani donne della comunità di seguire corsi di alfabetizzazione, matematica, inglese, informatica, corsi di formazione professionale, educazione igienico-sanitaria, ginnastica e programmi finalizzati all’acquisizione di autostima e indipendenza.

 

Clicca qui per vedere il Progetto: “Casa Pangea Kabul”

Clicca qui per visitare il sito

 

Graziella Carneri – Confermata Segretario Generale della Filcams CGIL Milano

Il 25 e 26 Febbraio 2014 presso il Centro Servizi – Congressi di Rho Fiera Milano,  si è svolto il IX Congresso della Filcams CGIL Milano

Questi i dati che riassumono i lavori delle due giornate:

N° Assemblee:  859

% Adesione Documenti:

  • Documento 1 ” Il Lavoro Decide il Futuro ”         99,69 %
  • Documento 2 ” Il Sindacato è un’ altra cosa ”       0,31 %

N° Delegati Eletti:  349

Il Documento Politico è stato approvato all’ unanimità

Ordine del Giorno: Donne, occupazione, parità è stato assunto dalla commissione politica all’unanimità

Ordine del Giono su Rappresentanza è stato assunto dalla commissione politica a maggioranza con 1 voto contrario

 

Graziella Carneri

E’ stata confermata Segretario Generale della Filcams CGIL  Milano con il 94,84% dei voti a favore.

 

Clicca qui per vedere il Documento Politico

Clicca qui per vedere l’ odg – Donna – Occupazione – Parità

Clicca qui per vedere l’ odg sulla Rappresentanza

 

Graziella Carneri – Confermata Segretario Generale della Filcams CGIL Milano

A breve l’ articolo…

IX Congresso della Filcams CGIL Milano

IX Congresso della Filcams CGIL Milano

 

Federdistribuzione: trattativa CCNL

Clicca qui per scaricare il volantino

 

27 Gennaio: Giornata della Memoria

Intervista a Graziella Carneri – Segretario Generale Filcams CGIL Milano

 

Il Congresso 2014

Comunicato Unitario

IL Natale quando arriva, arriva….!

 

Anche quest’anno sulle spalle delle lavoratrici e lavoratori del commercio e della grande distribuzione organizzata grava il peso di tenere aperti e far funzionare al meglio gli esercizi commerciali, questo con turni di lavoro sempre più massacranti in tutte le domeniche e festività di apertura.

Abbiamo cercato di sensibilizzare le aziende e le associazioni di categoria su un tema importante come le aperture domenicali e festive, in un periodo cosi importante e delicato come è il periodo Natalizio, alcune hanno risposto positivamente.

Altre aziende con la scusa del recupero di vendite e di fatturato hanno deciso di tener aperto tutte le domeniche e tutte le festività.

Da tempo chiediamo alle aziende della grande, media e piccola distribuzione di prevedere la chiusura delle loro attività almeno per 5 festività (laiche e religiose) nell’arco dell’anno. Ma anche quest’anno ci sono esercizi commerciali che apriranno nelle giornate di Natale, Santo Stefano e 1° Gennaio.

Ribadiamo che contrattualmente non esiste l’obbligatorietà lavorativa per quanto riguarda le festività di Natale, Santo Stefano e 1° Gennaio (Capodanno) e invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori del commercio ad astenersi dal prestare la propria attività lavorativa in queste giornate.

Inoltre, per garantire a tutti i lavoratori pari dignità e pari diritti e soprattutto per dare la possibilità di celebrare in maniera adeguata queste importanti ricorrenze e in considerazione del fatto che alcune imprese, soprattutto della Grande Distribuzione, hanno previsto, in modo del tutto illegittimo, in molte lettere di assunzione l’obbligo del lavoro festivo e domenicale,

invitiamo le R.S.U./R.S.A dei singoli punti vendita

in caso di pressioni o forzature aziendali sulle Lavoratrici e Lavoratori

a dichiarare lo sciopero per l’intero turno di lavoro

nelle giornate di Natale, Santo Stefano e 1° Gennaio.

 

Le Segreterie Milanesi

Filcams – CGIL          Fisascat – CISL          Uiltucs – UIL 

44° anniversario della strage di Piazza Fontana 12 Dicembre 1969 – 12 dicembre 2013.

Il 12 dicembre del 1969 una bomba ad alto potenziale e di chiara matrice neofascista esplodeva nella Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano provocando 17 morti e 84 feriti. Fu l’inizio della strategia della tensione e il preludio alla stagione del terrorismo e dell’eversione in Italia. Nonostante numerosi processi e diverse sentenze, nonostante i colpevoli siano stati chiaramente individuati, per questa strage nessuno ha pagato. 

A 44 anni dalla strage, il Comitato Permanente Antifascista contro il terrorismo e per la difesa dell’ordine repubblicano, d’intesa con i Familiari delle Vittime promuove una serie di iniziative non solo per rendere il doveroso tributo di memoria ai caduti, ai feriti ed ai familiari, ma anche per riflettere su una vicenda che presenta ancora troppi lati oscuri, anche per ciò che attiene al ruolo svolto da apparati deviati dello Stato.
Vogliamo verità e giustizia, vogliamo che si aprano tutti gli armadi e si svelino tutti i segreti, anche per essere certi che queste tragiche vicende non possano verificarsi mai più.

Il Comitato Permanente Antifascista di Milano ha deciso di organizzare le manifestazioni per l’anniversario della strage di Piazza Fontana con le seguenti modalità:
GIOVEDI 12 DICEMBRE
Ore 16,37 – Piazza Fontana Alla presenza delle Autorità e degli Organi istituzionali, verranno deposte le corone delle Autorità cittadine e delle Associazioni, vicino all’ingresso dell’ex Banca Nazionale dell’Agricoltura (ora Monte dei Paschi di Siena).
Ore 17,30 – Corteo da piazza della Scala
Ritrovo dei Gonfaloni e delle bandiere delle Associazioni Partigiane. Concentramento e partenza del corteo in piazza della Scala, che percorrendo via Santa Margherita, via Mengoni, piazza Duomo, via dell’Arcivescovado confluirà in Piazza Fontana.

Ore 18,00 piazza Fontana interventi di:
Carlo Arnoldi, Presidente Associazione Vittime di Piazza Fontana.
Iacopo Lanza, Coordinamento Rete degli studenti
Graziano Gorla, Segretario Generale Camera del Lavoro di Milano.
Prof. Carlo Smuraglia, Presidente nazionale dell’ANPI

Presenta: Roberto Cenati Presidente ANPI Provinciale di Milano

COMITATO PERMANENTE ANTIFASCISTA CONTRO IL TERRORISMO
PER LA DIFESA DELL’ORDINE REPUBBLICANO

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

COMUNICATO STAMPA: LE LAVORATRICI DELLE MENSE E DELLE PULIZIE DELLE SCUOLE DI MILANO

Clicca qui per leggere il Comunicato Stampa

 

 

Manifestazione Regionale: Per il Lavoro la Legge di Stabilità Deve Cambiare

Assemblea Retribuita del Personale degli Appalti di Milano Ristorazione

Intervento del Segretario Generale della Filcams CGIL Milano

25 Novembre: Mobilitazione Nazionale CGIL Contro Violenza sulle Donne